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Affissioni Omofobe: ancora manifesti abusivi e discriminatori nella Capitale

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foto manifesti omofobi a Roma

Nel testo dei manifesti nessuna firma e un nuovo attacco alle Unioni Civili

NUOVE AFFISSIONI OMOFOBE – Tornano le affissioni di manifesti omofobi nella Capitale. A darne notizia sono molte segnalazioni dei cittadini e il commento di alcune realtà associative vicine alle tematiche Lgbti. Come accaduto in passato i manifesti non sono firmati e recano slogan legati ad uno dei temi più dibattuti di queste ultime settimane: “Stop matrimoni e adozioni gay” e “Stop alle unioni civili omosessuali”. 

SI ATTENDE LA RIMOZIONE – La rimozione di questo tipo di cartellonistica dovrebbe essere repentina, perlomeno secondo quando viene affermato dal regolamento comunale sulle affissioni con l’articolo 12 bis, che dà chiara indicazione sulla rimozione dei manifesti abusivi e di quanti riportino messaggi razzisti e discriminatori.

NESSUNA FIRMA – In mattinata è arrivato anche il commento dell’avvocato Antonio Bubici, dell’Associazione Nazionale ANDDOS: “Anche davanti al tribunale civile di Roma è comparso su un cassonetto, non a caso, questo manifesto – spiega l’avvocato Bubici – anche i più distratti o ingenui avranno notato un paio di anomalie anche imbarazzanti sul piano del lessico, ovvero notare che matrimoni e unioni sono cose differenti. In parlamento si discute di unioni, non di “unioni civili gay”, ma tra persone dello stesso sesso, quindi anche tra due donne. Bisogna aprire il vocabolario di tanto in tanto per evitare di scrivere assurdità e sciocchezze – seguita l’avvocato – Poi questi manifesti deliranti non sono neanche firmati, proprio tutti cuor di leone i responsabili: affiggono senza autorizzazioni eludendo le relative imposte. Nonostante ciò hanno poi il coraggio di invocare il rispetto della legge, solamente quando conviene loro”.

LeMa

 

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