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Alberi da frutto in città: non solo ornamento ma anche risorsa alimentare

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Dagli alberi di città alle mense sociali. Con il progetto Frutta Urbana, i frutti che crescono nei parchi cittadini arrivano gratuitamente a chi ha più bisogno

 

Roma si scopre frutteto naturale. Dal Villaggio Olimpico all’Eur, passando per Villa Pamphili e Villa Glori, sono decine nella capitale le aree verdi che si offrono come veri e propri serbatoi di frutta. Bella a vedersi e, sorpresa, buona da portare in tavola. Chi lo avrebbe detto! Perché se piante e alberi da frutto in città non sono cosa nuova, è pur vero che tutti noi siamo abituati a considerarli per lo più da un punto di vista puramente ornamentale. Come dire: i frutti possono colorare e profumare i giardini della nostra città, ma in frigorifero meglio mettere i prodotti della campagna.

IL PROGETTO – Eppure c’è chi è pronto ad affermare il contrario: anche la frutta che cresce in città può entrare nelle nostre cucine e deliziare i palati. I responsabili dell’associazione no profit Linaria ne sono convinti al punto da aver appena lanciato un progetto, denominato non a caso Frutta Urbana, che punta a recuperare questo immenso patrimonio. L’idea, che ha un chiaro risvolto sociale, è quella di portare nei banchi alimentari e nelle mense sociali, la frutta che cresce nei parchi e giardini cittadini, trasformando in risorsa alimentare quello che ad oggi appare un enorme spreco.

LO SPRECO DIVENTA RISORSA PER I BISOGNOSI – Secondo le stime effettuate dall’associazione, infatti, ogni anno in città andrebbero perse intere tonnellate di frutta, lasciate marcire ai piedi degli alberi o lungo i marciapiedi. L’obiettivo del programma, dunque, è portare avanti la mappatura, la raccolta e la distribuzione dei frutti che maturano sugli alberi di città, per farli arrivare gratuitamente a tutti quei centri che offrono sostegno alimentare a chi è in condizione di bisogno. Si parte da Roma, dove la mappatura è già in corso, ma si pensa in grande: l’intenzione è di estendere il progetto alle altre città italiane.

VOLONTARI A LAVORO IN PARCHI PUBBLICI E PRIVATI – “Sono coinvolti nel programma tanti volontari – sottolinea Michela Pasquali, paesaggista tra le fondatrici di Linaria – Il lavoro che stiamo promuovendo non riguarda solo le aree pubbliche. Stiamo stringendo accordi anche con privati, proprietari di giardini con alberi da frutto: ci concederanno gran parte del raccolto che faremo nelle loro proprietà e noi in cambio garantiremo la cura e la manutenzione dell’area”.

CONTROLLI QUALIFICATI PER LA QUALITÀ – E per chi volesse obiettare che la frutta di città potrebbe essere meno genuina perché esposta a inquinamento, la Pasquali ha già pronta la risposta: “Le polveri sottili e gli agenti inquinanti, se pur penetrano nel terreno, non intaccano le radici dell’albero e quindi non ne precludono una sana crescita, semmai si depositano sul frutto ma solo in superficie, perciò è sufficiente un accurato lavaggio. Anzi, diversamente da quella che si trova nei supermercati, la frutta urbana non è chimicamente trattata e quindi potremmo dire che è addirittura più genuina di quella che troviamo nella grande distribuzione.
Ovviamente vogliamo dare massima garanzia in termini di sicurezza alimentare – prosegue la Pasquali – per questo abbiamo preso contatti con l’Università La Tuscia di Viterbo che dispone di un laboratorio di analisi chimiche, affinché esperti possano di volta in volta fare i dovuti accertamenti sulla frutta raccolta prima che si proceda allo smistamento. Anche la Camera di Commercio di Roma dovrebbe fornirci altre indicazioni su eventuali istituti che possono assicurare indagini di laboratorio”.

Valeria Torre