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Anche il Parco dell’Appia Antica ha il suo Piano d’Assetto

Il Consiglio Regionale del Lazio approva il testo, Zingaretti: “Dopo 30 anni si realizza il sogno di Cederna”

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APPIA ANTICA – “Ore 13.55 del 18 luglio 2018, una data storica! Il Consiglio regionale del Lazio approva il piano del Parco dell’Appia Antica. Dopo 30 anni si realizza definitivamente il sogno di Antonio Cederna e di un’intera generazione! Un parco unico al mondo, una svolta per Roma!”. È questo il tweet con cui il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha dato la notizia dell’approvazione in Consiglio Regionale del tanto atteso Piano d’Assetto del Parco. Finalmente anche la Regina Viarum ha il suo Piano d’Assetto. La Giunta regionale il 10 ottobre scorso aveva approvato il Piano e ora anche il Consiglio Regionale ha fatto questo passo in avanti nella tutela dell’enorme area naturalistico-archeologica.

IL PIANO D’ASSETTO – Il Piano per il Parco viene definito nella Legge quadro sulle aree protette del 1991, ed è lo strumento con cui l’Ente Parco persegue la tutela dei valori naturali, ambientali, storici, culturali, antropologici e tradizionali. In poche parole questo piano si sostituisce a tutti i piani territoriali. Senza l’approvazione non esisteva alcuna pianificazione urbanistica: infatti nel nuovo Piano regolatore di Roma del 2008 le aree del parco dell’Appia sono “zone bianche”.

L’APPROVAZIONE – Ora il Piano d’Assetto è stato approvato dal Consiglio regionale. Nel testo vengono affrontati aspetti cruciali per la tutela del territorio, che negli ultimi anni sono stati oggetto di vertenze. Tra queste ci sono la perimetrazione; le connessioni ecologiche con le altre aree protette; la valorizzazione compatibile del patrimonio archeologico; le attività incompatibili e le soluzioni per il loro allontanamento o sostituzione; le relazioni con le infrastrutture stradali e ferroviarie; la funzione dell’agricoltura sostenibile; la fruizione di spazi verdi come l’area degli Acquedotti, la valle della Caffarella e la tenuta di Tor Marancia. “È un importante traguardo raggiunto – ha dichiarato l’Assessore Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali, Enrica Onorati – grazie al lavoro delle strutture regionali, della Commissione consiliare e del Consiglio, che segna un passo fondamentale per la coesistenza e convivenza serena di tutti i soggetti interessati a un territorio così esteso, parliamo di circa 3.400 ettari, per la gran parte di proprietà privata. Dopo oltre quindici anni, oggi il Parco dell’Appia Antica ha il suo Piano, basato su un sereno connubio tra tutela ambientale, paesaggistica e archeologica e le esigenze di sviluppo di un territorio protetto, sulla valorizzazione e sulla promozione di ogni attività compatibile e sostenibile, partendo proprio dalle attività agricole che caratterizzano un paesaggio unico della campagna romana, al cui interno, non dimentichiamolo, abbiamo un vero e proprio tesoro archeologico”.

UN PROGETTO DI RESTAURO – Il Piano, oltre al territorio di Roma Capitale, coinvolgerà anche i comuni di Ciampino e Marino, una prospettiva di fruizione e salvaguardia di queste aree attesa da circa 15 anni. L’assessora Onorati ha voluto sottolineare come il Piano sia stato concepito soprattutto come un vasto ‘progetto di restauro’: “Punti fondamentali di uno strumento che possiamo definire multidisciplinare – ha poi proseguito Onorati – sono la delocalizzazione delle attività incompatibili, la polifunzionalità agricola, la promozione dell’agricoltura compatibile, gli interventi sulla mobilità e sulle attrezzature per la fruizione di impianti sportivi e di campeggi. Abbiamo concepito il Piano – conclude l’Assessore – come un progetto di restauro territoriale, riprendendo parzialmente gli obiettivi della legge istitutiva 66/1988 e puntando, oltre che alla necessaria tutela dei beni ambientali, paesaggistici e storico-monumentali, anche alla valorizzazione del territorio, attraverso la sua riconoscibilità”.

LeMa