Home Notizie Cronaca Roma

Approvato il Bilancio, ma i numeri non convincono opposizione e municipi

SHARE

Approvato nella notte del 5 novembre il bilancio di Roma Capitale, molte le polemiche dal centrosinistra. Dopo oltre sei mesi di stallo, alla centounesima seduta l’aula Giulio Casere ha finalmente approvato il Bilancio di Roma Capitale, con una manovra da circa 10 miliardi di euro. La votazione è stata conclusa con 34 voti favorevoli, 20 contrari. L’unica astensione è stata quella del consigliere di Roma Capitale e candidato sindaco alle primarie del Pdl, Fabrizio Santori, che ha commentato così la sua decisione: “Ho ritenuto opportuno avere un atteggiamento di responsabilità anche per rispetto verso i miei colleghi di maggioranza ma tutti sappiamo che l’Assemblea ha perduto il suo ruolo di indirizzo e controllo approvando un bilancio che doveva essere licenziato lo scorso anno”. Il rischio per la Giunta Alemanno era quello di vedersi commissariare la Città, dato che il Prefetto Pecoraro aveva posto, dopo numerose lettere di sollecito, il limite massimo per l’approvazione al 25 novembre. Da aprile scorso, quando l’Amministrazione promosse il progetto finanziario di 730 milioni per mettere in ordine i conti e dovette poi adeguarsi alla legge di stabilità del Governo, la battaglia per l’approvazione non si è mai fermata. Passando per le vicende di Acea, svendita della partecipata per ora messa da parte, fino alla presentazione di circa 90 mila, tra ordini del giorno ed emendamenti da parte dall’opposizione capitolina. Per poi recuperare i 200 milioni circa, che sarebbero entrati nelle casse dalla svendita di Acea, il comune ha dovuto varare una nuova delibera che di fatto ha alienato parte del patrimonio pubblico comunale recuperando così all’incirca 230 milioni. Sulle critiche mosse nei mesi scorsi all’opposizione, i vertici del Pd romano sono spesso intervenuti in difesa della battaglia politica che si stava portando avanti in aula: “Una battaglia delle opposizioni a difesa del sociale e del decentramento – commenta il capogruppo Pd e candidato alle primarie per il Campidoglio, Umberto Marroni – che ha permesso di scongiurare il taglio di 3 milioni di euro precedentemente previsto sui municipi, stanziando più risorse sul sociale e sul buono casa, fondi che riteniamo però insufficienti”. Intanto dopo l’ultima votazione delle 5,30 del mattino, il Sindaco Gianni Alemanno ha ringraziato, attraverso twitter, la sua maggioranza: “Per fare questo bilancio sono state utilizzate sobrietà e disciplina. Nessuno credeva che ce l’avremmo fatta ma alla fine, con pazienza e tenacia, l’abbiamo approvato, questa pattuglia di eroi ce l’ha fatta”. Aspre le critiche dell’opposizione, che non si è lasciata scappare l’occasione del tweet di Alemanno: “Ma quale pattuglia di eroi – ha dichiarato il segretario del Pd del Lazio Enrico Gasbarra -. I veri eroi sono i romani che sopportano da quattro anni un governo della città che non ha saputo unire una grande comunità intorno a progetti seri”. L’approvazione è stata possibile solamente quando la maggioranza ha presentato un sub-emendamento che recepiva alcune delle richieste dell’opposizione: 3 milioni per le municipalità (riguardanti la manutenzione delle strutture scolastiche, delle strade e per finanziare i servizi sociali), 2 milioni per i servizi per l’ambiente, 1.7 milioni per il dipartimento dei Servizi Sociali e della salute, 1 milione per il buono casa e 1 milione per la cultura. Oltre a queste cifre, l’emendamento della maggioranza capitolina ha recepito la legge di stabilità del Governo Monti, che innalza il fondo di riserva delle pubbliche amministrazioni allo 0,45%. Questa semplice operazione ha avuto il merito di far cadere circa 50 mila dei 54 mila emendamenti dell’opposizione, permettendo l’approvazione del bilancio. Dal Campidoglio, durante la presentazione della manovra (5 miliardi 242 milioni circa per la parte corrente e oltre 5 miliardi per il piano investimenti, da finanziare in parte con risorse private), il Sindaco Alemanno e l’assessore al bilancio, Carmine Lamanda, hanno spiegato come essa rappresenti un primato: “riflette gli effetti della più imponente manovra restrittiva governativa mai attuata sugli enti locali”.

Per capire cosa va ad intaccare e cosa migliora questo bilancio, bisogna partire dai presupposti dichiarati dalla stessa Amministrazione durante la presentazione del bilancio: “Taglio del 40% sui trasferimenti ai Comuni tra 2008 e 2012; forte riduzione dei margini d’investimento per effetto del patto di stabilità. Il tutto, in un contesto di pesante recessione economica con una contrazione del Pil del 6% circa. Dato questo scenario di fondo, l’impegno è stato volto a garantire i servizi essenziali e a tutelare i cittadini più deboli”. Quindi la Capitale ha bisogno di maggiori esigenze di copertura: 730 milioni per compensare il buco derivante dai minori trasferimenti statali e regionali (- 478 milioni), altre risorse in contrazione (società partecipate, utili da contravvenzioni) e, se non bastasse, aumentate necessità di spesa. La manovra ha la sua maggiore alleata nella tanto osteggiata Imu che però, fanno sapere dal Campidoglio: “viene privilegiata anche per i contenuti di relativa maggiore equità connessi con il carattere patrimoniale dell’imposta”. L’aliquota impiegata è quella del 5 per mille sulle prime case e del 10,6 per le seconde case e tutte le altre tipologie di fabbricati. Quello che viene previsto è un introito per le casse capitoline di circa 614 milioni di euro. Cifra che però non basterebbe a sanare i conti ma, come spiegano in presentazione del bilancio Lamanda e Alemanno, si aggiungeranno anche “limiti più stringenti ai compensi dei dirigenti e degli amministratori”. Inoltre sarebbero diminuite le auto blu, le missioni di servizio per i politici e le uscite per le società partecipate, coronando il tutto con una razionalizzazione delle spese dei Dipartimenti. Inoltre viene anche costituita una task force per migliorare le prestazioni della lotta all’evasione fiscale, i cui introiti sarebbero, come spiegato nella nota del Campidoglio: “destinati in prospettiva all’abbattimento dell’Imu e ad interventi per il sociale e l’occupazione”. Altri obiettivi definiti rilevanti dal Campidoglio, non mancherebbero all’interno del Bilancio: equità fiscale per famiglie, disoccupati, pensionati e altre categorie deboli; stabilità delle agevolazioni per asili nido e Ta.Ri. “Rispetto poi al rendiconto 2011 – continua la nota -ci sono 18 milioni di euro in più per il sociale, circa 50 per la mobilità, circa 25 per l’ambiente”. Non manca nemmeno il piano di investimenti a di oltre 3 miliardi tra capitale pubblico e privato (1,7 provenienti da risorse pubbliche e i restanti con concorso del capitale privato). Tra le priorità ricordate dal Sindaco c’è la mobilità con le due nuove linee della metropolitana, per le quali il Campidoglio si carica di circa 745 milioni. Seguono poi gli investimenti per il territorio e l’ambiente con 381 milioni, lo stanziamento per il patrimonio comunale di 219 milioni e quello sulla mobilità e viabilità di 175 milioni. Due gli aspetti della manovra sono stati sottolineati dal Sindaco: “I 230 milioni messi in campo per lo sviluppo e derivanti dalle alienazioni patrimoniali – e ancora – lo sforzo per il sociale – che non si tradurrebbero in più servizi ma servono conclude il Sindaco – a compensare i tagli per non lasciare nessuno indietro, soprattutto le fasce deboli”. Veniamo ora ai tagli (solo un piccolo un piccolo inciso all’interno della nota del Campidoglio) che riguarderebbero una diminuzione di 11 milioni a testa per le infrastrutture e la manutenzione urbana, e un taglio di 5 milioni alle spese del Gabinetto del Sindaco.
Subito dopo l’agognata approvazione sono però iniziate le polemiche, con il capogruppo Pd Marrone che ha sottolineato arroganza degli emendamenti del centrodestra: “L’ennesimo atto contro Roma. La Giunta Alemanno presenta alla città una manovra non in grado di rispondere alla crisi e alle esigenze di sostegno alle famiglie e per le imprese romane La battaglia di queste ore del Pd e delle opposizioni a difesa del sociale e del decentramento – continua il capogruppo spiegando il comportamento dell’opposizione – ha permesso di migliorare parzialmente il bilancio scongiurando il taglio di 3 milioni di euro previsto sui municipi, stanziando più risorse sul sociale e sul buono casa, fondi che riteniamo però insufficienti. Dispiace – conclude Marroni – appurare il disinteresse della destra nei confronti delle famiglie visto che risultano del tutto insoddisfacenti le risorse stanziate per il diritto allo studio”. Le posizioni, così nette nell’osteggiare l’approvazione, hanno però mostrato le prime fratture all’indomani dell’approvazione: “Per amor di verità – interviene in nota il Presidente del Municipio XI. Andrea Catarci – c’è da dire che alcuni commenti di esponenti dell’opposizione che raccontano quanto hanno trasformato e migliorato il bilancio della Giunta Alemanno destano parecchie perplessità. L’amministrazione Alemanno – continua il Presidente in riferimento ai fondi stanziati per i Municipi – presenta il solito stillicidio di tagli per il sociale, le manutenzioni e i Municipi e le solite manovre di bassa lega per favorire gli Enti municipali ‘amici’ ai danni di quelli amministrati dal centro sinistra. Date le cifre messe in evidenza da un odierno servizio di un quotidiano nazionale ed ancora non comunicate, si ringrazia ufficialmente per l’elemosina di €450.000 riservata al Municipio Roma XI, a fronte di Enti territoriali ovviamente di centro destra che arrivano ad avere intorno e più di 5 milioni di euro”. Sulla stessa posizione anche il Presidente del Municipio XV, Giovanni Paris che definisce penoso questo bilancio: “Siamo veramente all’ultimo atto di questa amministrazione di destra che, non solo è stata incapace di votare un bilancio entro il 31 dicembre, ma dopo undici mesi ne partorisce uno pessimo che porterà la città alla paralisi completa. Inoltre – continua Paris – senza ritegno alcuno, questa amministrazione si permette pure di usare un metro molto parziale rispetto alle risorse, costringendo i Municipi di centrosinistra a una lenta agonia. Infatti, dalle notizie fin qui apprese, risulta che agli 8 municipi di centrodestra sono garantiti oltre 32 milioni di euro mentre gli 11 municipi amministrati dal centrosinistra possono contare solo su circa 18 milioni di euro. E, purtroppo, questo comportamento si ripete da anni. Diversi pesi e misure finiscono per negare benessere e sicurezza a gran parte dei cittadini romani che non possono ricevere i servizi a cui hanno diritto, oltretutto in un momento di pesante crisi sociale. Creando simili e intollerabili discriminazioni – conclude Paris – questa amministrazione di destra va a colpire la cittadinanza nei suoi diritti e necessità, forse pensando di punire presidenti e giunte municipali non graditi”.

Dopo queste affermazione sorge un dubbio sulle possibilità dei nostri territori nei mesi a venire che,purtroppo, potremo sciogliere solamente quando avremo dati più precisi sugli stanziamenti previsti. Tre delle quattro municipalità del nostro territorio sono amministrate dal centro sinistra e, se questi stanziamenti si confermassero, quello che ci aspetta sarebbe uno scenario piuttosto critico per molte delle realtà che il nostro giornale segue quotidianamente. Non è difficile immaginare come molte delle iniziative necessarie per migliorare la qualità della vita dei cittadini verrebbero accantonate o comunque poste in secondo piano per motivi di liquidità.

 

Leonardo Mancini