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Aree verdi: ancora tempi lunghi per gli appalti di manutenzione

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cura del verde

In attesa delle gare europee i territori restano in sofferenza, con l’estate alle porte

Tratto da Urlo n.126 giugno 2015

VERDE – Non era difficile prevedere che le difficoltà di questi mesi nella gestione del verde si sarebbero moltiplicate. Si parla di personale ridotto all’osso, praticamente di soli 300 uomini del Servizio giardini, e degli appalti bloccati dal neo-Assessore alla Legalità Sabella dopo le indagini di Mafia Capitale. Come se non bastasse, i tempi per bandire delle gare trasparenti sono lunghi. Dei nuovi bandi, della durata di 18 mesi, ha parlato l’Assessore all’Ambiente Estella Marino: “Con Mafia Capitale le gare per la manutenzione del verde erano state sospese in autotutela dell’amministrazione. A differenza del passato, al posto di piccole gare ne faremo due più grandi, europee, divise per lotti e triennali: una per la manutenzione del verde e l’altra per le alberature. Queste due gare hanno tempi di aggiudicazione di 4-5 mesi, i tempi tecnici da codice degli appalti”. Intanto la città è in sofferenza, con le aree verdi ridotte a giungle urbane e gli spartitraffico che ostruiscono gli incroci, creando non pochi problemi di sicurezza. Nelle prossime settimane potrebbero arrivare delle “gare ponte”, per mitigare l’emergenza in attesa di quelle europee, ma intanto i municipi soffrono.

A raccontarci le difficoltà di gestione di un territorio che, nei mesi scorsi, ha visto molte iniziative di cittadinanza per il recupero del verde, è l’Assessore all’Ambiente del Municipio VIII, Emiliano Antonetti: “Il problema sono i tempi: purtroppo questo momento è coinciso con la primavera, speriamo non si prolunghi anche a giugno”. L’Assessore ci spiega che con la partenza delle gare l’indicazione è quella di mantenere intanto un regime elevato di interventi “per recuperare la manutenzione delle aree trascurate, speriamo prima ancora della chiusura delle scuole, anche per dare un segnale forte alla cittadinanza”. L’idea infatti è quella di puntare immediatamente alla fruizione delle aree, soprattutto quelle attrezzate, per poi, in un secondo momento, intervenire sull’estetica: “Serve riprendere immediatamente gli sfalci – seguita Antonetti – ma anche funzioni come lo svuotamento dei cestini”. I Municipi con molta probabilità indicheranno gli interventi più urgenti, una mappa che l’Assessore Antonetti è felice di condividere: il Parco Falcone e Borsellino, il Giardino Pisino in via Pellegrino Matteucci, il Parco Scott, le aree centrali della Circonvallazione Ostiense e le aree verdi su viale Marconi, ma anche il Parco del Forte Ardeatino e quello di via Calderon della Barca. “Bloccare i bandi è stata una scelta coraggiosa che permette di chiudere con il passato – spiega – La cittadinanza giustamente protesta, ma se questo periodo di passione ci consentirà di arrivare ad una gestione trasparente ben venga il mese di sofferenza”. In attesa che “passi la nottata” non sono mancate però le iniziative della cittadinanza che ha deciso autonomamente di prendere in mano la situazione: “La presenza di cittadini e comitati attivi assicura il futuro delle aree anche quando la situazione della manutenzione tornerà alla normalità – conclude Antonetti – Quella che vogliamo portare avanti non è la sostituzione dell’amministrazione con queste iniziative, bensì una sussidiarietà tra le attività”.

Dal territorio del Municipio IX, che ha voluto incanalare la partecipazione all’interno dell’organizzazione di “Civico9”, l’analisi portata avanti dall’Assessore municipale all’Ambiente punta invece alla rimozione delle difficoltà del sistema stesso. Per Alessio Stazi il problema non risiede soltanto nella mancanza di fondi o nei bandi bloccati da Mafia Capitale, ma riguarda la necessità di un cambiamento nel modo di governare un sistema “già imploso su se stesso prima di Mafia Capitale, perché puntava tutto sugli appalti e su un Servizio giardini destrutturato. È bastato poco per farlo crollare”. Tutto questo affiancato al mancato decentramento amministrativo che avrebbe potuto dare ai Municipi delle capacità decisionali sugli interventi. Secondo Stazi la soluzione di questa debolezza potrebbe passare attraverso l’identificazione di strumenti di partenariato tra il pubblico e il privato: “Una forma che sia una via di mezzo positiva tra l’adozione senza fondi e il Punto Verde Qualità – seguita Stazi – Negli ultimi mesi abbiamo autonomamente costruito un sistema di sponsorizzazione degli spartitraffico e oggi abbiamo cinque rotatorie manutenute dai privati per tre anni, in cambio di una piccola targa pubblicitaria – aggiunge – Noi abbiamo messo in campo la sponsorizzazione. Perché non è stato fatto anche a livello centrale? Perché non possiamo farlo anche sulle aree verdi o ludiche?”. Nelle prossime settimane in Municipio IX potrebbero essere affidate ai privati fino a 20 rotatorie, i cui fondi per la manutenzione potranno essere invece spostati per gli interventi sulle aree verdi. “Purtroppo sono poche decine di migliaia di euro, che di certo non risolvono l’emergenza di questi mesi. Ma aver previsto in sede di bilancio questo spostamento è l’esempio degli strumenti d’autonomia che permettono ai Municipi degli interventi di piccolissima dimensione”. Un progetto molto più interessante è quello che l’Assessore Stazi si offre di mettere allo studio dell’amministrazione centrale: una gestione comunitaria del verde. “Ci sono alcuni quartieri, come Fonte Meravigliosa e Prato Smeraldo, che hanno una manutenzione che funziona benissimo perché legata ai consorzi – spiega Stazi – Se questa gestione venisse traghettata in ‘associazioni di comunità’ che contribuiscono economicamente alla gestione del verde, avendo uno storno dalle proprie tasse, si potrebbe creare una sorta di ‘cooperativa di cittadini’ che, con un bilancio partecipato, gestisca le aree verdi del proprio territorio”. Una forma di gestione molto affascinante, che sicuramente presenta delle difficoltà normative, e che non può, al momento, prescindere da una gestione centrale che metta fine alla situazione emergenziale in cui è finita la Capitale.

Fortunatamente continuano a moltiplicarsi le iniziative della cittadinanza, che decide autonomamente di rimboccarsi le maniche. Si organizza e ripulisce i parchi, taglia l’erba e pota le siepi. Dall’amministrazione arriva il plauso nei confronti delle comunità organizzate, e intanto la rincorsa tra cittadini e amministrazione continua. Ma c’è un momento della corsa in cui i due avversari si affiancano, si guardano negli occhi e in un attimo capiscono chi avrà le energie necessarie per arrivare al traguardo. In questo momento cittadini e amministrazione sembrano affiancati. Chi abbasserà lo sguardo?

Leonardo Mancini