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Bike Sharing: la soluzione è nei privati?

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De Priamo: “Prosegue l’impegno del Campidoglio per la mobilità alternativa”. Lobefato: “Affidare bike sharing a sponsor privato”.

“Fin dal suo insediamento l’Amministrazione Alemanno ha già ampiamente dimostrato di avere a cuore il bike-sharing, tanto che lo ha istituito e fortemente potenziato rispetto a quanto previsto dalla Giunta Veltroni. Ad oggi, infatti, questo servizio è operativo in tre municipi della Capitale (I, III e XIII) con l’attivazione di ben 29 postazioni”.

È quanto dichiara in una nota il presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma, Andrea De Priamo.

“Nella recente approvazione del bilancio – sottolinea De Priamo -, in cui non è stato possibile trovare i finanziamenti necessari per una ulteriore implementazione del servizio in altri municipi romani vista la necessità di dirottare risorse verso i capitoli della pulizia della città e del decoro urbano, abbiamo comunque rilevato l’impegno degli assessori all’Ambiente e alla Mobilità per risolvere questa problematica entro pochi mesi. In questo senso contiamo di confrontarci anche in sede di Commissione Ambiente con l’Atac, per definire insieme le future modalità di gestione del servizio, per il quale potrebbe essere preso in esame anche il coinvolgimento dei privati fermo restando la consapevolezza delle peculiarità architettoniche di Roma, che escludono l’ipotesi di assegnazione di nuovi spazi pubblicitari del servizio come avviene in altre città”.

“In ogni caso – conclude il presidente della Commissione Ambiente – l’Amministrazione Comunale proseguirà con determinazione per sostenere, così come fatto finora e indicato chiaramente nel Piano Strategico della Mobilità sostenibile, la diffusione sul territorio e l’utilizzo di tutte le forme di mobilità alternativa e a basso impatto ambientale”.

Anche Giuseppe Lobefaro, consigliere provinciale Pd, interviene: ”Basta fare una passeggiata a Londra per vedere come funziona davvero il servizio bike sharing attraverso una collaborazione mista tra pubblico-privato. Le biciclette, molto piu’ efficienti di quelle romane e con tante postazioni disponibili, vengono infatti sponsorizzate da una nota banca inglese. Visto il fallimento della gestione di Atac, che non sembra avere nelle sue corde lo sviluppo del mezzo a due ruote, forse perchè marginale rispetto ai tanti compiti istituzionali dell’azienda, sarebbe meglio che il bike sharing romano venisse affidato a un soggetto in grado di far funzionare il servizio, attraverso una sponsorizzazione adeguata.
Mentre nelle altre capitali europee si incentiva l’uso delle bici – sottolinea Lobefaro – da noi si fa l’ennesimo salto all’indietro in tema di mobilita’ alternativa, lasciando fallire un servizio che grande simpatia e aspettative aveva suscitato all’inizio. Alemanno, gia’ esperto scalatore, dovrebbe appassionarsi anche alle due ruote. Cosi’ – conclude Lobefaro – forse non avremmo un servizio utile come il bike sharing portato al collasso e piste ciclabili lasciate al degrado, nonostante i tanti proclami di questa amministrazione comunale”.