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Bilancio comunale: Dopo l’approvazione in Giunta e il no dei Municipi tocca Consiglio

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Una manovra da 388 milioni e investimenti per 4,8 miliardi ma i Municipi bocciano la proposta: fondi ridotti e accentramento limitano la capacità di intervento sui problemi del territorio

Risale all’11 aprile la presentazione del Bilancio previsionale per il periodo 2011-2013. In quell’occasione,  il Sindaco Alemanno ha dichiarato: “Rispetto al 2010 avremo un aumento del 76,2 % degli investimenti totali, possibile anche grazie al reperimento di 223 milioni dagli avanzi amministrativi”, fondi inzialmente previsti ma poi non utilizzati dalle passate amministrazioni. Il primo cittadino ha poi ribadito l’attesa per l’approvazione del Governo del secondo Decreto per Roma Capitale, che consentirà un’autonomia maggiore, più poteri decisionali e il conferimento di più fondi, “un passaggio che si rende necesario a fronte delle risorse provenienti dal Governo che continuano a diminurire: per quest’anno 152 mln in meno e per il 2012 altri 100 mln sottratti agli stanziamenti per Roma”. Intanto il Capidoglio si serve delle risorse derivate dalle entrate, maggiori rispetto allo scorso anno, tra le altre voci il contributo di soggiorno, che porterà 75milioni di Euro, il recupero dell’evasione fiscale, poco meno di 25 mln, gli utili delle municipalizzate, in particolare Acea che, nel disastrato scenario delle partecipate dal Comune ha messo da parte 78 mln. Passando agli investimenti, sono previsti 4,8 miliardi di Euro, ma di questi 1,7 mld sarebbe stanziato dall’Amministrazione grazie alle entrate pubbliche, mentre gli altri 3,1 mld si prevede che arrivino da fondi privati grazie al project financing, ma appunto si tratta di una stima, da verificare in base ai progetti concreti che verranno messi in campo e sostenuti. Nell’ottica della riduzione della spesa corrente gli interventi urbanistici e infrastrutturali si limiteranno alla creazione del nuovo svincolo della Tangenziale est per Prati Fiscali, le rotatorie sulla via Ardeatina e il sottopasso Colombo- Malafede oltre ai già avviati lavori per le metropolitane lo spostamento del capolinea del tram 8 a Piazza Venezia (3 mld) e i fondi per la manutenzione ordinaria (100 mln) . Anche alla voce “scuola” si vedrà una contrazione della spesa, attraverso la riduzione dei viaggi della memoria e il ricorso alle convenzioni con i privati per l’offerta degli asili per evitare investimenti in nuove strutture. A questi provvedimenti si associa la nota dolente degli aumenti tariffari. L’Irpef salirà dallo 0,5 allo 0,9%, facendo di Roma la città con l’addizionale più alta in Italia, da sommare a quella regionale e alla Ta.ri, la tariffa sui rifiuti per cui è previsto un incremento tra il 10 e il 20%, comportando una spesa per famiglia di 135 Euro in più rispetto al 2010. L’obiettivo del Comune è di ottenere i 291 mln per compensare il taglio delle risorse dal Governo. Ma la decisione ha generato le proteste dell’opposizione, a partire dal capogruppo Pd in Campidoglio, Umberto Marroni, che punta il dito sugli sprechi e la cattiva gestione delle municipalizzate: ” Atac ha 125 mln di deficit di servizio, 380 mln di debiti con le banche e 270 mln di debiti con i fornitori, e le nuove assunzioni coporteranno una spesa tra i 50 e i 70 mln di Euro,  in più il Sindaco non può chiedere sacrifici ai romani e poi elargire consulenze per 20 milioni di euro”. Anche Alessandro Onorato, capogruppo Udc, ha espresso con fermezza la sua critica, parlando di un bilancio “lacrime e sangue”, con cui “sparisce la copertura economica per il Quoziente Familiare, che potrebbe rappresentare un sostegno concreto per le famiglie romane, tartassate dalla crisi e dalla pessima amministrazione”. Alle accuse dell’oppisizione risponde l’Assessore Lamanda, che precisa: “Se il Governo non procede con le dovute modifiche legislative non è possibile per il Comune dare seguito alle misure di sostegno alle fasce più deboli. Siamo intervenuti dove abbiamo potuto, per esempio aumentando il reddito minimo richiesto per l’esenzione dal pagamento dellle tasse, passato da 7.500 a 8.000 Euro annui per aiutare i pensionati”. Sul fronte della riduzione degli sprechi e la gestione virtuosa delle muncipalizzate Lamanda insiste sul provvedimento, già approvato dalla Giunta, che consentirà la creazione di una “holding capitolina” che raccoglierà 26 società strategiche per l’Amministrazione (tra cui anche Ama e Atac per esempio) e l’istituzione di una holding capogruppo “con funzioni di controllo della spese, dalla consulenza legale fino all’acquisto di beni e servizi, per cui è prevista una Centrale Unica con lo scopo di moderare e razionalizzare le spese e”. Altro fronte caldo è quello dei Municipi, che riceveranno  225,6 mln, con un taglio dei fondi del el 4% rispetto al 2010. Dal Comune arriva secca la critica dell’opposizione. Alfredo Ferrari (Pd) commenta così il Bilancio: “”Siamo alla terza manovra finanziaria presentata dalla Giunta Alemanno. Il ritardo con cui il centrodestra si appresta a vararla, ormai, non fa neanche più notizia, tanto è diventato consuetudine. E consuetudine è anche quella di arrestare le possibilità di sviluppo dei municipi. I minisindaci, infatti, dovranno cercare di amministrare il territorio partendo da due dati: i tagli alla spesa corrente, per cultura e sport, e l’inconsistenza del piano investimenti. Tutto questo inserito in un contesto più ampio dove decentramento e policentrismo, per cui il centrosinistra si è battuto, rischiano di sparire. L’insufficienza di risorse, o la mala distribuzione di esse, rappresentano l’assenza di visione globale della città. E ad Alemanno, questa cosa, è sempre mancata”. Andrea Catarci (Sel), Presidente del XI, non usa mezzi termini e liquida così il Bilancio comunale: “È privo di idee, strategie e investimenti. Oltre a tagli distribuiti su tutte le voci, si continua ad annullare il Piano Investimenti, cioè la possibilità di realizzare nuove opere straordinarie, manutenzioni del patrimonio scolastico, edilizio e stradale”.  Catarci critica anche le scelte che riguardano le Politiche sociali: “Il Sindaco riduce l’offerta e aumenta le tariffe per i servizi socio-educativo-assistenziali, penalizzando redditi fissi e meno abbienti e contemporaneamente agevolando benestanti ed evasori fiscali, la scuola poi è uno dei bersagli preferiti del centro-destra capitolino: si riducono insegnanti ed educatrici, si lasciano chiusi gli edifici scolastici già pronti a ospitare i bambini per mancanza di personale, si tagliano i fondi per l’assistenza agli studenti disabili”. Non è meno duro il giudizio del Presidente del XV Municipio Gianni Paris (Pd): “Dobbiamo assistere a un’ulteriore decurtazione del budget municipale, che non risparmia nemmeno la spesa sociale, mentre nel comparto delle manutenzioni di scuole, strade ed edifici, si è ormai giunti al collasso, a causa del deficit economico, prossimo al 50% del fabbisogno del Municipio. Inoltre non è prevista la realizzazione di nessuna delle 5 grandi opere pubbliche che il nostro territorio aspetta da anni, come il Ponte dei Congressi, il raddoppio di via della Magliana, la metropolitana D, la funivia Magliana-Eur, il prolungamento del tram 8 fino a Marconi”. Dal XVI Municipio il Presidente Fabio Bellini (Pd) si dice “esterrefatto” e commenta: “Già in sede di Consulta dei Presidenti il Sindaco aveva chiaramente espresso il suo pensiero, dicendo che non si fida dei Municipi e generando con questa dichiarazione un evidente imbarazzo anche nei rappresentanti del centro-destra. Un assurdo, che ha portato l’Amministrazione a elaborare un Bilancio che prevede fondi generici assegnati ai Dipartimenti e nessuna risorsa per i Municipi, che hanno competenza esculusiva sulle scuole e sull’85% delle strade. Non si può pensare di rispondere ai bisogni del territorio con micro-interventi dal centro, specie per i lavori ordinari, come quelllo sulla scuola della Massimina”. Netta la conclusione di Bellini: “È necessario che i Municipi abbiano la possibilità di gestire direttamente i fondi, altrimenti la loro funzione è svilita, come è stata svilita negli ultimi 3 anni da tagli che hanno sottratto complessivamente 8 mln di Euro”. Anche dal XII Municipio, retto dalla Giunta di centro-destra guidata da Pasquale Calzetta (Pdl), emergono delle perplessità. Proprio Calzetta contesta la mancanza di dcentramento: “Devo constatare che ancora troppe risorse, che potrebbero essere impiegate per potenziare la qualità degli interventi nei municipi, rimangono bloccate ai dipartimenti” ma aggiunge: “Tuttavia, nonostante la criticità della situazione, nel nostro municipio non verranno intaccati i servizi primari e sociali, inoltre verrà portato avanti un lavoro finalizzato a incrementare le opere di manutenzione nelle scuole e il servizio di cura delle aree verdi”. Di parere diverso Federico Siracusa (Idv), Consigliere del XII Municipio che ha dato vita a una protesta in occasione della discussione del Bilancio in Consiglio municipale: “È la manovra nel suo complesso che non funziona, inficiata dai tempi brevissimi concessi ai Municipi dal Campidoglio per la discussione, che impediscono  qualsiasi approfondimento sull’argomento e la possibilità di prevedere la partecipazione dei cittadini alla discussione”. La temperatura resta alta, come era prevedibile trattandosi di fondi e dunque di reali capacità di intervento e governo del territorio, e di sicuro il dibattito proseguirà. È da vedere se il Comune deciderà di recepire i suggerimenti dei municipi correggendo e integrando questo Bilancio, su cui pesa anche il termine inderogabile per la presentazione stabilito dal Ministero dell’Interno, il 30 giugno.

Stefano Cangiano