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Bracciano stop ai prelievi: la Regione chiede di puntare su altre fonti

Sembra allontanarsi l’ipotesi della turnazione per circa un milione e mezzo di romani

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DALLA REGIONE – Si guarderebbe alla possibilità di utilizzare altre fonti di approvvigionamento di acqua, in attesa dello svuotamento della città per le partenze estive. Poi con il ritorno delle piogge l’emergenza rientrerebbe e il livello del Lago di Bracciano dovrebbe tornare a salire. Sembra questo il piano cui starebbe lavorando la Regione Lazio, per evitare il razionamento prospettato dai vertici di Acea dopo il blocco ai prelievi disposto a partire dal 28 luglio prossimo. Inoltre la Regione Lazio ha già chiesto un mese fa lo stato di calamità naturale. Ora si attendono risposte dal ministero per le Politiche agricole sui fondi per risarcire gli agricoltori, messi in ginocchio dalla mancanza d’acqua.

I DATI DI LEGAMBIENTE – Il Lazio è stato dichiarato in “severità idrica alta” per la siccità. È questo quanto si evince dai dati diramati da Legambiente attraverso il dossier ‘Captazioni e abbassamento dei laghi nel Lazio’. Nel corso del 2017 le precipitazioni si sono ridotte tra l’80% e l’85% e il livello dei laghi è diminuito anche a causa degli eccessivi prelievi di acqua. Per Legambiente “lo stop della Regione alle captazioni da parte di Acea è un atto necessario per salvare il lago. Ora si inizi a prevenire l’emergenza. Subito al lavoro per una diversa gestione della risorsa idrica e il Comune di Roma si attivi per piano di adattamento al clima per tutta l’area urbana”.

L’IPOTESI TURNAZIONE – Non è definito ma il piano di Acea per fronteggiare lo stop al prelievo di acqua dal Lago di Bracciano sembra comprendere una turnazione per circa un milione e mezzo di romani. Non sono ancora chiari i termini ma si parlerebbe di turni da 8 ore che potrebbero toccare tutti i municipi. Solo nelle prossime ore si avranno maggiori dettagli e informazioni su un possibile incontro tra la società e la Regione.

 

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