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Alla fine i 70 bus presi in affitto torneranno in Israele

La nuova immatricolazione ha costi troppo alti. L'opposizione chiede chiarezza sul possibile danno economico per l'Atac. Piccolo (Pd): “Depositeremo un'interrogazione urgente e chiederemo un accesso agli atti”

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I 70 BUS TORNANO A TEL AVIV

Ormai è certo: i 70 bus noleggiati dall’Atac a Tel Aviv, mezzi comunque non nuovi ma su strada da oltre una decade, dovranno tornare in Israele. Dai depositi di Roma e Salerno dove sono stati parcheggiati dovranno fare marcia indietro, senza entrare in funzione sulle strade della Capitale. La decisione si è resa necessaria per i costi troppo salati per la nuova immatricolazione, che avrebbe fatto salire vertiginosamente il saldo dell’operazione.

IL PASSAGGIO DA EURO 5 A EURO 6 È TROPPO CARO 

Questi 70 mezzi sono stati immatricolati nel 2008, ma al momento dell’arrivo sul suolo europeo si sarebbe dovuto procedere a nuova immatricolazione. Fin qui nulla di strano, sono le normative a prevederlo. Ma le stesse normative comunitarie prevedono anche il trasporto pubblico non può avere motori euro 5, come i mezzi israeliano, ma soltanto da euro 6 in poi. La nuova omologazione, con l’intervento sui motori per adeguarli alle normative, avrebbe avuto un costo fin troppo elevato, che ha fatto propendere l’Atac per la rescissione del contratto di affitto. Il costo iniziale dell’affitto dei 70 bus si aggirava sui 500mila euro al mese, dei quali l’azienda romana aveva versato solo il 16%, coprendo il pagamento con una polizza fideiussoria. Il costo della nuova omologazione, da realizzare in Germania prima di immatricolare le nuove targhe alla Motorizzazione italiana, si sarebbe invece attestato sui 420mila euro.

L’OPPOSIZIONE CHIEDE MAGGIORE CHIAREZZA SULLA VICENDA

La consigliera comunale del Pd, Ilaria Piccolo, ha sottolineato, in una dichiarazione rilasciata all’Agenzia Dire, la volontà del suo gruppo di vederci chiaro: “Depositeremo un’interrogazione urgente alla sindaca e all’assessore competente e chiederemo un accesso agli atti ad Atac sulla rescissione per capire chi pagherà gli eventuali danni. Inoltre – aggiunge la consigliera democratica – chiederemo una convocazione della commissione trasparenza per venire a capo di una questione che ha dell’incredibile e per capire se l’impreparazione dell’amministrazione grillina è l’unica causa di questo assurdo disastro”. Sulla possibilità che si configuri un danno economico per l’Atac e quindi per la collettività, l’azienda dei trasporti ha chiarito con una nota: “Sono state ha adottate per tempo tutte le misure idonee necessarie per garantirsi da eventuali danni. Fra queste si ricorda che sugli anticipi versati al fornitore è stata accesa una polizza fideiussoria che tutela l’azienda da ogni inadempienza”

IN ATTESA DEI NUOVI MEZZI

L’attesa è quindi tutta per i 227 nuovi mezzi acquistati dal Comune di Roma che dovrebbero arrivare sulle strade della Capitale. Per questi nelle prossime settimane potrebbe aprirsi una nuova partita legata alla cessione dei mezzi dal proprietario (il Campidoglio) alla società che presterà il servizio (L’Atac). A quanto si apprende dovrebbe essere una Delibera di Giunta a rendere possibile questo passaggio. Su questa vicenda la Consigliera Piccolo ha poi aggiunto: “Ancora non sappiamo nulla dei 227 nuovi mezzi che dovrebbero arrivare, di cui 60 sono fermi a Bologna a causa della lentezza e incompetenza dell’amministrazione a 5 stelle”.

Leonardo Mancini


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