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Cartelloni selvaggi: un passo avanti verso il Prip

Prosegue il lungo iter di approvazione del Piano regolatore degli impianti pubblicitari

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cartelloni repertorio

Il lungo processo d’approvazione, partito il 30 luglio del 2014, si rimette in moto, tra difficoltà e rallentamenti

LA COMMISSIONE COMMERCIO – Piccolo passo in avanti per l’iter del Prip: il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Quest’oggi la commissione capitolina Commercio ha approvato la delibera riguardante i piani di localizzazione delle affissioni (Pialmip), dopo l’ok dei commissari il testo passerà in Aula Giulio Cesare, tornerà ai Municipi per il loro parere non vincolante e dovrà definitivamente essere approvato dalla Giunta. La notizia di questa approvazione arriva dal presidente della commissione, Andrea Coia del M5S, che all’Agenzia Dire riferisce: “Oggi abbiamo approvato l’atto di ripartenza dell’iter previsto dal Prip per i Pialmip: ora la delibera andrà in Aula e da lì ci saranno 60 giorni di tempo per le controdeduzioni dei Municipi e poi andrà in Giunta per l’approvazione definitiva”. Dopo questi passaggi “si stileranno i bandi. Nel frattempo ci confronteremo con le associazioni per capire se qualcosa può ancora essere migliorato al livello di suddivisione dei lotti e di valorizzazione”.

LA STORIA DEL PRIP – “Oggi è un giorno speciale per la città di Roma”, era il 30 luglio 2014 quando l’ex Sindaco Marino annunciava l’approvazione in aula Giulio Cesare del PRIP (Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari). “Oggi – seguitava – dopo venti lunghi anni, finalmente possiamo chiudere una vergognosa parentesi per la Capitale d’Italia: quella di cartellopoli”. Quindi, alla fine del 2014, la società AequaRoma ottenne l’incarico di redigere i Piani di locazione degli impianti, fondamentali per il PRIP in quanto vanno a sancire dove e come si possono installare i cartelloni sui territori municipali. I piani redatti sono stati poi esaminati in Conferenza di servizi (aprile-luglio 2015), dove hanno anche subito un ulteriore ridimensionamento. Ad ottobre del 2015 i piani di localizzazione arrivano in Giunta, per poi passere ai parlamentini per il loro parere. Purtroppo questo passaggio ha subito un lungo ritardo, dato che l’esame da parte dei Municipi è stato bloccato da una sentenza del Tar del marzo 2016. Intanto con la caduta di Marino l’intero iter finì nelle mani dell’ex commissario Tronca, il quale approvò la delibera, dando il via alle osservazioni dei cittadini dal 25 gennaio fino al 24 febbraio 2016. Un ulteriore rallentamento è stato causato dalla tornata elettorale, ma ora sembra più vicino il momento dell’approvazione definitiva.

I NUMERI E LE ZONE – Il piano nella sua stesura originale comporterebbe una riduzione di circa il 38% della superficie occupata (da 232.000 a 138.000mq, più circa 9.000mq di pubblicità per paline e pensiline dell’Atac). Una riduzione anche per gli impianti targati SPQR, quelli relativi all’informazione capitolina, che passeranno dagli attuali 35.000 mq a circa 25.000, con una gestione messa a bando tra le aziende del settore pubblicitario. Una rivoluzione questa che investe anche le proporzioni e i formati degli impianti pubblicitari che saranno ammessi in futuro. Infatti le dimensioni massime saranno ridotte dai 4 metri per 3 a 3 metri per 2, con una particolare attenzione che sarà destinata all’esclusione delle aree naturali protette e della rete stradale di interesse paesaggistico. Nel Piano è stata inoltre recepita la zonizzazione del territorio capitolino in due zone: la A di 83.700 dove sarà possibile l’installazione di impianti pubblicitari; e la B di 45.000 ettari dove specifiche disposizioni permetteranno l’installazione. La zona B viene poi suddivisa in ulteriori tre sottozone: la B1 con 851 ettari del centro storico; la B2 di 2700 ettari che comprende l’anello ferroviario assieme all’Eur; e la B3 con 41.360 ettari che interessa le restanti aree interne ed esterne al GRA.

Leonardo Mancini

(Foto di repertorio)