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Cem, Cto e S. Lucia: il punto della situazione

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Mentre al Cem subentra la Asl, il Cto vive un momento di stallo dopo la firma del protocollo Regione-Inail. Il Santa Lucia, invece, resta a rischio chiusura

 

Torniamo a fare il punto della situazione sulla sanità romana. Partiamo dal Centro di Educazione Motoria sito all’interno dei locali della Croce Rossa in via Ramazzini. Dopo mesi di difficoltà e minacce di chiusura a luglio la firma del protocollo d’intesa tra Regione e CRI (Croce Rossa Italiana) aveva sancito il passaggio di gestione del Cem dalle mani di quest’ultima a quelle della Asl entro il 31 dicembre. Il 1 settembre si è insediato il nuovo direttore: “Inizierà così un percorso operativo che vedrà la CRI e la Asl affiancarsi sinergicamente al fine di garantire una continuità assistenziale che assicuri il minimo disagio agli utenti del Cem”, recita una comunicazione della CRI. Cristina Maltese, Presidente del Municipio XII, ha così commentato l’evoluzione della questione: “Accolgo il percorso in modo positivo: i cambiamenti devono essere legati a reali esigenze di rendere il luogo più sicuro per utenti e operatori. L’adeguamento deve essere condotto tenendo conto della particolarità dell’utenza e del fatto che ogni cambiamento incida in maniera profonda nella vita di queste persone. Le promesse fatte dal Presidente Zingaretti sono state mantenute”. “Il Cem è una struttura importantissima per il territorio – ha aggiunto Marco Giudici, Consigliere municipale per La Destra – Mi auguro che si vada avanti in questa direzione per assicurare un servizio e che i termini stabiliti dal protocollo vengano rispettati”.

Intanto è di pochi giorni fa la notizia del trasferimento dei locali dedicati alle attività di neuro-psico-motricità e logopedia in un altro reparto: immediata la reazione di Sonia di Lenarda, Presidente del Comitato genitori ambulatori CEM–CRI che denuncia la mancata concertazione dell’operazione e diffida dall’interrompere le attività ambulatoriali durante il trasloco ricordando che quest’ultimo dovrà avvenire nel rispetto della dignità e della privacy dei pazienti. Conseguente alla presentazione della diffida, la convocazione del Comitato da parte della CRI. La Presidente, a parte questa piccola preoccupazione, in generale si dichiara comunque fiduciosa nell’operato della Asl: “Sarebbe bello pensare che questi cambiamenti possano essere il punto di partenza e rilancio di un valido servizio pubblico per i suoi piccoli utenti”. “Auspichiamo che tutto proceda per il meglio – dichiara Fabrizio Santori (La Destra), membro della Commissione Salute regionale – Seguiremo costantemente l’evolversi della situazione. Se dovessero presentarsi problemi sarà nostra premura discuterne in Commissione”.

Altra realtà a rischio era il Cto. La situazione dopo la stipulazione del protocollo d’intesa tra Regione e Inail del 24 maggio scorso sembrava aver trovato una parziale soluzione. La firma rappresenta un passo avanti e una speranza per il futuro del nosocomio che nei progetti dovrà tornare a ricoprire il ruolo di centro d’eccellenza per l’ortopedia. L’iter sembra però essersi arenato: all’appello ancora manca la costituzione del tavolo di lavoro che dovrà stabilire i termini dell’accordo che dovrà essere firmato tra Inail e Cto per il subentro del primo all’interno dell’ospedale: “La Cgil – dice Stefania Tommasi, delegato Rsu della Cgil Aziendale della Asl Roma C e del Cto – ha fiducia nell’operato del Presidente Zingaretti e attende in breve tempo la costituzione del tavolo di lavoro sull’accordo con l’Inail e un’opera di ristrutturazione della sanità laziale con particolare riferimento al quadrante sud, dove attualmente esiste grande necessità”. “Zingaretti aveva annunciato trionfalmente la nascita di un nuovo polo per le protesi e la riabilitazione nel cuore di Roma, guarda caso a fine maggio, nella settimana precedente il turno di ballottaggio al Comune ed al Municipio – accusano Maurizio Buonincontro e Marco Pomarici, Consiglieri Pdl rispettivamente al Municipio VIII e al Comune di Roma – Il protocollo d’intesa, in realtà, doveva essere sottoscritto il 27 settembre dello scorso anno, ma a causa delle dimissioni dell’allora Presidente della Regione Renata Polverini, il tutto è slittato ai tempi operativi della nuova Giunta”. Di ottimo progetto, ma avviato già dalla giunta regionale precedente, ha parlato anche Fabrizio Santori che ha aggiunto: “Annuncio la presentazione di un’interrogazione per poter conoscere i tempi della costituzione del tavolo tecnico per la firma dell’Accordo tra Inail e Cto”.

Paolo Dominici, Segretario Provinciale della UIL, ha parlato di poca trasparenza nell’intesa tra Regione e Inail: “Quello che chiediamo è il rilancio del Cto come ospedale specialistico. La politica, sia destra che sinistra, ha sempre fatto proclami in tal senso ma di fatto il Cto è minato. È una struttura svilita gestione dopo gestione. Siamo contro la chiusura del Cto, il nosocomio deve essere rilanciato come centro specialistico. Stesso discorso vale per il S. Lucia: la struttura offre standard di alta specializzazione in un panorama nazionale riconosciuti ma non remunerati.”

Non cambia infatti la situazione in cui versa l’IRCCS di via Ardeatina che seguita a denunciare la mancanza di remunerazioni adeguate e ribadisce la sua impossibilità nel proseguire le attività. Sono circa 100 milioni, ci dice il direttore generale dell’Istituto, Luigi Amadio, a mancare all’appello. Le criticità, nonostante cinque sentenze del Consiglio di Stato favorevoli alla struttura, rimangono invariate: difficoltà a pagare gli stipendi, a saldare debiti con banche e fornitori.

“Il progetto di rilancio del Cto sta partendo, lo dimostrano anche i lavori in corso all’interno del nosocomio”, ha dichiarato Valeria Baglio (Pd), consigliera capitolina. “Per quanto riguarda il S. Lucia – seguita – la situazione sembra ancora ferma ma esiste un tavolo permanente tra Regione Lazio e IRCCS. È necessario fare i conti con un bilancio complicato che la Sanità del Lazio ha ereditato, e venire incontro alle esigenze della struttura, Istituto fondamentale per il territorio. Mi auguro che presto sia possibile trovare una soluzione”, ha concluso Baglio.
“Il Presidente Zingaretti sta cominciando a pagare le facili promesse fatte nella campagna elettorale. Ad aprile aveva dato per certa la risoluzione dei contenziosi tra Regione Lazio e il S.Lucia. Ma la storia sembrerebbe essere decisamente un’altra e dal futuro ancora incerto” rispondono Buonincontro e Pomarici, che concludono: “Con la linea assunta di pesante riduzione dei finanziamenti previsti per il 2013 a carico del Servizio Sanitario regionale, la Fondazione sarà costretta a ridurre l’attività”.

(tratto da Urlo 108 – ottobre 2013)

Anna Paola Tortora