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Chiude Malagrotta. Apre Falcognana?

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In 10.000 contro la discarica nel Municipio IX, ma intanto si apre l’ipotesi Cupinoro

 

Tratto da URLO n. 108 di ottobre 2013

ROMA – Calvino nelle sue Città invisibili descrive Leonia, la città che ‘rifà se stessa ogni giorno’ accumulando spazzatura senza preoccuparsi di dove gli ‘spazzaturai’ la accumulino. Non siamo alla condizione di Leonia, i nostri ‘immondezzai’ non spingono contro i confini di altre città, ma l’incoscienza della sua gestione preoccupa per le analogie. Tra luglio e agosto c’è stato l’ennesimo totosito sulla discarica provvisoria. Il bersaglio è il Municipio IX, prima con tre siti, poi con la cava di Selvotta, infine con la discarica di Fluff della Ecofer, a Falcognana al Km 15,300 della via Ardeatina. Un sito inserito nel vincolo Bondi, a meno di 500m dalle abitazioni, vicino al Divino Amore e con un assetto societario ancora sotto analisi. Mentre la chiusura di Malagrotta viene annunciata trionfalmente dall’Avv. Cerroni, che riceve molte critiche sulla previsione di Capping (la copertura della discarica) con il FOS (Frazione Organica Stabile), da oltre 50 giorni i cittadini di Falcognana protestano, riuniti in Presidio davanti alla Ecofer e nell’Info Point nel Santuario. I nodi da sciogliere sono tanti, come i vincoli del MiBAC sull’Agro Romano che impediscono di installare un pannello fotovoltaico, mentre oggi sono derogati dai poteri commissariali. Non c’è il parere dell’Enac per la prossimità all’aeroporto di Ciampino. I rifiuti hanno dei codici (CER) che ne indicano il tipo, la Ecofer non avrebbe le autorizzazioni necessarie per il rifiuto trattato, ma questo per il Ministero dell’Ambiente non sarebbe un problema. Inoltre il Prefetto ha affermato che il Fluff e i rifiuti trattati saranno mischiati, operazione vietata messa in atto per evitare l’arrivo dei gabbiani che sembrano non sopportare l’odore del Fluff (ma non era inodore?). Ma non basta, c’è la viabilità: le due principali arterie non sono adatte al transito dei mezzi pesanti, tanto da ottenere il divieto. C’è da dire che le ordinanze per via Ardeatina e via di Porta Medaglia assicurano comunque il passaggio dei mezzi pubblici, come i mezzi dell’Ama. Inoltre, al momento, i camion continuano a transitare normalmente. Altro tema è la proprietà di Ecofer e il sistema di assegnazione diretta. Sin dall’inizio l’Ecofer affermava di non avere contatti e di non voler differenziare il suo assetto poi, dalla relazione di Sottile, si scopre che la società è interessata e ne è a conoscenza da settimane. Se questo non bastasse si scava e si scopre che la proprietà risale a soci coinvolti in inchieste per reati ambientali (seppur scagionati). Tutto questo non sembra preoccupare, visto che non si usa l’esproprio e la gara europea, come prevedrebbe l’ordinanza sui poteri commissariali, ma l’assegnazione diretta. “Ancora non conosciamo la fine della vicenda – ha affermato il Presidente del Municipio IX, Andrea Santoro, in occasione del Consiglio municipale del 26 settembre – credo si debba usare l’intelligenza politica e civica mantenuta fin qui, che ha tenuto alta l’attenzione, grazie alle capacità dei cittadini di tutte le realtà che seguono la vicenda”. Nella stessa occasione il consigliere Pdl, Massimiliano De Juliis, ha descritto questi mesi: “Fanno male le umiliazioni subite per la mancata considerazione da parte di quelle istituzioni che, in campagna elettorale, avevano tanto parlato di democrazia, partecipazione e trasparenza”. Molte critiche e polemiche sia interne al Municipio IX, che indirizzate alle istituzioni chiamate alla scelta come il Ministro dell’Ambiente Orlando, il Sindaco Marino e il Governatore Zingaretti: “La sua presenza avrebbe dato più forza alla protesta – seguita de Juliis rivolgendosi a Santoro – Ora c’è bisogno che l’istituzione sia rispettata, se fanno la discarica dobbiamo riconsegnare il nostro mandato”. Immediata la risposta di Santoro che definisce paradossali le “dimissioni dell’unica istituzione vicina ai cittadini”. Sulle azioni del Municipio interviene il vicepresidente e Assessore all’Ambiente, Alessio Stazi: “Ci siamo subito interessati con un approccio collettivo, con gli atti votati in Consiglio, quelli di Giunta sulla viabilità dell’area, le osservazioni alle relazioni, l’istituzione di una commissione tecnica e la partecipazione a molte manifestazioni. Tutto questo – seguita Stazi – in continua collaborazione tra me e il Presidente: l’istituzione votata dai cittadini. Abbiamo tenuto un ruolo tecnico, contestando la scelta di una amministrazione che comunque punta sulla differenziata: vera risposta alla discarica”. È la gestione emergenziale, secondo Stazi, a fagocitare le scelte strategiche: “Non dobbiamo giustificarci per i nostri atti, né vergognarci per quelli di altre istituzioni anche se dello stesso colore. Posso dire con forza che non li condivido, ma l’onere della risoluzione non spetta a noi”. I residenti non sono intenzionati a mollare: “Sappiamo che se un solo camion entra a Falcognana ci aspettano anni di lotta”, spiega il Presidente del CdQ di Falcognana, Daniele Pettinari. A partire dal 30 luglio, i cittadini del Presidio No Discarica Divino Amore, sono riusciti a costruire una rete delle vertenze ambientali, portando in piazza, il 21 settembre, oltre 10.000 persone: “Oggi inizia la primavera di Roma – ha annunciato in quell’occasione Alessandro Lepidini, portavoce del Presidio e consigliere Pd al Municipio IX – qui ci costituiamo Assemblea Costituente per l’Ambiente e i Diritti, contro i responsabili delle devastazioni ambientali. Non ci hanno ascoltato, adesso ci vedono? Adesso ci sentono?”. Dell’affluenza al corteo Nando Bonessio, Presidente regionale dei Verdi, ha sottolineato il significato: “Una nuova presa di coscienza, ora serve discontinuità nella gestione dei rifiuti. Dove sono le politiche sulla riduzione, quelle sul riuso e la raccolta porta a porta in tutto il Lazio? I cittadini non si fidano quando si dice che Falcognana sarà provvisoria, perchè nulla supporta queste affermazioni”. L’altra anima della protesta sono i cittadini dell’Info Point Divino Amore no discarica che, oltre al corteo del 28 settembre nel Municipio, preparano la battaglia legale. Molte le azioni già intraprese, come la diffida a tutti gli enti e i molti esposti. Pronta anche una petizione al Parlamento Europeo: “Tutto questo – spiega una nota dell’Info Point – senza oneri, con il supporto dell’Avv. Carla Canale – pronte altre azioni – Un ricorso al Tar sul decreto di scelta del sito, qualora verrà firmato, nonché una Class Action sul danno alla salute e al valore degli immobili”. Al momento in cui scriviamo non è ancora chiara l’indicazione della discarica. Intanto il primo ottobre Sottile ha emesso un decreto con il quale è stata requisita una volumetria di 20mila mc dell’impianto di Cupinoro a Bracciano, destinata a rifiuti trattati. “Cupinoro non è l’alternativa a Malagrotta. Non c’è stata vendita di terreni – precisa il sindaco di Bracciano, Giuliano Sala – Si tratta di una volumetria oggetto di un bando della Bracciano Ambiente. Nel decreto si stabilisce inoltre che il conferimento avverrà nei limiti della volumetria e della capacità disponibile”. A tal riguardo la Regione chiarisce la sua posizione: “Il Commissario ha comprato quello spazio in rapporto diretto con la Bracciano Ambiente. La Regione non deve esprimere alcun parere perché è una decisione della società alla quale ha aderito il Commissario”. Inoltre l’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Estella Marino, ha confermato che “ad oggi, non so se utilizzeremo Falcognana perché non è detto che ce ne sia bisogno. Il Ministero sta finendo le indagini perché le valutazioni non si fanno a scatola chiusa ma analizzando criticità, problemi, necessità – seguita sui costi del conferimento – Malagrotta, obiettivamente, aveva costi più bassi ma ha creato una serie di problemi per la Valle Galeria. Quando facciamo i conti, dobbiamo considerare anche gli effetti ambientali”. Solo nelle prossime settimane conosceremo il futuro del sistema rifiuti del Lazio, nella speranza di un repentino cambio di rotta.

Leonardo Mancini