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Crolla il tetto di una chiesa vicina al Campidoglio

San Giuseppe dei Falegnami, in pieno centro, ha subito un cedimento. Nessun ferito

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Nel primo pomeriggio, vicino al Campidoglio, è crollato il tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami. Sono intervenuti sul posto i Vigili del Fuoco. Non è stato registrato, fortunatamente, alcun ferito in quanto l’edificio era chiuso al pubblico.

Pare che il tetto della chiesa sia crollato per tre quarti della sua estensione e sono in corso le operazioni dei Vigili del Fuoco per rimuovere le parti pericolanti. Gli accessi attualmente sono presidiati dalle Forze dell’Ordine.

Il Ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, sta seguendo la vicenda ed è costantemente in contatto con il Segretario Generale, Giovanni Panebianco, che sta coordinando le unità del Mibac per far fronte all’emergenza. Con il crollo è andato perso il soffitto a cassettoni della chiesa. Tutta la struttura del Dicastero, con i tecnici specializzati, gli archeologi, gli architetti, gli storici dell’arte, i restauratori, si è immediatamente attivata. È infatti subito intervenuto personale della Soprintendenza speciale di Roma, del Parco archeologico del Colosseo e i Carabinieri del Nucleo Tutela.

La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami è proprietà del Vicariato di Roma che ne ha la custodia. Al Mibac competono le funzioni di tutela. È stata inoltre tempestivamente attivata, tramite l’Istituto centrale per il catalogo, la raccolta di dati circa le opere d’arte contenute nella chiesa. Dalle prime informazioni acquisite, sembrerebbe che la preziosa tela seicentesca di Carlo Maratta non avrebbe subito danni. Sul posto si sta recando anche il Sottosegretario Gianluca Vacca.

La chiesa risale al 1540, anno in cui la Congregazione dei Falegnami prese in locazione il già esistente edificio dedicato a San Pietro in Carcere, proprio sopra il Carcere Mamertino. Nel 1597 iniziarono i lavori al nuovo luogo di culto, dedicato questa volta a Giuseppe, il loro patrono. La chiesa venne completata nel 1663 e restaurata nel 1886.

Serena Savelli