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Dal Comune assicurano: nessun Piano Casa per l’ex Fiera

La Delibera di Berdini è salva, ora si attende un nuovo processo partecipativo e il concorso internazionale di progettazione

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Ex fiera 138

Tratto da Urlo n.168 Maggio 2019

TOR MARANCIA – La possibilità che sull’area dell’ex Fiera di Roma possa ricadere un Piano Casa, con il conseguente aumento delle cubature previste, sembra essere definitivamente accantonata dal Comune. In una recente intervista l’Assessore all’Urbanistica capitolino, Luca Montuori, ha ribadito che le uniche cubature previste sono quelle della Delibera del suo predecessore Paolo Berdini. Quindi per il momento su questo intervento, sul quale è arrivata anche l’attenzione della magistratura dopo l’arresto di Marcello de Vito, non dovrebbero arrivare nuove cubature.

LA STORIA – In questi anni sono tante le idee, più o meno reali e realizzabili, che hanno coinvolto i capannoni di via Cristoforo Colombo. L’area, va ricordato, è stata posta in vendita da Investimenti Spa (società controllata dalla Camera di Commercio di Roma e partecipata di Comune e Regione) per far fronte al debito (180 milioni di euro) contratto con Unicredit per la realizzazione della Nuova Fiera di Roma su via Portuense. La monetizzazione attraverso la vendita di quest’area è necessaria viste le perdite che questa operazione ha portato sui bilanci della società. Ma della riqualificazione della ex Fiera si è iniziato a parlare già dal 2007, con il progetto della “Città dei bambini” dell’allora Assessore Morassut, in giunta con il Sindaco Veltroni. Un bel progetto che però, come ricordano i cittadini del Comitato FIERAmente (sorto proprio in quell’occasione), nascondeva 280mila metri cubi di edilizia residenziale e commerciale. Già da allora, quindi, non mancarono le polemiche: si parlava di un peggioramento della mobilità della zona, dell’assenza di trasporto pubblico e dell’impossibilità di recuperare spazi verdi. Tutte questioni mai risolte e che oggi come ieri occupano buona parte del dibattito su questa riqualificazione. Negli anni il progetto è passato attraverso due processi partecipativi (uno sotto Veltroni e l’altro durante l’amministrazione Marino) e quattro amministrazioni. Con Marino e l’Assessore Caudo si ottieneva la prima rimodulazione delle cubature con 67.500 metri quadrati. Un conteggio osteggiato dal Municipio VIII, con l’allora Minisindaco Catarci, il quale successivamente salutò invece con favore la Delibera dell’Assessore Paolo Berdini, che fece scendere la SUL (Superficie Utile Lorda) a 44.360 metri quadrati.

NO AL PIANO CASA – Proprio da questa delibera partono le criticità legate ai ricavi economici di Investimenti Spa. Se infatti durante l’amministrazione Marino la vendita dell’area avrebbe fruttato poco più di 130 milioni di euro, con la Raggi il ricavo scende a circa 85 milioni. Su questa vicenda si è anche espresso (febbraio 2018) il Collegio Arbitrale che ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata dalla Investimenti Spa del valore di 150 milioni di euro nei confronti del Comune. Così si è paventata la possibilità del ricorso al Piano Casa regionale, che avrebbe permesso l’innalzamento delle cubature di circa il 30%. Ma contro questa possibilità si sono da subito schierati i comitati e le associazioni di zona, che da tempo lottano contro la speculazione edilizia nell’area, assieme ai movimenti per la casa, riuniti in una manifestazione in strada davanti l’ex Fiera e in una consecutiva assemblea pubblica in Municipio VIII il 19 aprile scorso. I manifestanti, in un comunicato successivo all’iniziativa, hanno spiegato i motivi del sit-in, resosi necessario per “rifiutare la fiera della speculazione e domandare un processo partecipato di rigenerazione dal basso sul futuro dell’area, a partire dai bisogni espressi dal quartiere e dalle realtà che lo popolano”. Gli attivisti hanno anche utilizzato la facciata della ex Fiera per lanciare il loro messaggio, con una scritta a caratteri cubitali che recita ‘No Speculazione’ e ‘Rigenerazione’. L’iniziativa è stata commentata dal centrodestra municipale, con il Consigliere di FI, Simone Foglio che ha espresso le sue preoccupazioni per i nuovi rallentamenti: “Ancora una volta assistiamo alla strumentalizzazione di questa vicenda. Dal 2007 a oggi su quest’area ne abbiamo viste di tutti i colori. Mentre di interventi nemmeno l’ombra. Si continua a dibattere sulle cubature, dimenticando che il quadrante aspetta da troppo tempo la riqualificazione. Speriamo che ancora una volta non si voglia bloccare tutto per pura convenienza politica, ma si pensi alle aspettative dei cittadini”.

foto comitati ex fiera

UNA VERA PARTECIPAZIONE – L’Assessore Montuori, pur non presenziando all’assemblea in Municipio VIII, attraverso una intervista rilasciata meno di 24 ore prima ha cercato di fare chiarezza sul destino della richiesta di adesione al Piano Casa. “In questi ultimi tempi sulla ex Fiera di Roma si è parlato spesso di speculazione, del mancato rispetto delle decisioni prese nell’interesse pubblico, ma la verità è un’altra – afferma Montuori – la trasformazione dell’area avverrà esattamente con le quantità, le funzioni e le modalità votate dall’Assemblea capitolina. Non c’è nessun aumento di cubature e abbiamo lavorato sempre in continuità con le indicazioni dell’aula consiliare: il Piano Casa non sarà applicato”. Inoltre l’Assessore ha voluto specificare che gli indirizzi e i servizi dell’area verranno valutati con il territorio, mentre il progetto che sarà realizzato dovrà essere selezionato con un concorso internazionale di progettazione. “Fino a oggi si è parlato di quest’area solo attraverso numeri, quantità e perimetri e mai pensandola come un pezzo di città con i suoi spazi, le sue funzioni, i suoi abitanti che ne percorrono e vivono i luoghi, i suoi spazi pubblici – ha concluso Montuori – Una dimenticanza che non giova alla bellezza dello spazio costruito, né alla vita che in quello spazio si svolge, che sono e devono rimanere gli obiettivi principali di ogni trasformazione urbana”. Intanto dal Municipio VIII è lo stesso Minisindaco Ciaccheri a far sapere di essere più che favorevole a un processo di partecipazione per decidere le funzioni di questi spazi, ma che segua un iter e delle regole diverse rispetto a quanto sperimentato online su piazza dei Navigatori. “Qualcosa sull’area si muove, ora che i servizi del Comune inseriti nei capannoni sono sotto sfratto – afferma il Presidente Ciaccheri – La scorsa estate si è proceduto in tutta fretta allo sgombero delle persone in emergenza abitativa, mentre per i servizi elettorali e per il sale di Alemanno – quello stipato nella ex Fiera durante l’emergenza neve, ndr – si è atteso più a lungo. Con Berdini si è aperta una fase nuova, che ha raccolto anche il lavoro portato avanti dal nostro Municipio. Speriamo non si punti a scardinare quest’ultima delibera aumentando le cubature. Noi – conclude – vogliamo una partecipazione reale, anche per questo avevamo invitato Montuori”.

Leonardo Mancini


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