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Derby del Cuore: lo sport che unisce la nazione nella solidarieta’

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Un grande evento sportivo che pone l’attenzione sulla famiglia, nucleo centrale della società.

I numeri la dicono lunga: 36.570 biglietti venduti e 197.500 euro raccolti. Da uomo e da semplice tifoso sono affezionato al Derby del Cuore e a quello che umanamente rappresenta. L’unione tra sportività e solidarietà è sempre un connubio che funziona e quest’anno più che mai sono felice di averne fatto parte, anche fisicamente, scendendo in campo sotto una pioggia battente. La conferenza stampa per la presentazione della manifestazione che si è tenuta l’11 maggio scorso presso la “Sala Tevere” della Giunta Regionale del Lazio, a cui ho personalmente partecipato insieme ad un’ampia rappresentanza della Nazionale Calcio Attori e ad altri esponenti della politica regionale, ha svelato il tema a cui quest’anno il Derby dei Campioni del Cuore è dedicato: la famiglia. In un periodo storico come questo, in cui troppe famiglie sono costrette ad affrontare grandi difficoltà, la portata ed il grande successo di questa manifestazione mi rendono realmente soddisfatto. La partita, la seconda edizione per quanto riguarda nello specifico il Derby dei Campioni del Cuore, si è svolta il 22 maggio allo Stadio Olimpico di Roma e ha visto attori (tra cui Giorgio Pasotti e Giulio Base), personaggi del mondo dello spettacolo (con la supervisione di due madrine d’eccezione come Anna Falchi e Matilde Brandi), calciatori e simpatizzanti di Roma e Lazio battersi e giocare per strappare sorrisi che non durino solo 90 minuti. Martedì 3 luglio ho presieduto con gioia alla consegna ufficiale degli assegni alle Associazioni beneficiarie con l’intero ricavato ottenuto grazie all’amichevole. I fondi raccolti con il Derby dei Campioni del Cuore sono stati destinati a numerose associazioni di volontariato a sostegno dell’infanzia. Sono felice che il ricavato dell’intera manifestazione possa dare un contributo sincero e un concreto sostegno a tante famiglie bisognose che meritano il nostro aiuto. Effettivamente il Derby dei Campioni del Cuore non è un evento ai soli fini del volontariato. La sensibilizzazione attraverso la campagna educativa rivolta ai giovani di cui si fa promotore evidenzia l’importanza della famiglia intesa come nucleo base dal quale partire per una solidità sociale diffusa. Il divertimento sano, lo sport, il coinvolgimento delle famiglie sono gli strumenti con i quali insieme possiamo combattere l’indifferenza ed aiutare i giovani ad uno stile di vita sano, libero, nonché responsabile. Non dobbiamo dimenticare che le nuove generazioni hanno bisogno di esempi solidi attraverso i quali formarsi e la qualità del loro contributo nella società dipende in gran parte dall’educazione e dalle occasioni che siamo in grado di fornirgli per crescere. La famiglia è il punto di contatto tra il vecchio e il nuovo, la rampa di lancio per quel futuro che tutti vorremmo per i nostri figli. La sua forza sta proprio nel fare squadra e nel lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni e per questo che ho apprezzato che il tema della giornata sia stato il Family day. Il Derby dei Campioni del Cuore racchiude in sé un grande insieme di idee e realtà: calcio, beneficenza, sportività e speranza. Come la mia speranza di poter vivere un giorno un calcio privo di razzismo e discriminazione, un calcio sano e giusto, per chi come me condivide il sogno di stadi senza ignoranza, fatti solo di tifo e di gioco. Gli stadi non devono essere amplificatori di problematiche culturali, ma zone neutrali in cui razzismo e discriminazione religiosa, sessuale e culturale siano fermamente condannate e proibite. Tra i complimenti per l’organizzazione dell’evento un grazie speciale va sicuramente all’ideatore dell’evento Livio Lozzi ed al produttore dello stesso, il giornalista e conduttore televisivo Fabrizio Rocca, entrambi presenti alla consegna dell’incasso insieme al capitano della Nazionale attori Giorgio Pasotti, il Presidente della Nazionale attori Edoardo Siravo e ad alcuni rappresentanti della stessa Nazionale, Luca Capuano, Franco Oppini e Danilo Brugia. Personalmente voglio dedicare qualche riga alla nostra Nazionale che è arrivata seconda agli europei di calcio mostrando compattezza, carattere e idee di gioco. Un’ulteriore prova di come il nostro Paese, in tutti i campi, sappia ritrovarsi e reagire proprio nei momenti di maggiore criticità. In un tempo di crisi come quello che la nostra nazione e il mondo intero stanno vivendo, sono felice che lo sport, e in maniera particolare iniziative di solidarietà, possano contribuire in maniera concreta ad aiutare chi lo merita mostrando ancora una volta un’Italia unita e solidale. Questo, che rappresenta sicuramente un pregio, non deve però confondersi con l’oblio nel quale si cerca di far precipitare alcuni aspetti negativi del nostro calcio; nessuno infatti deve nascondersi dietro i successi della nazionale per annacquare gli episodi gravi del calcioscommesse. Nessun colpo di spugna, nessun dimenticatoio, ma auspichiamo che la giustizia sportiva, unitamente a quella ordinaria, segua regolarmente il suo percorso di accertamento della verità.