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Ex Mercati Generali: firmata la delibera, lavori conclusi entro il 2020

L’annuncio dal Campidoglio, ma dal territorio non mancano le polemiche sulle “occasioni sprecate”

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OSTIENSE – Il 15 settembre la Giunta Raggi ha firmato la delibera per l’avvio dei cantieri per gli ex Mercati Generali di via Ostiense. Una firma arrivata con ritardo, dopo che lo stesso documento era stato lasciato al nuovo primo cittadino dall’ex Commissario Tronca. L’accordo con i Toti e la famiglia francese degli immobiliaristi De Balkany sarebbe arrivato circa due mesi fa, per allontanare il rischio di una penale indicata dall’avvocatura capitolina in circa 111 milioni di euro. La storia di quest’area partiva nel 2003 con il concorso d’architettura che vide la vittoria del progetto dell’architetto Rem Koolhaas. L’intervento è stato poi rivisto e modificato con due varianti per aggiornarne l’equilibrio economico-finanziario. In prima battuta nel 2009 con Alemanno e poi nel 2012 sotto la giunta Marino. È stata la Sindaca Raggi, assieme all’Assessore all’Urbanistica Montuori, a parlare in conferenza stampa della vicenda. Un intervento che punta a “ricucire” un pezzo di città, con la “conclusione di un brutto capitolo e l’apertura di un progetto di rilancio serio”.

IL PROGETTO – Il mix funzionale resta quello deciso nell’ultima variante al progetto, quella del 2012. Restano quindi gli uffici comunali, la biblioteca, il centro anziani, la casa dello studente, il cinema e il centro sportivo. Assieme a un piccolo centro religioso, negozi e uffici. Inoltre dall’assessorato fanno sapere che è stato raggiunto l’accordo con i proponenti sulla immutabilità delle percentuali tra cultura, commerciale e spazi pubblici, che non si potranno ridiscutere per arrivare a un nuovo equilibrio economico-finanziario dell’opera. Elemento di maggiore novità sembra essere l’area frontale della struttura, che vedrà la realizzazione di una strada pubblica di ingresso. Questa resterà sempre aperta, così da non isolare questi edifici dal contesto urbano. L’Assessore Montuori ha poi parlato di ampie pareti per il verde verticale, così da mitigare l’assenza di questi spazi. Gli standard in questo senso verranno recuperati al di fuori dell’area degli ex Mercati, con la riqualificazione delle rive del Tevere. Con il recupero dei canoni non corrisposti fino ad oggi (si parla di cinque annualità), il Comune ha ottenuto circa 1 milione di euro, che verranno impiegati per riqualificare l’asse di via Ostiense e portare la pista ciclabile fino alla Piramide Cestia. Ultimo accorgimento di cui l’Assessore Montuori dà notizia riguarda i canoni negoziati per lo studentato. Questi faranno riferimento alle tabelle di Lazio Adisu, aggirandosi quindi sui 290 euro al mese per una stanza. Meno precisa la risposta sui tempi necessari per la ripresa dei lavori. “I cantieri partiranno il più presto possibile – ha risposto l’Assessore – Dato che c’è una sospensione dei canoni per tre anni, penso che i proponenti cercheranno di stare in questo tempo”. Successivamente è una nota diramata dal Campidoglio a chiarire meglio le tempistiche: “Saranno ristrutturati e nel 2020 torneranno alla collettività come spazio pubblico”.

LO SCONTRO IN MUNICIPIO VIII – La vicenda degli ex Mercati Generali nei mesi scorsi è entrata nelle logiche di maggioranza nel Municipio VIII. Uno scontro tra diverse componenti del M5S che ha portato alle dimissioni del Presidente e allo scioglimento del parlamentino di via Benedetto Croce. Una divisione tra chi chiedeva una revisione del progetto, all’interno di alcuni margini di miglioramento, e chi di procedere con la firma per evitare i danni di una vertenza milionaria. “Finalmente si riavvia il procedimento dopo l’inutile e dannoso stallo di oltre un anno per i no del Municipio a guida 5 stelle – dichiara in una nota la Consigliera capitolina Pd, Valeria Baglio – Solo mandando a casa l’intero gruppo che guidava l’VIII si è potuto recuperare un progetto ambizioso”. Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex Minisindaco Paolo Pace, ormai militante tra le fila di Fdi. Parla di un avvio “in netta antitesi con le rimostranze più feroci dell’ala talebana del M5S municipale, che già all’epoca osteggiava con forza questo progetto. Chissà – prosegue – come sarebbe andata se già a quel tempo il Campidoglio avesse assunto una posizione chiara, responsabile e netta come oggi, spazzando via i dubbi e i contrasti. È lecito chiedersi che valore abbia la coerenza per il M5S romano e soprattutto per gli ex Consiglieri municipali che tanto osteggiavano la ripresa dei lavori”.

LE RICHIESTE INASCOLTATE – Dall’opposizione in Municipio VIII è l’ex Consigliere Andrea Catarci a ricordare le richieste avanzate in Consiglio e mai prese in considerazione: “Hanno rinunciato a pretendere le tutele reali necessarie al quartiere Ostiense, proposte in un atto presentato dalla sinistra in Municipio e respinto lo scorso febbraio 2017”. Tra queste la realizzazione del ponte pedonale sulla ferrovia tra via Matteucci e via Negri, opera poi confermata dall’Assessore Montuori, assieme alla previsione di un ambulatorio socio-assistenziale ed infermieristico a tariffe sociali, la messa in sicurezza del Giardino Antonio Pisino di via Matteucci, spazi da destinare alle start up e l’occupazione da favorire nei quartieri circostanti, sia nella fase di cantiere (circa 3.200 persone), che in quella successiva (circa 3.800 persone).

LE RICADUTE SUL QUADRANTE – Sono gli ex Consiglieri municipali del Pd a parlare di un continuo “maltrattamento del territorio”. “La Sindaca ha dimostrato di non conoscere i bisogni reali delle persone e di non avere idee su quali ricadute dovrà governare in termini di occupazione e sviluppo nell’area di Ostiense – dichiarano gli esponenti dem – Tutto questo mettendo i cittadini in condizione di non potere aprir bocca su una riqualificazione così importante”. I Consiglieri sono tornati a battere sulle richieste avanzate in passato, come il “patto per il lavoro a Ostiense e la realizzazione di nuovi spazi pubblici e di una scuola dell’infanzia, ma dal M5S è venuto solo disinteresse e superficialità”. I cittadini di Ostiense, pur salutando con favore la riapertura del dibattito sull’area, non mancano di chiedere conferme, stanchi delle troppe promesse disattese: “Non ci accontentiamo delle parole e vogliamo sapere con certezza il giorno di funzionamento del cantiere e i tempi reali di consegna che, a nostro parere, non possono essere quelli del 2020, una data troppo vicina per essere realistica – spiega Claudio De Santis, presidente del CdQ L’Ostiense – Il progetto è valido ma se rimane sulla carta non c’è nessun beneficio per il quartiere che rimane sempre sprovvisto di un presidio sanitario e di un asilo nido, nonostante l’alta densità abitativa”.

Leonardo Mancini