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Fabrizio Santori e la crociata per la trasparenza del tesseramento Pdl

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Il Presidente della Commissione Sicurezza del Comune prosegue la sua sollecitazione per la definizione di procedure certe nel tesseramento ma ha poco riscontro. L’ennesimo appello lanciato al suo partito contro i “signori delle tessere”


Il tesseramento al Pdl proseguirà per altri, pochi giorni, fino alla fine del mese e se c’è un motivo per cui resterà nella memoria non sarà certo per la massiccia adesione degli elettori ma per l’azione di un giovane Consigliere, che rappresenta il partito nella maggioranza comunale: Fabrizio Santori. Il Presidente della Commissione Sicurezza ha sempre espresso posizioni personali quando non in aperto contrasto con la linea ufficiale del suo partito anche nella gestione del governo locale ma negli ultimi tempi ha alzato la voce per insistere su una questione tutta politica: il tesseramento appunto. Diversi sono stati i richiami a non reiterare meccanismi definiti “da prima repubblica” da parte dei colleghi e compagni di partito, cioè il commercio indiscriminato di schede per guadagnare potere decisionale all’interno del partito stesso. Il giovane politico, che è parso piuttosto isolato nella sua crociata contro i “signori delle tessere”, è arrivato fino a via dell’Umiltà, sede nazionale del Pdl, per presentare la sua richiesta di trasparenza direttamente al Segretario Angelino Alfano, cui si era rivolto in questi giorni di lotta ai “trucchetti” messi in atto. Dure fin dall’inizio le sue parole: “Lealtà e trasparenza sono fondamentali per il rilancio del Pdl. Ecco perché è necessario, durante questa fase di tesseramento al partito, che tutti rispettino le regole scritte nel regolamento. Fa rabbrividire il fatto che qualcuno dei signori delle tessere voglia modificare i principi del tesseramento per il proprio tornaconto calpestando il lavoro e il sacrificio di chi, giorno dopo giorno, si sta impegnando sul territorio per convincere gli elettori e i simpatizzanti del Pdl a tesserarsi e a credere ancora in un nuovo volto del Pdl, quello fatto accanto e insieme a loro”.

A poco sono valse però se ieri Santori ha dovuto ritornare sulla questione con una nuova nota, in cui ha affrontato una questione pratica e tecnica del tesseramento, e cioè la documentazione necessaria per ottenere l’iscrizione al partito. Le regole restano il tarlo del giovane politico proveniente dal XV Municipio: “E’ assurdo che nel caso in cui la domanda di tesseramento al Pdl arrivi priva della fotocopia del documento di identità si possa comunque ritenere valida l’adesione, pur specificando  che essa verrà ‘perfezionata’ in seguito. Un regolamento scritto in questo modo rischia di far nascere un ibrido, una figura a metà tra un tesserato e un non tesserato, qualcuno che potrebbe restare sospeso fino a quando in sede congressuale il suo voto non risultasse utile a qualcuno. Ma un ibrido da regolamento è inaccettabile, pensiamo invece a fare le primarie e a gratificare le aspirazioni di rinnovamento del Pdl e della politica”. Un richiamo deciso che non fa che gettare altre ombre sulle modalità di costruzione del consenso ed edificazione del partito che nacque su un predellino e che non sta vivendo giorni facili, sotto la minaccia costante, e reale, di un caduta del Governo. Ma Santori è intenzionato a continuare la sua opera di rinnovamento e traghettamento del primo partito della destra italiana verso una nuova generazione di classe dirigente.

Le parole da dure si fanno amare quando il Consigliere comunale commenta: “Il Pdl che vogliamo ancora non c’è, al suo posto rischiamo di veder nascere una cosa che deluderà tutti coloro che sperano in un cambiamento deciso, in un nuovo modo di fare politica e di gestire il partito”. Evidentemente Santori reclama per sé e per la sua generazione un ruolo diverso, non di semplice appendice ma di traino del partito, a livello locale come nell’intera nazione. Verrebbe da pensare a un “rottamatore” del centro-destra, una versione capitolina del Sindaco fiorentino Matteo Renzi, solo molto meno visibile dato il suo incarico a livello locale. Di sicuro l’operazione che sta compiendo è coraggiosa e merita attanzione, poiché inedita all’interno di un partito su cui continua a pesare la sensata accusa di personalismo in chiave berlusconiana. E il merito di Santori è di spostare la lente d’ngrandimento sulle microdinamiche che riuguardano la politica locale ma che restituiscono con ancora più plasticità l’essenza stessa di un certo modo di far politica, a tutti i livelli.

Resta da vedere come verrà accolto il suo impegno, in un momento come questo che sta mettendo a dura prova il Governo nazionale come l’amministrazione comunale, e se effettivamente un cambio di rotta verrà impresso a quello che fino a poco tempo fa era il primo partito in Itala, forte di un consenso popolare diffuso e di cui i dirigenti nazionali hanno parlato sempre come di una forza rivoluzionaria. Anche quella di Santori, però, potrebbe essere considerata una piccola rivoluzione.

Stefano Cangiano

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