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Fine consiliatura, bagarre in aula

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Ieri alla mezzanotte si è chiusa l’ultima seduta dell’Amministrazione Alemanno, il punto sulle delibere approvate.

ULTIMA SEDUTA – Si è chiusa con un conto alla rovescia dei cittadini e dei comitati presenti in aula, l’ultima seduta dell’Amministrazione Alemanno. Molte delle delibere urbanistiche in programma nella discussione non sono state approvate salvando, almeno in parte, la nostra città da una nuova colata di cemento. 

NON DISCUSSI – molti dei progetti più controversi che, negli ultimi mesi, avevano mobilitato numerosi cittadini e associazioni. L’ostruzionismo della sinistra capitolina, fortemente condannato dalla maggioranza, ha fatto si che si arrivasse ad un compromesso in tarda serata con il ritiro di alcune delle delibere più impattanti. Fra queste la valorizzazione dell’ex- rimessa Atac Vittoria, la trasformazione urbanistica della delibera 93/2012 su ‘Pisana-via degli Estensi’, ma anche la delibera sulla riqualificazione di tre mercati della Capitale in cambio di Pup e Housing Sociale.

IL COLPO DI CODA – arriva negli ultimi minuti della seduta, quando la maggioranza cerca di far passare l’enorme piano su Tor Bella Monaca, con la demolizione e la ricostruzione del quadrante. Nonostante questo tra le proteste dei consiglieri e il conto alla rovescia dei cittadini suona la campanella, è ora di andare a casa, inizia la campagna elettorale. 

ITALIA NOSTRA – che assieme ad altre associazioni e comitati è stata l’animatrice dei sit in degli ultimi mesi, in una nota che rimarrà presente perchè l’impegno inizia ora, anche in previsione delle prossime elezioni amministrative: “a maggior ragione dopo la dichiarazione di un consigliere di maggioranza che ha polemizzato sulla presenza dei cittadini dichiarando che tanto quello che non riuscirà a votare il centro destra lo voterà il centro sinistra se vincerà le elezioni. Può essere vero – seguita la nota – pertanto la mobilitazione contro il cemento dovrà proseguire ancora più decisa rivolta a richiedere ai candidati a Sindaco l’impegno a fermare per sempre questo diluvio di delibere e a riconsiderare subito l’intera manovra urbanistica predisponendo una variante generale che tuteli l’Agro romano, impedisca l’ulteriore consumo di suolo intervenendo sulle aree dismesse e sui complessi edilizi in degrado o inutilizzati da anni.

Leonardo Mancini