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Foibe: imbrattato il muro della Casa del Ricordo

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Una scritta inneggiante i partigiani jugoslavi è apparsa nella notte vicino via San Teodoro

L’ATTO – È stata rinvenuta questa mattina su un muro in prossimità della Casa del Ricordo in via San Teodoro, inaugurata da pochissimi giorni, una scritta inneggiante ai partigiani jugoslavi seguita da falce e martello. Il luogo, inaugurato in ricordo delle vittime delle Foibe e dell’esodo Giuliano Dalmata, ha subito anche danni al citofono e al muro d’ingresso. 

IL RIPRISTINO – Unanime la condanna da parte delle politica romana. In primis il sindaco che ha chiesto l’immediata rimozione della scritta: “Abbiamo dato immediatamente mandato ad una squadra di Ama Linea Decoro e della Sezione P.I.C.S. della Polizia Locale, di rimuovere la scritta apparsa sui muri della Casa del Ricordo e ripristinare il decoro originario – ha scritto Marino in una nota – La scritta è un atto vile che Roma condanna fermamente. Le Foibe rappresentano un capitolo drammatico della nostra storia da ricordare e trasmettere ai nostri ragazzi, ai nostri figli e ai nostri nipoti perché non accada mai più”. Anche gli assessori al Turismo, Giovanna Marinelli, e alla Scuola con delega alla Memoria, Paolo Masini, hanno condannato l’accaduto: “Roma è città della Memoria, e forte resta il nostro impegno per una maggiore presa di coscienza e diffusione di conoscenza su questi temi”.

SCRITTA INDEGNA – Roberto Cantiani ha parlato invece di ‘Scritta indegna’: “Che esista ancora qualche scriteriato che nemmeno 24 ore dopo la giornata del ricordo della vergognosa pagina delle foibe scelga di offendere migliaia di italiani uccisi in fosse comuni è indegno. Auspico che le forze dell’ordine sappiano individuare celermente il responsabile di un insulto alla memoria, comune e condivisa, dello scempio perpetrato dalla follia titina – ha poi aggiunto – Non esistono morti di serie a o di serie b. Chi non lo comprende, e nega questo episodio, non merita altro che disprezzo”. Gli fa eco il consigliere forzista Antonello Aurigemma: “Chi insulta le vittime delle foibe insulta un Paese intero. La memoria di questo orrore non è seconda a nessuno, così come la condanna verso tutti coloro che rinnegano o mettono in dubbio l’atrocità che si è compiuta nelle fosse carsiche deve essere unanime”.