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Il “cono” di Natale che nessuno vuole

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Da piazza Venezia a piazzale Ciro il Grande perché non piaceva a sindaco e cittadini, ora rischia lo sfratto anche dai residenti dell’Eur.

«Ecologico, patriottico, elegantemente neoclassico, quasi di design, con un sobrio tricolore ad abbellirlo» sono state le parole con cui una nota agenzia giornalistica ha definito lo strano albero a forma di cono cha fatto la sua comparsa solo per poche ore a piazza Venezia, giusto il tempo di finire sulla bocca di tutti per il suo aspetto poco tradizionale, freddo e nel complesso decisamente brutto, come ha ammesso lo stesso sindaco Alemanno, che ne ha infatti disposto l’immediato smontaggio e il trasferimento a piazzale Ciro il Grande, nel cuore dell’Eur. La decisione ha generato il malcontento tra i residenti della zona, che si sono immediatamente attivati per organizzare una protesta e raccogliere firme per chiedere la rimozione del “cono della discordia”, che rientra nell’appalto da 800.000 euro assegnato dal Comune alla ditta Lucifesta group che ha curato anche le luminarie al centro, ma che ora rischia lo sfratto anche dall’Eur, stavolta non solo per motivi estetici, sebbene in molti si siano chiesti da subito perché a piazza Venezia il cono non andasse bene mentre all’Eur si. Il comitato “Atuttaleur” è tra quelli che si dicono contrari al posizionamento dell’opera in un quartiere che necessita di decoro, mobilità e parcheggi, e sempre più spesso continua a subire il posizionamento di installazioni di diversa natura, senza un legame storico o culturale con il quartiere, per questo, sabato scenderanno in strada allestendo in viale Europa un banchetto di raccolta firme per chiedere maggiore tutela da progetti di cementificazione e installazioni selvagge. Le polemiche intorno al contestato albero di Natale a forma di cono non si spengono ma tra i pochi a spendere buone parole sull’opera sono stati soprattutto i Verdi, che ne hanno apprezzato quantomeno le caratteristiche ecosostenibili e la scelta di utilizzare un albero artificiale anziché un abete estirpato, anche se, il cono non ha avuto neanche il tempo di essere posizionato che è stato trasferito all’Eur, e al suo posto a piazza Venezia è arrivato proprio un abete vero.

Michela Romoli