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La politica e’ ancora un valore? Noi ci crediamo

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Marco Pomarici: “C’è ancora chi concepisce la politica come una missione al servizio della gente e del bene collettivo”.

Il 28 ottobre scorso ho organizzato un evento dal titolo emblematico: “La politica è ancora un valore? Noi ci crediamo”.
Dopo gli scandali che hanno coinvolto la politica a livello sia nazionale che locale, e visto il diffondersi di una forte disaffezione tra i cittadini, ho deciso di fermarmi un attimo a riflettere. Nonostante i numerosi impegni istituzionali da Presidente dell’Assemblea, ho pensato che era arrivato il momento di incontrare i cittadini, non solo per ascoltare i loro problemi ma anche per convincerli che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, che c’è ancora chi concepisce la politica come una missione al servizio della gente e del bene collettivo.

Durante l’evento che si è tenuto al cinema Adriano, a cui hanno preso parte centinaia di cittadini, sono stati affrontati diversi temi importanti: la tutela della vita, il lavoro come diritto fondamentale, l’importanza della salubrità dell’ambiente e la politica come valore.
Come fecero i siciliani della Val di Noto nel XVII secolo, ricostruendo un territorio dilaniato dal terremoto, così dobbiamo contribuire a ricostruire la politica romana e italiana dopo questo tsunami che l’ha travolta. Il che non vuol dire radere al suolo tutto, ma mettere alla porta coloro che hanno agito in maniera opportunistica, mettendo in grave imbarazzo non solo il partito ma la politica in genere, premiare chi in questi anni ha ben lavorato e insieme a nuovi e giovani volti della politica ricominciare e ricostruire.
Non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo dire che non è successo nulla. Cambieremo volto ma non la faccia e rialzeremo la testa perché tra noi c’è chi non deve vergognarsi, né temere nulla; penso ai ragazzi che gratuitamente organizzano banchetti e sit-in con il solo scopo di ascoltare i cittadini.

Abbiamo distribuito dei questionari con i quali chiedevamo critiche e consigli sulla città di Roma. Dalle schede analizzate è emerso che i cittadini romani chiedono più interventi sulla mobilità, e per ciò che concerne la famiglia, i cittadini reclamano sgravi fiscali e più politiche abitative. Ancor prima degli asili nido, un’esigenza sottolineata da tutti è quella di maggiori servizi ai disabili e agli anziani. Nonostante i tagli al sociale a livello nazionale, il Comune sta cercando di utilizzare le sue forze e le sue risorse al meglio per venire incontro a tutti i soggetti deboli che hanno bisogno di un welfare che si faccia carico delle loro esigenze e garante del loro futuro.
Sempre dai questionari è emerso che dai politici i cittadini si aspettano onestà e sensibilità, ancor più che competenza e preparazione.
Politica di prossimità non vuol dire solo federalismo, ma anche attenzione al territorio e, per quanto riguarda Roma, attenzione ai municipi; questo è stato l’input che mi ha portato a scegliere di incontrare i cittadini sui territori con la collaborativa e gentile intermediazione dei consiglieri municipali.

L’intervento dei consiglieri municipali non è stato un caso, tanto che auspichiamo anche la presenza di consiglieri provinciali, regionali e parlamentari al fine di coinvolgere la politica a tutti i livelli.
Non amiamo la politica delle fazioni e delle correnti, vogliamo mostrarci uniti di fronte alle sfide che il futuro ci presenterà e ai problemi che la crisi economica ci costringerà ad affrontare, al momento della reazione dobbiamo essere uniti, oltre che pronti, a tendere la mano a tutti i cittadini da Roma sud a Roma nord, al centro con le sue specifiche esigenze e nella periferia con le sue problematiche.
Ho proseguito i miei incontri nel V e nel II municipio, ma vogliamo raggiungere capillarmente ogni angolo del nostro vasto territorio.
Conosco bene la realtà dei municipi, essendo stato anche io in passato consigliere municipale del XVII, so che a volte il Palazzo rimane lontano da queste realtà e non è un errore che possiamo permetterci di commettere.

Marco Pomarici