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La spiaggia sotto Ponte Marconi è un sogno che diverrà realtà?

Ancora nessun ombrellone sulle rive del Tevere, ma qualcosa sembra muoversi

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Tratto da Urlo n.159 Luglio 2018

SAN PAOLO-MARCONI – Il progetto di una spiaggia sul Tevere, precisamente sotto Ponte Marconi, sulla riva sinistra, territorialmente nel Municipio VIII, ha diviso l’opinione pubblica quando venne annunciato a dicembre dal Sindaco di Roma, Virginia Raggi. Alcuni l’hanno trovato un piano inutile e fine a sé stesso, vista la condizione di degrado delle sponte del fiume romano. Altri, invece, hanno considerato l’idea di una spiaggia attrezzata un modo per essere finalmente al pari delle altre città europee, in primis Parigi, dove sulle rive della Senna vengono annualmente allestiti dei luoghi di ristoro. Questo paragone era stato esposto anche dalla stessa Raggi, che sei mesi fa annunciava: “In prossimità dell’estate ci sarà un progetto che riguarderà un’area di 10mila mq vicina a Ponte Marconi, con una spiaggia e campi sportivi”. L’intento del Sindaco era quello di voler “restituire decoro e vivibilità alle aree fluviali” contro i rifiuti e gli insediamenti abusivi, in modo da poter ripristinare un rapporto tra i romani e il fiume Tevere che ormai da tempo non esiste più.

LA SITUAZIONE OGGI – Se si osserva lo spazio in questione da Ponte Marconi, quello che si può vedere al momento in cui scriviamo è una lunga distesa di terra vuota, con l’erba falciata di fresco, ripulita dai rifiuti e dallo sporco. A delimitare la zona un cancello fatiscente chiuso da una grossa catena. Sembra che proprio in questi giorni ci sia del movimento, forse per portare della sabbia nell’area. Ma degli ombrelloni, delle attività sportive (se non quelle già esistenti), delle sdraio e dei frequentatori di questa possibile spiaggia sul Tevere, ancora nemmeno l’ombra. Abbiamo contattato l’Assessorato all’Ambiente e l’Assessorato ai Lavori Pubblici, ponendogli alcune domande, tra cui quella fondamentale: l’opera si farà, e se sì, quando? Ma nessuna risposta, purtroppo, ci è pervenuta. A confermarci che i lavori per la realizzazione della spiaggia sono attivi è Giacomo Giujusa, Assessore all’Ambiente del Municipio XI (l’ente locale dall’altra parte del fiume): “Ho la conferma che si sta lavorando, mi risulta che il progetto sia in corso”. Il ritardo, secondo Giujusa, dovrebbe essere dovuto a un più grande piano di recupero delle aree golenali del Tevere, su cui si sta operando a pieno regime, in una sinergia tra Regione e Comune. Quello che ci spiega l’Assessore, infatti, è che le suddette aree sono del Demanio di Stato, che le dà in concessione alla Regione Lazio. Quest’ultima può, a sua volta, concederle agli enti pubblici che ne fanno richiesta, non percependo alcun canone, oppure darle ai privati sotto pagamento di una somma di denaro. In questo caso l’area è stata concessa al Comune, e qui c’è una precisazione da fare: “Quando l’ente pubblico, la cui manifestazione d’interesse è privilegiata rispetto a quella del privato, ha in concessione un’area golenale, non può darla in subconcessione a sua volta, perché i soggetti privati possono avere questi spazi solo a fronte di un pagamento, mentre gli enti pubblici, al contrario, non devono sostenere un canone”, ha continuato Giujusa. Quindi, nel caso specifico della zona individuata per la spiaggia sotto Ponte Marconi, il Comune deve essere l’unico concessionario degli spazi e, al massimo, può assegnare dei servizi attraverso bando di gara. Allo stato attuale delle cose però, non ci sono novità da questo fronte e sul lembo di terra che costeggia il fiume ancora tutto appare in work in progress. Anche se, le operazioni di bonifica e di pulizia proprio in quel tratto, fanno ben sperare, in realtà, che il progetto non sia saltato, ma solo in ritardo.

LA CRITICA AL COMUNE – Alcune forze politiche del Municipio VIII e del Municipio XI hanno criticato la situazione di stallo in cui versa l’iniziativa del Sindaco. Il neo Presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, aspetta di avere ulteriori aggiornamenti sulla vicenda per poter compiere una valutazione, anche perché finalmente ora anche questo ente di prossimità potrà contribuire a un programma sulla riqualificazione delle sponde del fiume: “Dobbiamo verificare con Agenda Tevere (la Onlus che ha lo scopo di favorire il recupero del degrado e la valorizzazione del fiume, ndr) quale sia lo stato dell’arte del programma del Comune su questo tema. Inoltre, finalmente, anche il Municipio VIII, che era rimasto fuori fino a oggi in quanto commissariato, entra nella partita della partecipazione. Ora anche noi ci relazioneremo con il lavoro già fatto e daremo le nostre valutazioni su come pensiamo si debba valorizzare il Tevere e le sue rive”. Per Simone Foglio, Consigliere FI al Municipio VIII, “quello di cui le rive hanno bisogno è una progettazione generale e di lungo periodo. Non si può continuare a parlare per annunci, ai quali non si dà nemmeno seguito. Serve maggiore sicurezza, contrasto agli insediamenti abusivi e all’accumulo di rifiuti che stanno diventando, invece, l’elemento distintivo del nostro fiume”. Dal Municipio XI arriva la critica di Daniele Catalano, Consigliere del Gruppo Misto, che ricordando la mancata inaugurazione della spiaggia, dichiara che il Sindaco “gioca con gli slogan sulla pelle dei cittadini romani che da tempo sognano una riqualificazione degli argini del Tevere, soprattutto in virtù della copiosa presenza di campi nomadi abusivi”.

IL PROGETTO SUL TEVERE – La Regione intanto ha recentemente stanziato 1 milione e 450mila euro nel biennio 2018-2019 per un maggiore decoro, per un più elevato livello di sicurezza per garantire ai turisti e ai cittadini una migliore fruibilità del fiume. La Giunta regionale ha approvato uno schema di protocollo per la programmazione e la gestione in sinergia con il Campidoglio delle aree demaniali fluviali. È stato definito, infatti, “l’onere della Regione a tenere pulite le aree golenali, mentre al Comune è affidato il loro controllo – ha spiegato Giujusa – Roma Capitale dovrà proporre dei progetti alla Regione che li vaglierà in 30 giorni, dunque si sta facendo un più ampio lavoro di mappatura e di definizione di strategie e competenze per ciò che riguarda tutte le rive del Tevere, da Castel Giubileo alla foce”. Il progetto di adibire le rive del fiume a spiagge, infatti, non avrebbe senso se non avesse seguito, sia a livello temporale, sia spaziale, coinvolgendo con ulteriori attività e iniziative (che si sa, contrastano il degrado e la criminalità tipici degli spazi abbandonati), man mano, tutte le sponde del Tevere. L’estate è ancora lunga, vedremo se i romani e i turisti potranno giovare, prima o poi, di questo ambizioso progetto.

Serena Savelli