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La Valle Galeria è pronta alla lotta contro la discarica a Monte Carnevale

L’indicazione del sito arriva a Capodanno, l’area è a 2 chilometri da Malagrotta. I cittadini pronti alla vertenza, mentre le critiche contro questa decisione arrivano anche dal M5s

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ROMA – Con la fine dell’anno, assieme al concertone, è arrivata l’indicazione della nuova discarica di Roma. Una volta messi da parte i siti in Municipio IX, così come quello della Tragliatella (Municipio XIV), l’attenzione è tornata in Valle Galeria (Municipio XI e XII) nella discarica di inerti di Monte Carnevale, a 2 chilometri in linea d’aria da Malagrotta, un sito ancora da bonificare e che attende interventi dal 2013. Così alle 16,30 circa è una nota congiunta del Campidoglio e della Pisana a smorzare qualsiasi festeggiamento di fine anno: “Roma Capitale indicherà come sito per lo smaltimento dei rifiuti nel territorio del Comune l’area di Monte Carnevale, nel Municipio XI – si legge nella nota – La Regione, vista l’individuazione sul territorio comunale dell’impianto, in concomitanza con l’approvazione del provvedimento capitolino, stralcerà dal Piano Rifiuti in via d’approvazione, come da accordo, l’indicazione del sub-ato per il Comune di Roma Capitale e disporrà tutte le attività necessarie per consentire, come richiesto da Roma Capitale, una serie lavori straordinari  all’impianto Tmb di Rocca Cencia”.

LA MOBILITAZIONE DEI CITTADINI

Così in queste ore, dopo un primo presidio durante la notte di San Silvestro, i cittadini della zona stanno organizzando una grande manifestazione per l’11 gennaio prossimo. È il Comitato Valle Galeria Libera ad aver diramato un commento sulla decisione di Comune e Regione di aprire una ‘discarica galleggiante’ (vista la presenza della falda acquifera) e con il parere contrario del Ministero della Difesa per la vicinanza del sito Interforce (che nel 2012 aveva fatto desistere l’allora Commissario Pecoraro). Inoltre i cittadini hanno sottolineato come l’autorizzazione della Regione Lazio sia arrivata dopo il parere negativo del Comune, che aveva anche presentato Ricorso al Presidente della Repubblica (maggio 2019). Secondo quanto riportato dal Comitato “la barriera geologica naturale del sito di Monte Carnevale è stata compromessa durante lo scavo della cava, come testimoniano le immagini storiche dell’area e le foto scattate negli anni dagli abitanti e attivisti. Per questo un Ente terzo avrebbe dovuto accertare l’assenza di rischi di inquinamento della falda acquifera. Così non è stato – seguitano – Gli studi e tutte le misure riguardanti i possibili impatti negativi della discarica di inerti sulla falda sono stati lasciati al privato”.  La inidoneità di questo sito secondo il Comitato Valle Galeria Libera, va ricercata anche nella vicinanza delle abitazioni, nella presenza dell’area protetta di Macchia Grande e di ben 5 impianti industriali a rischio Seveso: “I primi casali abitati sono ad appena 80 m, il primo nucleo abitato da un centinaio di cittadini è a 150 metri, gli altri nuclei tutti entro i 1500 m, ed interi quartieri di migliaia di persone sono a 2 km dal sito di Monte Carnevale, come Piana del Sole”. Intanto l’appuntamento per manifestare contro questa scelta è stato lanciato per l’11 gennaio: “Questa decisione politicamente ingiusta e tecnicamente sbagliata si ritorcerà comunque contro chi l’ha fatta perché i Cittadini della Valle Galeria sono sempre pronti a dare battaglia in tutte le sedi per contrastare le solite insensate scelte. Su tutte, ma non solo, quella del Comune di Roma che in conferenza dei servizi boccia una discarica di inerti e in fretta e furia allo scadere dell’anno fa una delibera in cui sceglie lo stesso sito da adibire a discarica di rifiuti urbani”.

LE PRIME REPLICHE

Immediate le reazioni degli esponenti politici del Municipio XI, da mesi ormai senza una guida politica ma amministrato dal delegato della Sindaca Raggi, l’ex minisidaco penta-stellato Mario Torelli. “La decisione – afferma in una nota Valerio Garipoli di Fdi – mortifica un territorio già penalizzato per anni dalla discarica di Malagrotta. Chiare le responsabilità sia del Sindaco di Roma che del Governatore del Lazio. Saremo come sempre al fianco dei residenti della Valle Galeria – conclude Garipoli – per contrastare tale scelta scellerata che sancisce di fatto una pessima gestione dei rifiuti di Roma”. Sempre da Fdi, seguitano Marco Palma e Federico Rocca: “La Sindaca Raggi e la sua ciurma di avventurieri passeranno alla storia di questa città e di questo quadrante per aver voluto cancellare definitivamente la parola speranza dal vocabolario dei suoi residenti”. Da Fi, Daniele Calzetta, ricorda come contro nuovi impianti in Valle Galeria si siano giocate le campagne elettorali di tutte le forze politiche, “ed ora il sito sarà di nuovo qui con i danni già vissuti di Malagrotta, e con i numerosi problemi di salute per i cittadini – seguita – ora siamo stanchi e stufi delle prese in giro”. Dopo il no a Falcognana e le difficoltà per gli espropri a Tragliatella, afferma l’esponente leghista, Daniele Catalano, “Monte Carnavale era la soluzione per loro più semplice, senza difficoltà nella mobilità e con la sola necessità di realizzare le vasche di raccolta. Ma non hanno fatto i conti con i cittadini della Valle. Noi saremo con loro e daremo battaglia, perché in una città dove non si riesce ad ottenere una buona percentuale di raccolta differenziata, quella di Monte Carnevale non sarà di certo una discarica temporanea, ma diventerà la nuova Malagrotta”.

Dal Pd il candidato alla presidenza per il Municipio XI, Gianluca Lanzi, ha parlato delle notizie su Tragliatella come di un ‘depistaggio’, “volto a coprire quello che la Raggi ha sempre avuto in mente: far tornare i rifiuti nella Valle Galeria. Già lo scorso anno la Sindaca aveva scelto di utilizzare il sito di Ponte Malnome per la trasferenza dei rifiuti garantendo ai cittadini che il sito sarebbe stato utilizzato per soli 6 mesi, ma è passato oltre un anno da quella scelta e i rifiuti vanno ancora a Ponte Malnome – seguita Lanzi – Realizzare la discarica nella Valle Galeria è una scelta inaccettabile e noi daremo fin da subito battaglia. Abbiamo sempre difeso il nostro territorio e continueremo a farlo”. L’ex minisindaco del Pd, Maurizio Veloccia, parla di promesse mancate e speranze infrante: “Quando fu chiusa nel 2013 la discarica di Malagrotta, avevamo immaginato per questo territorio un futuro di riqualificazione, oggi invece questa scelta ci riporta indietro di sei anni – afferma – Se è logico che Roma individui un sito per smaltire i propri rifiuti, scegliere questo sito è da irresponsabili”. La contingenza con le festività è l’elemento richiamato da Maria Cristina Restivo e da Gianluca Martone di demA Emozione Popolare “Fa specie che certe decisioni, la transferenza lo scorso anno e l’individuazione del sito ieri, arrivino durante i giorni di festa, quando le persone sono impossibilitate di agire. Il tradimento del Movimento 5 Stelle è compiuto, anche loro come tutte le altre forze politiche hanno scelto la valle Galeria come pattumiera di Roma, sono stati attori, come altri, di una farsa dal finale già scritto”.

FUOCO AMICO

Critiche alla scelta non sono mancate nemmeno dalle fila del M5s. Il presidente della commissione parlamentare Ecomafie, Stefano Vignaroli, ha parlato di “una scelta vergognosa nei confronti di un’area già devastata e mai adeguatamente bonificata, visto che alla chiusura di Malagrotta non è seguito alcun intervento di risanamento ambientale, e una presa in giro nei confronti di chi per anni ha lottato tenacemente in difesa di un territorio devastato”. Allo stesso tempo la consigliera comunale Simona Ficcardi (già critica nei confronti delle decisioni prese dal Campidoglio in questo frangente) ha detto di voler “leggere la delibera di giunta prima di ammettere la sconfitta del M5s. Se è vero che è stato spostato lo sguardo su questo territorio quando mano nella mano andammo con Beppe Grillo a vedere il percolato che inquinava la valle, a gridare contro le ingiustizie, le morti e le malattie subite, mi fa vergognare”.

Durissima anche la ricostruzione messa in campo dall’ex Assessore all’Ambiente del Municipio XI, Giacomo Giujusa, impegnato proprio nella vertenza contro la discarica di inerti a Monte Carnevale. L’ex assessore spiega come i privati abbiano acquistato la ex cava per 580mila euro, ottenendo “una autorizzazione dalla Regione Lazio per discarica di inerti acquisendo un rilevante plusvalore. Interverrà ora il Comune di Roma, forte dei 100 milioni messi da parte nel bilancio comunale perchè sottratti alla manutenzione straordinaria dei municipi, attivando un esproprio con lauto indennizzo pubblico a fronte di un’area che si poteva acquisire preventivamente per pubblica utilità – aggiunge Giujusa – I lavori di realizzazione dell’impianto di smaltimento potrebbero essere eseguiti dal privato, che si farà risarcire profumatamente, oppure interverrà Ama, sempre con soldi pubblici, sia per i lavori che per la gestione”. La critica di Giujusa è anche relativa alla decisione del Comune: “Non si capisce poi il perché di tanta sciatta incoerenza da parte del Comune di Roma visto che ha speso risorse pubbliche attivando l’Avvocatura per il ricorso al Presidente della Repubblica contro l’AIA di Monte Carnevale annunciando poi discariche ovunque senza preventiva verifica di fattibilità”.

DAL MUNICIPIO XII

Altra voce critica contro la decisione del Campidoglio è quella della Presidente del Municipio XII, Silvia Crescimanno, il cui territorio è limitrofo al sito indicato: “La scelta – commenta la minisindaca del M5s – arriva assolutamente inaspettata ed inattesa. Avvieremo immediatamente un’interlocuzione con le amministrazioni responsabili per comprendere le motivazioni di questa decisione e per rappresentare le ragioni di un territorio già devastato dalla discarica di Malagrotta e che richiedeva e richiede di essere bonificato e riqualificato e di certo non merita di subire ulteriori disagi”. Sempre dal parlamentino di Monteverde arrivano le critiche della Lega, con il capogruppo, Giovanni Picone, che cerca di dare un senso a questa decisione. Secondo l’esponente leghista sarebbe stato scelto il sito di Monte Carnevale perché la presidente Crescimanno “non avrà alcuna voce in capitolo né sarà in grado di alzare la voce a tutela degli abitanti del Municipio XII e perché il Municipio XI è commissariato e quindi non ci sarà nemmeno un minisindaco a scendere in campo a difesa dei cittadini. Una scelta furba, ma che i territori faranno pagare cara a Sindaco e presidente della Regione Lazio”.

Leonardo Mancini