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L’Ara Pacis sara’ nuovamente ritoccata. L’idea piace a Meier

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In una mattinata, quella del 7 Aprile, al tepore del primo sole primaverile, il sindaco Gianni Alemanno e l’architetto newyorkese Richard Meier hanno fatto un sopralluogo all’Ara Pacis.
Tra flash fotografici e strette di mano, pubblicamente è stata intrapreso il percorso della pacificazione. E le pietre – ma in questo caso verrebbe meglio dire le mura – dello scandalo, saranno abbattute. Almeno in parte.
Non verrà demolita l’intera teca, ma solo una porzione del muretto.
Un risultato soddisfacente, per il quale il sindaco capitolino si era ampiamente speso anche durante la campagna elettorale. “ Più volte ho detto che la scelta di collocare l’opera di Meier in quel contesto era per me una scelta sbagliata” ha dichiarato Alemanno  “e non l’avrei fatta. Ora creiamo un contesto più armonico, più equilibrato e quindi  anche l’aspetto più duro di contrasto di stili si risolve”.
La demolizione d’una porzione di muro, che cela e protegge dal traffico l’Ara Pacis, non sarà l’unico intervento in programma. I lavori da realizzare nella zona prospiciente l’altare simbolo della pace imperiale sono, in  effetti, numerosi.
“L’idea è quella di mettere la bruttura del traffico sotto terra” dichiara compiaciuto Marco Corsini, assessore comunale all’urbanistica, mentre illustra il progetto di riqualificazione dell’Ara Pacis  “ È un’opera di recupero di un’area più vasta. Non esiste una sola questione ma ora si parla di sistema: passeggiata, Teca, piazza e sparizione del  traffico”.
Già, poiché il progetto è ambizioso. E riscontra consensi unanimi.
“Eliminare il muro è stata un’idea superba” ha sorprendentemente dichiarato lo stesso architetto statunitense “ permette di godere della chiesa di San Rocco e dell’Ara Pacis. Avrei voluto presentarlo io un progetto così, ma non sapevo che il traffico poteva essere canalizzato sotto e che l’area si poteva pedonalizzare”.
L’opera di riqualificazione prevede un riassetto urbanistico complessivo.
Si realizzerà un sottopasso che, collegando ponte Cavour a ponte Regina Margherita, inghiottirà magicamente il traffico. Nella zona così recuperata, verrà creata un’area verde pedonale, che congiungerà la passeggiata del lungotevere, sotto gli storici platani settecenteschi, alla Teca. Inoltre verrà costruito un parcheggio interrato di 300 posti e, contestualmente, si procederà alla riqualificazione di Piazza Augusto Imperatore. Per quest’ultimo intervento saranno necessari 17 milioni, mentre sottopasso e posteggio verranno realizzati grazie ad un project financing di 20 milioni di euro.
Soldi che, la precedente amministrazione capitolina, non era riuscita ad ottenere. Accontentandosi di proteggere, con la Teca di Meier, la sola Ara  Pacis, la giunta aveva rinunciato alla realizzazione di un’opera di riqualificazione complessiva. E tuttavia, dai banchi dell’attuale opposizione comunale, si levano strali contro chi, forte dei finanziamenti, si attribuisce la paternità di un’idea non del tutto originale. “Siamo davvero contenti” afferma il consigliere in Campidoglio del Pd Massimiliano Valeriani “che il sindaco abbia deciso di sposare il progetto della giunta Veltroni del sottopasso dell’Ara Pacis. Purtroppo in quel periodo solo la mancanza di fondi non ha permesso all’amministrazione capitolina di portarlo avanti”.
Procedendo conseguentemente, al netto di una conclamata assenza di risorse, all’edificazione di un basamento in marmo di Tivoli che, come ammette l’architetto Meier “era nato solo per dividere l’area dalla strada, come elemento divisorio”.
Ma mentre Veltroni non rilascia dichiarazioni, il suo predecessore, Francesco Rutelli, ironizza.
“A quanto pare, come promesso dal sindaco, Roma cambia. Dopo due anni forse verrà tolto un pezzo di muretto davanti all’Ara Pacis. Un bel viatico per la modernizzazione strategica della Capitale”.
Come dire che, mettere d’accordo proprio tutti, è un’impresa per la quale non si troveranno mai i finanziamenti.

Fabio Grilli