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Liberalizzazione orari dei negozi: e’ polemica

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Mentre la nuova norma entra in vigore, preoccupazioni rimangono per la sorte delle piccole realtà e la quiete notturna.


 

Entrata in vigore lunedì 2 gennaio la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. La norma – prevista dal decreto salva-Italia del governo Monti – affida agli esercenti stessi la decisione di stabilire orari di apertura e chiusura dei negozi. Secondo il testo della norma, “gli esercizi commerciali, comprese le attività di somministrazione di alimenti e bevande, a partire dal lunedì 2 gennaio potranno operare, come prevede la legge, senza limitazioni su orari di apertura e chiusura, chiusura domenicale e festiva, nonché sulla mezza giornata di chiusura infrasettimanale”. Se entusiasmo nei confronti della norma è stato espresso dalle associazioni dei consumatori, un “no” è giunto invece da associazioni di categoria e da tutti coloro che temono per la sopravvivenza dei piccoli esercenti. Differenti sono state le reazioni nelle varie città italiane. Acceso il dibattito a Roma. Nella capitale la liberalizzazione – oltre a destare preoccupazioni per la sorte dei piccoli commercianti – genera timori per la tranquillità dei quartieri che presentano una maggior concentrazione di negozi. Si teme infatti che possano essere minate la quiete e la tranquillità di tutti i cittadini abitanti delle zone più commerciali. Rassicurazioni in tal senso sono giunte da Davide Bordoni (Pdl), Assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale, che, in merito alla questione si è espresso così: “al fine di garantire il rispetto del riposo e della quiete delle persone, nonché tutelare ogni altro diritto costituzionalmente riconosciuto, abbiamo chiesto alla Polizia locale di Roma Capitale di effettuare controlli sul territorio, evidenziando le criticità che eventualmente dovessero emergere in alcune zone. Con lo stesso obiettivo, a gennaio convocherò una riunione con le associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali per discutere insieme le nuove regole e trovare elementi di sintesi”. Intanto il testo della nuova norma è stato diramato al Comando di Polizia Municipale, ai Presidenti e ai Direttori dei Municipi. “Non possiamo dirci né favorevoli, né contrari alla liberalizzazione degli orari in sé” – continua Bordoni. “Siamo tuttavia consapevoli di dover affrontare una trasformazione e vogliamo farlo aprendo il dialogo alle associazioni di categoria e alle rappresentanze sindacali. Roma, d’altronde, è sempre stata la città più aperta di Italia e, nel periodo delle vendite promozionali, dava ai negozi la possibilità di restare aperti anche di domenica. Valuteremo nei prossimi mesi quanto e come la liberalizzazione degli orari potrà essere un’opportunità, o meno, per il mercato capitolino. Molti bar e ristoranti hanno espresso parere positivo alle aperture notturne. Certo è che se la Capitale vive di commercio e turismo, coniugare l’apertura serale dei negozi con attrattive specifiche può esserci di aiuto per rilanciare l’immagine della città”.
Contrario al provvedimento è Franco Martini, segretario generale della Filcams-Cgil, che dichiara: “Con questa decisione si è fatta contenta solo una parte, solo la grande distribuzione, una realtà tra l’altro molto poco italiana”. Il segretario – continuando a riferirsi alla nuova norma – sottolinea come questa non faccia altro che ledere la piccola e la media distribuzione non decretando affatto un incremento dell’occupazione stabile ma aumentando lavoro a termine e precarietà.
Intanto il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, fa sapere di essere in fase di valutazione per decidere se impugnare o meno il provvedimento.
Come annunciato da Bordoni un tavolo di confronto in merito è stato effettivamente aperto il 10 gennaio presso l’assessorato alle Attività Produttive di via dei Cerchi: il confronto ha visto la partecipazione di associazioni di categoria e rappresentanti dei lavoratori. “La riunione è servita – dice Bordoni – per conoscere le posizioni di tutte le parti che saranno coinvolte in maniera diretta o indiretta nell’applicazione della norma. Insieme alla Regione Lazio istituiremo un tavolo di lavoro per accompagnare il processo delle liberalizzazioni e affrontare le problematiche relative al commercio in vista della revisione della Legge 33 che regola il settore”.
Immediate le reazioni del mondo politico, tutte, indistintamente dal colore, a favore di una tutela dei piccoli esercenti: “Il provvedimento adottato dal governo Monti – dichiara Simone Foglio, Capogruppo del Pdl al Municipio Roma XI – apre le porte ad un cambiamento epocale per le abitudini e le consuetudini di orari, sia per negozianti che per acquirenti. Da questo punto di vista guardo con positività alla concertazione tra l’assessorato capitolino al commercio e le associazioni di categoria e dei consumatori. È necessario fare attenzione e operare una distinzione tra le piccole attività e i centri commerciali che di fatto ad un primo sguardo sembrerebbero essere favoriti dalla nuova norma. Bisogna perciò tutelare i diritti dei lavoratori che dovranno sposarsi con una nuova legge che in qualche modo dovrà essere recepita”.
“Sono favorevole alle liberalizzazioni in generale ma – sostiene Massimo Cartella (Idv), Presidente della Commissione Commercio del Municipio XI – in questo caso condivido le preoccupazioni dei piccoli esercenti e delle botteghe artigianali a conduzione familiare. L’aumento del costo del personale può infatti rappresentare un numero superiore al ricavo. Sono preoccupato quindi per la ripercussione della norma sulla vita e la produttività delle piccole realtà. Per quanto riguarda poi la sicurezza sulle strade, credo che l’apertura prolungata dei negozi possa indirettamente garantire un maggior livello di questa ma allo stesso tempo ritengo che questo sia un discorso valido principalmente per le grandi realtà; non vedo infatti gradi migliorie in tal senso su un territorio come quello del Municipio XI”.

Anna Paola Tortora