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Mafia Capitale: dalla Regione al Comune la politica trema

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Iniziano gli interrogatori degli indagati, mentre il M5S chiede lo scioglimento del Comune per Mafia

L’INCHIESTA IN REGIONE – Mentre a Regina Coeli sono iniziati gli interrogatori di garanzia di alcuni degli arrestati di ieri mattina, l’infiltrazione dell’organizzazione che si sta svelando in queste ore potrebbe essere arrivata fino alla Regione Lazio. Gli inquirenti, che ieri hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 37 persone, indagate insieme ad altre 100, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di mezzo”, hanno già effettuato perquisizioni e sequestri negli uffici di via della Pisana. Le indagini, come riporta Omniroma, prenderebbero in esame sia l’attuale che la precedente amministrazione regionale. È il Consigliere Luca Gramazio, Presidente della Commissione Controllo e Garanzia in Regione, a proclamare la sua estraneità ai fatti: “Non faccio parte di un sistema e lo dimostrerò. Carminati? Io incontro un milione di persone. Io sono la persona più dispiaciuta di tutto questo – ha aggiunto – nei confronti della mia famiglia e di tutte le persone che mi sostengono. Sono a disposizione degli inquirenti. Solo pensare che la nomina del presidente della commissione Trasparenza possa esser stata eterodiretta è una stupidaggine. Non faccio parte di un sistema, mi fa piacere parlarne perchè non ho bisogno di scappare. Io vi garantisco che dimostrerò che non faccio parte di nessun sistema”. Intanto sempre dalla Regione sono arrivate le dimissioni di Eugenio Patanè, Consigliere Pd e Presidente della Commissione Cultura: “Resto sereno e fiducioso nel lavoro della magistratura nella certezza che il prosieguo dell’inchiesta proverà la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati”. 

IN CAMPIDOGLIO – Intanto è ferma l’Assemblea Capitolina, dove è saltata anche la conferenza dei capigruppo convocata ieri al termine dei lavori: “I gruppi consiliari – ha spiegato il vicepresidente d’Aula, Franco Marino – hanno chiesto 24 ore per organizzarsi. Forse domani ci vedremo per convocare l’assemblea che dovrà eleggere il nuovo presidente. La seduta potrebbe essere questa settimana o slittare alla prossima subito dopo il ponte dell’Immacolata”. A parlare è il Sindaco Marino, che ancora una volta prende le distanze da quanto sta emergendo dall’inchiesta: “L’ho detto e lo ripeto. Abbiamo sbarrato la porta agli interessi, agli inciuci, ai rapporti poco chiari. Il nostro obiettivo resta uno e uno soltanto: cambiare questa città solo per i romani e le romane”. Seguita Marino: “Mi sono chiesto, ma questi attacchi violenti contro di me, con una destra che urlava dimissioni per una Panda rossa, da dove nascono? Sono un sindaco marziano che non si siede a quei tavoli, anzi nemmeno li conosce. L’unica possibilità per continuare con quel metodo era togliermi di mezzo”.

AZZERARE LE TESSERE – Roberto Morassut, oggi Parlamentare ma già Assessore all’Urbanistica della Giunta Veltroni, afferma che la soluzione rimasta è quella di mettere un punto e ricominciare. “Azzeriamo il tesseramento e gli organismi assembleari, che sono stati eletti a Roma, nelle province e a livello regionale, con il Porcellum interno e con spartizioni ‘a corpo’ grazie a un patto di sindacato tra le tribù interne. Introduciamo, per legge a livello nazionale, un criterio di selezione per concorso per le nomine nelle aziende pubbliche e partecipate e nelle Asl”.

ALEMANNO SI DIMETTE DAGLI ORGANI DI FDI-AN – “Cara Giorgia – Meloni Ndr – ti ringrazio per la solidarietà e la fiducia che tu e altri esponenti di vertice del partito avete espresso pubblicamente nei miei confronti. Queste dichiarazioni – scrive Alemanno nella lettera riportata da Repubblica – si uniscono ai messaggi di tantissimi militanti e semplici cittadini che mi sono stati vicini in un momento così difficile per il mio percorso politico e personale. In questo momento il mio impegno principale non può non essere quello di capire realmente la portata di questa inchiesta e di dimostrare in maniera chiara e puntuale, in tutte le sedi, la mia estraneità agli addebiti che mi vengono mossi. Nello stesso tempo mi rendo conto della necessità di evitare facili strumentalizzazioni che potrebbero usare queste vicende per attaccare l’immagine di FdI-AN, che evidentemente nulla c’entra con tutto ciò. Per questi motivi – annuncia l’ex sindaco di Roma – ti comunico la mia irrevocabile decisione di autosospendermi da tutti gli organi del partito, fino a quando la mia posizione non sarà pienamente e positivamente chiarita”.

SCIOGLIERE IL COMUNE PER MAFIA – Anche quest’oggi il M5S torna all’attacco della ‘Mafia Romana’, con una conferenza stampa alla presenza dei quattro Consiglieri capitolini Marcello De Vito, Daniele Frongia, Virginia Raggi ed Enrico Stefàno, ma anche dei parlamentari Paola Taverna, Luigi Di Maio, Roberta Lombardi, Massimo Barone e Alessandro Di Battista. È proprio quest’ultimo ad annunciare di voler proporre lo scioglimento del Comune di Roma per mafia al Prefetto di Roma: “Se a Roma ci si ammala di cancro, se a Roma si rischia di morire per il dissesto idrogeologico, se a Roma abbiamo la peggiore mobilità di Europa, è per via della corruzione che si nasconde nella gestione criminale”. “In questa indagine sono coinvolti tutti – prosegue De Vito – A partire dai referenti delle cooperative che da anni lavorano con il Comune di Roma, fino ai vertici delle principali società municipalizzate che non sono state utilizzate per fornire i servizi, ma sono state trasformate in orti e bacini di voti”.

Leonardo Mancini