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Mafia Capitale: dopo le accuse arriva la replica di AMA

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Ama: “Gli appalti al vaglio della magistratura sono percentuale minima”

AMA E MAFIA CAPITALE – Dopo la notizia di ieri secondo cui il tribunale del Riesame di Roma aveva parlato di una infiltrazione di Mafia Capitale in tutti gli appalti di Ama, la replica della partecipata non si è fatta attendere. È la stessa Ama, attraverso il suo legale, a far sapere che la percentuale di appalti al momento al vaglio della magistratura è minima

L’ACCUSA – “Il fenomeno corruttivo ha raggiunto la massima espressione inquinando tutte le gare d’appalto”. È questo che hanno scritto i giudici del tribunale del Riesame di Roma nelle 140 pagine di motivazioni con cui è stata anche comunicata la scarcerazione di Giovanni Fiscon, ex direttore generale di Ama, sottoposto a regime di arresti domiciliari. Per il tribunale del Riesame l’Ama, “piuttosto che improntare la propria attività a criteri di imparzialità e buon andamento della Pa, ha intrattenuto con le cooperative di Buzzi rapporti basati sulla corruzione”.

LA REPLICA DI AMA – L’avvocato Alicia Mejia Fritsch, legale di parte offesa nell’inchiesta della Procura di Roma, precisa che “in realtà quelli al vaglio della magistratura requirente sono una parte percentualmente minoritaria di tutti gli acquisti di beni e servizi annualmente aggiudicati da Ama che, allo stato, ammontano a oltre 300milioni di euro all’anno. Pur nella gravità di quanto sta emergendo, alcune semplificazioni giornalistiche possono indurre a far ritenere che Ama SpA sia una società nella quale non vi sono appalti aggiudicati correttamente, mentre la realtà è ben diversa. Si precisa – conclude l’avvocato Alicia Mejia Fritsch – che gli appalti aggiudicati da Ama SpA a cooperative sociali ammontano a circa il 7% del totale e che quelli oggetto di indagini e per i quali è intervenuta la Magistratura, ne sono soltanto una parte”.

LM