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Mafia Capitale: Orfini in Campidoglio

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Orfini: “Ci sono due amministrazioni, quella di Marino e quella di Zingaretti, che stroncavano i tentativi di infiltrazione della malavita”

ORFINI IN CAMPIDOGLIO – Si è svolto oggi l’incontro tra il Sindaco Marino e il commissario del Pd romano, Matteo Orfini, il quale ha ricordato che “Ci sono due amministrazioni, quella di Marino e quella di Zingaretti, che stroncavano i tentativi di infiltrazione della malavita. Condivido il giudizio del sindaco – aggiunge Orfini – la Giunta Marino è protagonista di una battaglia contro la criminalità, così come la Giunta Zingaretti”. Al termine dell’incontro il Commissario Orfini, interrogato sulla possibilità che si arrivi alle dimissioni del primo cittadino, ha parlato di “ipotesi che non esiste e che non è mai esistita. Noi abbiamo il dovere di continuare a governare per sconfiggere la criminalità e far funzionare meglio la città. Questo è quello che ci hanno chiesto i cittadini votandoci ed è quello che faremo e che stiamo facendo”.

NESSUN COINVOLGIMENTO PER NIERI E CATTOI – È ancora Orfini a parlare delle ricostruzioni giornalistiche che vedrebbero coinvolti nell’inchiesta anche il vice sindaco Nieri e l’assessore Cottoi: “C’erano già nella prima ondata dell’inchiesta Mafia Capitale ma da quanto si legge dalle carte e da quello che evidentemente pensa la Procura, che non li ha nemmeno indagati, non sembra ci sia nulla di rilevante né politicamente né penalmente”. Nieri e Cattoi già nelle scorse ore avevano chiarito la loro posizione in merito alle indagini. “Ho cercato di tenere, in questi giorni, un basso profilo relativamente alle molteplici illazioni che sono state fatte intorno al mio nome, per rispetto del ruolo istituzionale che ricopro. Ma quando è troppo è troppo”, ha scritto Nieri. Che poi aggiunge: “È evidente che se il sistema Buzzi prevedeva un do ut des io non sarei mai stato disponibile. E mai lo sarò per nessuno”. “Smentisco categoricamente le notizie riportate oggi da alcuni giornali in merito a eventuali pressioni esercitate da Salvatore Buzzi su di me, o addirittura su nostri ipotetici incontri, al fine di acquisire per la cooperativa 29 giugno quote della società Roma Multiservizi – ha detto Cattoi – Non solo non ho mai incontrato né sentito in alcun modo Buzzi, ma prima dell’inchiesta su mafia capitale neanche sapevo chi fosse”.

IL DIBATTITO IN REGIONE – Intanto anche in Regione si parla di Mafia Capitale, e lo si fa con una seduta del Consiglio Regionale dedicata proprio all’inchiesta. “Credo che la forza criminale di questo sistema abbia trovato nelle scelte che abbiamo compiuto insieme sicuramente un argine – ha detto in aula il Governatore Zingaretti – Probabilmente non sufficiente. Perché è chiaro che se non fosse esplosa l’inchiesta, alcuni disegni criminali sarebbero potuti andare a segno anche qui da noi. Proprio per questo – ha aggiunto – non ci sottraiamo alla richiesta ad una maggiore assunzione di responsabilità nella ricerca di ulteriori strumenti che rendano ancora più efficace la prevenzione e il contrasto alle mafie e alla corruzione”. Sempre in questa sede Zingaretti ha confermato che la Regione Lazio si costituirà parte civile all’interno dei procedimenti giudiziari inerenti a Mafia Capitale, rispondendo al contempo alle richieste di dimissioni avanzate dall’opposizione in Regione: “Nessun membro dell’attuale giunta regionale risulta coinvolto”. A chiedere le dimissioni del Governatore Zingaretti è il capogruppo di FI in Regione, Antonello Aurigemma, il quale ripercorre altre dimissioni celebri degli ultimi anni: “Ritengo che, se per motivi di opportunità l’ex Governatrice Polverini ha effettuato un passo indietro per lo scandalo “rimborsopoli”, pur non essendo indagata; se per altrettanti motivi di opportunità, nei mesi scorsi il segretario del Pd nonché presidente del Governo Renzi ha spinto Maurizio Lupi alle dimissioni da Ministro dei Trasporti, anche lui tra l’altro non indagato, credo che allo stesso modo il Premier dovrebbe chiedere a gran voce le dimissioni dell’attuale presidente Zingaretti e del sindaco di Roma Marino, seppur entrambi non indagati – ha detto Aurigemma – Nel rispetto delle indagini della magistratura, che saprà far luce su quanto emerso, bisogna ridare credibilità alle istituzioni di fronte ai cittadini, e quindi per fugare ogni dubbio è necessario fare un passo indietro. Si torni al voto”

LE INIZIATIVE – Oggi alle 17.30 in piazza Santi Apostoli è prevista la fiaccolata contro le mafie organizzata da Cgil, Cisl e Uil, alla quale parteciperà anche Sel. Mentre, giovedì 11 giugno, alle 18 gli attivisti della campagna “De-liberiamo Roma” hanno convocato in piazza del Campidoglio la “prima seduta del Consiglio Popolare di Roma Capitale”. Con la ‘convocazione’ è arrivato l’invito ai consiglieri comunali, ai quali è stato chiesto di partecipare e dimettersi.

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