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Mancato pagamento della mensa: così il nome della bambina finisce sull’Albo Pretorio

I dati di una bambina di 9 anni sull'Albo Pretorio per morosità, scontro tra Campidoglio e Municipio VIII

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LA VICENDA – Il caso ha coinvolto il Municipio VIII, un campanello d’allarme mediatico nella settimana della vicenda della mensa scolastica di Lodi, ma che con quella storia non ha in comune proprio nulla. Qui si parla di una bambina che frequenta una scuola nel Municipio VIII e di suo padre, nato in Africa e domiciliato (come tanti purtroppo) in via Modesta Valenti (la strada dei senza casa). In Italia da molti anni l’uomo è rimasto indietro con il pagamento delle rette per la mensa scolastica della figlia, così il nome di entrambi è finito sull’Albo Pretorio di Roma Capitale, come una qualsiasi notifica di morosità, ma in evidente violazione della privacy della minore.

LA DENUNCIA DEL CAMPIDOGLIO – Sulla vicenda riportata in prima battuta dal Messaggero, è intervenuta la Sindaca Raggi denunciando questa iniziativa del Municipio VIII: “Abbiamo avviato gli accertamenti finalizzati a individuare precise responsabilità – scrive la Sindaca – Condanniamo con fermezza ogni azione che possa, in qualche modo, ledere i diritti di minorenni o generare qualsiasi forma di discriminazione. Voglio essere molto chiara – ha poi concluso Virginia Raggi – le analogie con altre Amministrazioni costruite da alcuni organi di informazione sono del tutto fuori luogo. La decisione del Municipio VIII di pubblicare l’atto è inqualificabile e inaccettabile. La nostra azione politica si basa sul contrasto a ogni forma di razzismo e discriminazione. Allo stesso tempo la privacy dei minorenni deve essere sempre garantita”.

LA REPLICA DAL MUNICIPIO VIII – Che non si sia salvaguardata la privacy della bambina è chiaro, ma l’errore sembra comunque sia stato indotto dalla normativa in vigore. È infatti il minisindaco Ciaccheri a rispondere alle accuse provenienti dal Campidoglio: “Virginia Raggi ha tentato di scaricare sul Municipio la responsabilità di tali violazioni della privacy. In realtà, la pubblicazione all’albo pretorio dei dati l’ha stabilità una deliberazione della Giunta Raggi, n. 31 del 2017, che al punto 6 afferma: ogni notificazione nei confronti dei residenti senza dimora sarà sostituita dalla pubblicazione presso l’albo pretorio di Roma Capitale – seguita Ciaccheri – Chi non ha casa in questa città, secondo le idee della Sindaca e della sua maggioranza, va messo alla pubblica gogna, il tutto in un cortocircuito dei sistemi digitali ed automatizzati che seguono procedure standardizzate a livello centrale e disumanizzate”.

L’INCONTRO – Il Municipio è intervenuto immediatamente per chiedere la rimozione dei dati sensibili dall’Albo Pretorio, con il Presidente Ciaccheri che ha anche voluto incontrare il padre della bambina, “per attivare tutte i percorsi necessari al sostegno socio-economico della loro famiglia – conclude il minisindaco – Fortunatamente questo grave episodio, che fa i conti con procedure volute prima del mio insediamento, è per noi l’occasione per denunciare l’urgenza di porre fine a pratiche discriminatorie”.

Leonardo Mancini