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Manifestazione a Roma, tra scontri e grida di ribellione

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Oggi è stata la giornata della Mobilitazione Europea Eurostrike, una protesta globale contro l’austerità dei governi europei. A Roma non sono mancati scontri e cariche, in una delle giornate più “calde” per la Capitale.


Una grande manifestazione che ha coinvolto Spagna, Portogallo, Grecia e Italia, dove i sindacati di 23 stati hanno aderito dando vita alla prima rimostranza della Ces, ovvero la Confederazione europea dei sindacati. In Italia la manifestazione ha coinvolto 100 città, in cui allo sciopero della Cgil si è aggiunto quello di Cobas, Cub per la scuola e vari cortei di studenti e dei centri sociali.
Non sono mancate le tensioni, anche nella Capitale. A Roma, infatti, si sono succeduti lanci di pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine, per poi sfociare in scontri tra queste ultime e il corteo degli studenti sul Lungotevere. I manifestanti hanno subito cariche e lanci di lacrimogeni. Sono stati divelti alcuni cassonetti, utilizzati dagli stessi contro la polizia.

Secondo il racconto dell’Ansa non si è fatta attendere la reazione delle forze dell’ordine, che “sono avanzate con alcuni blindati mentre i manifestanti arretravano verso la Sinagoga. I manifestanti sono stati contenuti dalle forze dell’ordine anche con i lacrimogeni, che però sono stati rilanciati assieme a numerose bombe carta. Per disperdere il corteo degli studenti sono state usate anche delle jeep blindate che hanno tentato di aprire la testa del corteo e disperdere così i manifestanti. Nel corteo erano presenti molte studentesse minorenni, le più spaventate. Molte piangono. Ed è stata vera e propria guerriglia tra le auto. I manifestanti hanno cercato di ritirarsi tra le strade circostanti e lanciato di tutto: pali segnaletici, bombe carta e bottiglie. Molti gli automobilisti spaventati.
Fischi e contestazioni da parte dello spezzone del corteo degli studenti universitari al passaggio davanti alla Sinagoga di Roma. Il Tempio Maggiore era presidiato da alcuni agenti delle forze dell’ordine. Le contestazioni, accompagnate da inequivocabili gesti, sono partite dalla testa dello spezzone partito dall’Università La Sapienza. Gli studenti sfilavano dietro lo striscione: “Siamo l’Europa ribelle. Non vi dobbiamo niente”. L’intenzione dei manifestanti era confluire a piazza della Repubblica nel corteo dei Cobas, ma hanno affermato anche di essere intenzionati a raggiungere Montecitorio. “Siamo in 50.000”, hanno detto gli studenti.
Sempre a Roma, tensione tra forze dell’ordine e militanti di Blocco studentesco: i manifestanti volevano forzare un cordone di sicurezza a via Ripetta per arrivare a Palazzo Chigi. Dopo un lancio di sassi contro le forze dell’ordine c’è stata una carica di alleggerimento. I manifestanti di Blocco studentesco erano circa un centinaio e si erano radunati a Piazza del Popolo all’altezza di vai di Ripetta per tentare di raggiungere Palazzo Chigi. Ma hanno trovato un cordone delle forze dell’ordine a sbarrargli il passo. I manifestanti hanno risposto con un lancio di oggetti e sassi. Poi la carica di alleggerimento per disperderli. Tre uomini delle forze dell’ordine sono rimasti feriti”.

Una giornata calda per la Capitale, tra l’imponente manifestazione e la piena impetuosa del Tevere. Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, non ha tardato a far sentire la sua voce: ”Mi chiedo cosa altro deve accadere per indurre il Governo e le autorità di pubblica sicurezza a dare una vera regolamentazione alle manifestazioni nella capitale d’Italia. Non si puo’ continuare su questa strada che rischia di travolgere la vita della nostra città. ‘Esprimo solidarietà – ha continuato il Sindaco – alla comunità ebraica di Roma offesa dai partecipanti a una manifestazione di questa mattina. Solidarietà anche agli agenti di pubblica sicurezza, che ancora una volta hanno dovuto fronteggiare violenze e disordini provocati da chi voleva far degenerare la situazione. Solidarietà, infine, ai cittadini che hanno avuto problemi più o meno gravi per il blocco del traffico e i danneggiamenti alle auto’. ‘Episodi di questo genere – ha concluso Alemanno – sono il frutto di una situazione ormai fuori controllo per il proliferare di cortei autorizzati e non autorizzati – conclude Alemanno – che anche con poche migliaia di partecipanti paralizzano la città. Le Forze dell’ordine sono state costrette, per la prima volta dopo tanti anni, a far passare manifestanti estremis”.

Serena Savelli