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Marconi: all’ex Città del Gusto arrivano i sigilli

Proseguono le indagini sul presunto condono illecito e ci si interroga sul futuro

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Tratto da Urlo n.163 Dicembre 2018

MARCONI – Di recente sono stati apposti i sigilli sul cantiere dell’ex Città del Gusto. Da qualche settimana, infatti, è stata avviata un’indagine per stabilire se il condono alla base della costruzione del complesso fosse lecito o meno e, di conseguenza, se la realizzazione del Piano Casa, in programma proprio su quest’area, poggerebbe le sue fondamenta su una procedura regolare fin dal principio. Nel 2017, intanto, era stato avviato un altro procedimento, in quel caso non penale ma amministrativo, che vedeva la società costruttrice chiedere un risarcimento a Roma Capitale per aver bloccato il cantiere. Il Comune voleva fare degli accertamenti sui permessi alla base dell’intervento, ma il Tar ha dato ragione al costruttore, condannando il Campidoglio a un risarcimento di circa 4 milioni di euro. Ora le preoccupazioni di istituzioni e cittadini sono orientate sugli esiti della vicenda giudiziaria, e sulle conseguenze che potrebbero profilarsi per il quadrante. Lo scheletro della Città del Gusto diventerà un nuovo monumento all’abbandono? E i servizi di cui il quartiere è stato privato (la Asl in primis) verranno mai ripristinati?

SITUAZIONE IN DIVENIRE – “Le indagini sono ancora in corso – ha dichiarato Luca Mellina, Assessore all’Urbanistica del Municipio XI – Il Gip ha disposto il sequestro del cantiere e indagato tre dirigenti del gruppo Salini (il costruttore, ndr) e due dirigenti del Campidoglio. La nostra Amministrazione municipale è assolutamente schierata con la magistratura, nella quale nutre piena fiducia e attende che le indagini facciano il proprio corso, nel pieno rispetto della legalità”. Il problema, ora, è lo scheletro della Città del Gusto, che desta preoccupazione. “Esiste il concreto timore, dato dall’esperienza in casi analoghi, che nell’eventualità in cui dovessero essere accertate le responsabilità penali, il ‘relitto’ esistente del fabbricato attuale possa deturpare ancora per lungo tempo il tessuto urbano del quartiere Marconi – ha continuato Mellina – Su tale inaccettabile evenienza il nostro Municipio, compatibilmente con le esigenze giudiziarie e con la scarsa disponibilità di azione data da un decentramento amministrativo ancora largamente inattuato, intende dare battaglia con ogni mezzo consentito, anche e soprattutto con l’aiuto di cittadini e comitati”. Se le residenze non verranno più costruite, Mellina conferma che il Municipio “si batterà comunque per il recupero urbano dell’area, proponendo la realizzazione di spazi a verde o anche dei servizi tanto necessari in una zona di tale densità edilizia”. E per quanto riguarda la questioni dei risarcimenti, secondo Mellina, oltre a quella già in piedi del procedimento amministrativo succitato, che vede il Comune dover risarcire il costruttore come dettato dal Tar, qualora l’ipotesi dell’illecito del condono fosse confermata, anche Roma Capitale potrebbe richiedere i danni al costruttore: “A parte il fatto che, se come sembra si andrà a processo, il Municipio chiederà all’avvocatura di costituirsi parte civile, occorre anche tenere presente che esiste una convenzione tra il Comune e il costruttore che prevede, quali oneri concessori, alcuni benefici per la comunità, come ad esempio il mercato di via Cardano. Come qualsiasi contratto, se uno dei contraenti dovesse venire meno agli accordi presi, sarebbe tenuto al ristoro del danno”.

ENNESIMO SMACCO PER IL QUARTIERE – Quindi cosa succederà sull’area, al momento in cui scriviamo, ancora non è dato sapere. Dovremo attendere, come già detto, l’esito delle indagini. Ma già si possono ipotizzare degli scenari non troppo rosei per il quadrante, proprio per ciò che riguarda il mercato di via Cardano, appunto, opera molto attesa dalla cittadinanza, che dipende(va) dagli oneri concessori del Piano Casa. Se anche questa miglioria al quartiere fosse cancellata, dopo così tanti annunci, per i residenti della zona sarebbe l’ennesimo brutto colpo da incassare. “Se l’azione del Gip dovesse essere confermata dalle indagini, sarà necessario avviare un risarcimento nei confronti dei residenti e dei commercianti della zona, che hanno indubbiamente subito un danno dall’abbattimento del cinema, del poliambulatorio e della Città del Gusto – ha dichiarato Marco Palma, Vicepresidente del Consiglio del Municipio XI (Fdi) – I residenti di via Enrico Fermi, negli ultimi 15 anni, hanno combattuto una vera e propria aggressione sistematica del territorio di carattere meramente speculativo. Ma hanno avuto il merito di resistere”. In merito al risarcimento, secondo Palma questo verrà “chiesto a tutti i soggetti intervenuti e che hanno comportato la venuta meno di servizi fondamentali o importanti per il recupero culturale ed economico del quartiere”. Ma anche qui ci sarà da attendere i nuovi sviluppi della vicenda, oltre che l’organizzazione di una vera e propria “class action” a supporto dell’iniziativa.
“Rispetto a quanto disposto dalla magistratura, ovviamente siamo in attesa degli esiti delle indagini – Maurizio Veloccia, Consigliere Pd al Municipio XI – Ciò che sconvolge è immaginare che possa essere stato costruito un cinema, un supermercato e la stessa Città del Gusto sulla base di una falsa attestazione, e che tutto questo sia passato inosservato agli organi competenti per 20 anni. Inoltre preoccupa lo stato del quartiere. Marconi non può convivere per i prossimi anni con uno scheletro di cemento armato abbandonato. Mi auguro che la magistratura e Roma Capitale si sbrighino a fare chiarezza per eliminare il crescente degrado che rischia di colpire il quartiere”. Continueremo a seguire la vicenda, in attesa di nuovi sviluppi che possano rendere più chiaro il panorama che si profila per il quartiere Marconi.

Serena Savelli





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