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Maxiconcorso Comune di Roma: si fara’?

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Novità sul maxiconcorso al Comune di Roma, che avrà inizio il 21 febbraio al Palalottomatica. Il Campidoglio rassicura gli oltre 300.000 candidati, ma dall’opposizione è polemica.


 

A quanto pare ci sono nuovi ostacoli sulla strada delle selezioni per i 1.995 posti al Comune di Roma. Il Consiglio di Stato, infatti, ha deciso che deciderà il Tar sull’assegnazione della gestione delle selezioni alla Praxi, dopo il ricorso effettuato da altre due società, la Selexi e la Cnipec. Anche se dal Campidoglio sono arrivate le rassicurazioni dell’Assessore alle Risorse umane Enrico Cavallari, che ha dichiarato che le date fissate non subiranno un rinvio, c’è molta perplessità sia negli oltre 300.000 candidati che dovrebbero avere la prima prova il 21 febbraio al Palalottomatica, sia nell’opposizione politica, che accampa numerosi dubbi in merito.

“Rinnovo a tutti i candidati l’invito a continuare a studiare per tutte le procedure concorsuali, a partire da quelle che si terranno il 21 febbraio prossimo – ha dichiarato Cavallari, in quanto la sentenza – non modifica il programma di procedimento concorsuale. Il Consiglio di Stato ha ritenuto, giustamente, che l’appello di chi non si è aggiudicato l’appalto possa essere accolto ‘ai meri fini della sollecita fissazione del merito davanti al primo giudice’. È importante infatti, ai fini dell’interesse pubblico, che le istanze presentate dalle aziende non vincitrici del bando di gara vengano chiarite”. Ma, a quanto pare, la decisione del Tar non interesserà il procedimento concorsuale, ma solo l’assegnazione della gara per l’organizzazione delle preselezioni.

Cavallari ha anche dato delle dritte sulla preparazione all’esame: “I candidati potranno scaricare l’applicazione per tablet e smartphone con tutte le notizie utili per ogni singola procedura concorsuale” e, inoltre, circa 20 giorni prima della data di selezione si potranno trovare online dei quiz utili alla preparazione all’esame.

Con il maxiconcorso, conclude Cavallari, si dà il via “all’ultima, importante, fase di rinnovamento delle risorse umane capitoline”: negli ultimi anni “sono stati stabilizzati tutti i dipendenti precari ed è stato riqualificato il personale interno: in totale sono state coinvolte 8.549 unità, circa un terzo della pianta organica, tra nuove assunzioni, stabilizzazioni, progressioni verticali e riqualificazioni”.


Polemiche arrivano dal Presidente del Municipio XI, Andrea Catarci, che in un comunicato stampa afferma di non essere granché d’accordo con le affermazioni di Cavallari, soprattutto per quel che riguarda le sue rassicurazioni sul maxiconcorso. “La Giunta Alemanno prosegue nella sua gestione pasticciata delle politiche del personale. Mentre porta avanti senza alcun ritegno la campagna propagandistica legata al maxiconcorso, ben sapendo che tutta la procedura è a forte rischio, dopo la decisione del Consiglio di Stato e con le regole attuali che impediscono alle Amministrazioni locali di assumere nuovo personale fino a tutto il 2012, si dimentica anche delle centinaia di persone impiegate a tempo determinato. L’Assessorato capitolino – ha continuato Catarci – alle Risorse umane ha fornito alle organizzazioni sindacali l’elenco di chi avrà diritto al voto per le prossime elezioni RSU del 5, 6 e 7 marzo. Con grande sorpresa non sono stati inseriti tutti i precari storici dell’Ente. Sono gli Assistenti sociali, gli Istruttori amministrativi, i Tecnici e le Insegnanti di asilo nido e scuola dell’infanzia, che contribuiscono in modo determinante al funzionamento dei servizi fondamentali per la cittadinanza. L’Assessore Cavallari continua a dichiarare che tutti i precari sono stati stabilizzati. E le 800 insegnanti precarie? E i 200 precari utilizzati negli uffici da 5 anni? Che cosa sono? Anche l’Assemblea capitolina si è pronunciata per non discriminare il personale precario, ma Alemanno e la sua Giunta più che a stabilizzare il personale a termine sembrano interessati a creare nuove sacche di lavoratrici e lavoratori precari, come dimostra il recente ricorso a 200 lavoratori interinali”.
Intanto, per i candidati al maxiconcorso, speranzosi di poter migliorare il loro futuro nell’Amministrazione pubblica, che dà una parvenza di stabilità, il sogno di un contratto a tempo indeterminato, nel marasma del precariato nostrano, rimane solo da aspettare. Come hanno fatto negli ultimi due anni, del resto, a causa di continui rinvii e incidenti di percorso. Ma la speranza, d’altronde, è l’ultima a morire, e speriamo non ce ne sia bisogno.

Serena Savelli