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Mobilità: strisce blu a tariffe più salate e trasporto pubblico carente

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Lievita il costo dei parcheggi a strisce blu. Obiettivo del comune: scoraggiare l’uso delle automobili. Ma ancora il trasporto pubblico registra troppe inefficienze

NUOVE REGOLE – Novità per gli automobilisti della capitale: aumenta la tariffa oraria dei parcheggi a strisce blu, il cui costo passa da 1euro a 1euro e 50. Il provvedimento, oggetto della delibera 48 presentata in Campidoglio a fine luglio, è ormai entrato in fase attuativa: già dallo scorso 21 agosto, infatti, in diverse strade del centro sono comparsi i primi cartelli che indicano la nuova cifra, anche se ci vorrà ancora qualche tempo per l’adeguamento della segnaletica in tutte le aree della città.

CANCELLATE LE TARIFFE FORFETTARIE PER LA LUNGA SOSTA – All’aumento del ticket orario si accompagna pure l’eliminazione delle agevolazioni per la sosta a lungo termine: se prima otto ore di parcometro venivano a costare 4 euro, adesso la spesa sale a 12 euro. Cancellato anche l’abbonamento mensile, precedentemente introdotto per andare incontro alle esigenze di chi usa abitualmente la macchina: lavoratori in primis – che non sempre possono contare su un’area parcheggio messa a disposizione dal datore di lavoro – ma anche un discreto numero di turisti in visita a Roma. Nessun trattamento forfettario, insomma. Si paga a prezzo pieno.

I COSTI PER I CITTADINI – Il che, conti alla mano, significa che i cittadini che debbano raggiungere l’ufficio con la macchina – facendo una stima su una giornata lavorativa tipo di otto ore per una media di cinque giorni a settimana – arriveranno a spendere ogni mese 240 euro. Una stangata per i romani. E forse non è un caso che le nuove regole siano state introdotte nella settimana di ferragosto, in una Roma ancora svuotata dalle partenze estive, quasi a voler far passare in sordina una decisione che certamente è destinata a suscitare malumori. Qualche mal di pancia comincia già a registrarsi tra quelli che sono rientrati: “Così un quinto del mio stipendio se ne andrà per il parcheggio – dice Lidia, impiegata in un negozio in zona Testaccio – “tante attività già faticano a tenere il passo con i grandi centri commerciali, in questo modo si scoraggiano i potenziali clienti. Peraltro in questo quartiere, come in altri, dove il pagamento è previsto fino a tarda notte visto che si tratta di centri di vita mondana, l’aumento non sarà una buona notizia né per i gestori dei locali né per i frequentatori, in gran parte studenti”.

L’OBIETTIVO – L’idea con cui i nuovi criteri sono stati introdotti, come dichiarato dal sindaco Marino, è di disincentivare l’utilizzo della macchina e al contrario favorire il ricorso ai mezzi pubblici. Prospettiva apprezzabile, oltre che auspicabile. Eppure risulta difficile non porsi la più banale delle domande: prima di promuovere un aumento delle tariffe per i parcheggi, non era forse il caso di potenziare il trasporto pubblico?

È NECESSARIO POTENZIARE IL TRASPORTO PUBBLICO – Ma per non restare intrappolati nell’atteggiamento tutto italiano di resistenza a qualsiasi elemento di novità, si deve riconoscere che il provvedimento potrebbe anche dare gli esiti positivi sperati. Tuttavia questo sarà traducibile in realtà solamente se le entrate che deriveranno al comune dalle nuove tariffe verranno reinvestite per migliorare la rete dei trasporti: più mezzi in circolazione, più corse, riduzione dei tempi di attesa e collegamenti in tutte in quelle aree di Roma – troppe – ancora poco e malamente servite. In caso contrario, sarà difficile convincere i cittadini che non si tratti dell’ennesimo stratagemma dell’amministrazione per far cassa, senza che a questo corrisponda un’adeguata offerta di servizi.

Valeria Torre