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Monte Stallonara: sigilli a tre palazzine e otto indagati

Prezzi delle case gonfiati: la Magistratura indaga su una truffa da 14milioni di euro

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MONTE STALLONARA – Sul PdZ Monte Stallonara si muove la Magistratura. Il 16 gennaio sono stati apposti i sigilli a tre palazzine del Piano di Zona; sono stati inoltre eseguiti i sequestri di “37 conti correnti, 17 quote azionarie e 53 proprietà immobiliari nel Lazio e in Toscana, appartenenti a 6 persone(4 uomini e 2 donne di nazionalità italiana) componenti i Consigli di Amministrazione di quattro cooperative romane e diverse società, tutti indagati per truffa nei confronti della Regione Lazio, del Comune di Roma e di circa 76 persone, con il concorso di un Dirigente e un Funzionario di Roma Capitale, indagati per abuso d’ufficio”. La truffa ammonterebbe a oltre 14 milioni di euro. È quanto si legge in una nota della Procura.

I PRESUNTI ILLECITI – Le case, costruite in edilizia residenziale agevolata (con fondi regionali su un terreno di proprietà del Comune), secondo l’accusa sarebbero state vendute a costi gonfiati (in virtù di migliorie mai apportate), dai quali non sarebbe stato detratto il contributo pubblico. Coinvolti nelle indagini anche un Dirigente e un Funzionario del Comune che, secondo quanto si legge, non avrebbero vigilato sui prezzi di cessione. Altro aspetto al vaglio sarebbe la costituzione di una quarta cooperativa, nella quale le tre coop indagate avrebbero fatto confluire i loro stessi soci e alla quale avrebbero venduto gli appartamenti a prezzi più alti.

L’EDILIZIA AGEVOLATA – Abbiamo parlato con l’Avvocato Vincenzo Perticaro, che da tempo segue il PdZ. Tutto parte dall’iter seguito dalle cooperative per stabilire i prezzi di cessione: “Il costruttore deve dichiarare il costo di costruzione iniziale e finale; quest’ultimo può essere aumentato solo da una serie di voci obbligatorie previste nelle convenzioni che però devono essere sempre documentate, come migliorie apportate al palazzo o all’appartamento. Le cooperative, nel rispetto della procedura prevista, devono consegnare al Comune una serie di documenti, richiesti dalla legge, tra i quali i piani finanziari, con i quali si verificano i costi al metro quadrato (che devono rientrare nei parametri stabiliti per l’edilizia agevolata). Tali costi servono come coefficienti per stabilire i canoni di locazione e il prezzo massimo di vendita di tali immobili”. È su questo meccanismo che la Procura avrebbe ravvisato un illecito nella gestione delle cooperative. “Sui Piani di Zona in edilizia agevolata infatti – ci dice l’Avvocato – non può esistere un fenomeno di speculazione immobiliare, anzi, tale edilizia serve per tutelare fasce protette e soggetti meno abbienti”, il che significa che non si possono costruire appartamenti con contributi pubblici e poi rivenderli a prezzi più alti di quelli stabiliti dalla legge. “Nel caso di Monte Stallonara – continua Perticaro – le cooperative, da quello che contesta la Procura nel sequestro, hanno dichiarato agli uffici preposti alla vigilanza (Regione e Comune) un prezzo non conforme alla normativa prevista per tale edilizia. Perché c’è questa discrepanza? È questo che la Magistratura sta accertando”.

Il COMUNE – “I cittadini in questi anni hanno tenuto alta l’attenzione sulla questione, tutto il merito va a loro”, ha detto Paolo Berdini, Assessore capitolino all’Urbanistica. “La mancanza di controllo da parte dell’Amministrazione è una cosa gravissima”, continua Berdini: “È pronta una relazione che consegnerò alla Sindaca e all’Autorità giudiziaria su tutti i PdZ e sulla mutazione dei prezzi massimi di cessione, per poter valutare lo scostamento tra quelli previsti dalla normativa e quelli applicati. È stata sporcata una legge importante. Ciò che è successo è intollerabile: andremo fino in fondo senza fare sconti a nessuno”.

GLI ESPOSTI – Le indagini sono partite in seguito a varie denunce. Nel 2014 il Consigliere regionale Fabrizio Santori (Fdi) ha presentato un esposto sul mancato completamento delle opere di urbanizzazione: “Sono soddisfatto per l’esito delle indagini”. Santori ha ricordato il suo impegno nel sostenere la battaglia dei cittadini ai quali ora, dice, “viene resa giustizia”. A Roma, ricorda, ci sono altre situazioni sotto indagine ed è necessario che Comune e Regione si impegnino per vigilare, a tutela dei romani “e di un territorio su cui si è speculato in maniera ignobile in passato solo per fare profitto, a volte truffando i cittadini come a Monte Stallonara”. Ruolo di rilievo hanno giocato anche le denunce della deputata Roberta Lombardi (M5S): “Mi sono recata presso gli uffici comunali preposti alla vigilanza sui PdZ e ho scoperto che l’attività di controllo non veniva effettuata. L’omissione riguarda sia prezzi di cessione ma anche il mancato completamento delle opere di urbanizzazione e l’apporto delle migliorie”, che andavano a incidere sul prezzo di cessione. “Nessuno ha verificato che queste fossero realmente presenti”, conclude la Lombardi. Determinante è stata anche l’azione dell’Associazione degli Inquilini Asia Usb. Abbiamo parlato con il Coordinatore Nazionale Angelo Fascetti: “Stiamo denunciando la questione dei Piani di Zona dal 2012”. A Monte Stallonara, conclude, il mancato completamento delle opere di urbanizzazione rende il tutto “ancora più grave”.

I CITTADINI – I cittadini del quadrante si sono detti soddisfatti per i risvolti delle indagini. Abbiamo parlato con Monica Polidori, Presidente del Comitato di Quartiere, che ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: “Ho fiducia nell’operato della Magistratura. Spero che venga fatta chiarezza su ogni aspetto e che tutti i cittadini truffati siano finalmente tutelati. La legge esiste e va applicata. Ci auguriamo che questo sia da input anche per tutti gli altri PdZ di Roma”.

Anna Paola Tortora

Tratto da Urlo n.143 febbraio 2017

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