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Nessun partecipante alla gara di Ama

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malagrotta

Nessuno partecipa alla gara per l’esportazione di rifiuti, mentre si profila una nuova proroga per Malagrotta. C’erano due tedesche, due francesi e una spagnola. Spesso così iniziano le barzellette ma, questa volta, c’è veramente poco da ridere. Queste sono le nazionalità delle cinque società invitate da Ama a presentare una proposta per il trasporto dei rifiuti all’estero. Da loro sarebbero dovute arrivare delle offerte entro il 18 dicembre scorso, ma nessuna società ha risposto all’appello. Questa gara su invito, tenendo conto delle maggiori società del settore, era stata indetta per supplire alla lunghezza del procedimento di gara europea, che vedrà la luce solamente nella primavera del 2013. Si parla dell’invio all’estero di circa 1200 tonnellate di rifiuti non trattati al giorno che, in ottemperanza alle normative europee, non possono essere smaltiti semplicemente in discarica. con i tempi stretti e con la crisi del sistema rifiuti sempre alle calcagna, si sperava di poter intanto tappare la falla che rischia di far affondare la Capitale in un mare di ‘monnezza’. Nonostante la situazione sia critica, è la stessa Ama che cerca di rassicurare, spiegando che sarebbero state individuate altre due azioni alternative per evitare la crisi: la massima spinta sulla differenziata e la massima efficienza degli impianti di trattamento meccanico biologico. Umberto Marroni, capogruppo in Campidoglio, in merito alla nota diffusa da Ama ha dichiarato: “Questo dimostra il caos che regna sulla questione da parte della Giunta Alemanno che segna oggi l’ennesima figuraccia su una scelta peraltro completamente sbagliata. Sono passati quattro anni e mezzo – seguita Marroni – Roma è ormai in emergenza tanto che il governo ha istituito la figura del supercommissario e l’amministrazione di destra è ancora agli annunci. Alemanno ha palesemente fallito”. Ma purtroppo a questo punto sembra inevitabile l’ennesima proroga della discarica di Malagrotta, che aggiunge un nuovo capitolo alla sua troppo lunga storia. Inoltre non sarà possibile evitare nemmeno una nuova procedura d’infrazione da parte della Comunità Europea, che da tempo osserva con preoccupazione le vicende dei rifiuti della Capitale. “Alemanno insistentemente propone la realizzazione di un impianto di trito vagliatura per bloccare la procedura di infrazione – spiega Massimiliano Iervolino, Membro del comitato nazionale di Radicali Italiani – facendo finta di non sapere che tale metodo di trattamento non è riconosciuto dalla Commissione europea. In questi giorni, inoltre, si continua a ragionare come se i quattro impianti di Tmb di Roma funzionassero a pieno regime, mentre tutti sanno che così non è, infatti quelli dislocati a Malagrotta lavorano molto al di sotto delle potenzialità massime. Per conferma basterebbe mandare i Noe. Ma dubito che Alemanno o Sottile lo faranno”.

In questa vicenda non sembra ancora profilarsi una soluzione. Il 31 dicembre è alle porte e, come spesso negli ultimi due anni, ci troviamo a scrivere che sembra inevitabile una nuova proroga per Malagrotta.



Leonardo Mancini