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Nuova iniziativa del “Coordinamento Cittadino di lotta per la casa”

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Resistere agli sfratti per affermare il diritto all’abitare per tutti

Riceviamo e pubblichiamo – Molti di coloro che leggono sicuramente vivono il problema della casa sulla propria pelle o su quella di un proprio familiare, amico stretto… un problema che, invece di unirci, ci divide sempre di più costretti a fare il doppio lavoro o ad “emigrare” verso periferie lontanissime dai nostri affetti dai nostri interessi.
Così impegnati nella nostra quotidiana lotta per la sopravvivenza non ci accorgiamo di quello che sta succedendo introno a noi… e allora fermatevi un attimo a leggere queste poche righe.
Prima di tutto le richieste di sfratto sono tantissime: secondo i dati del Ministero dell’Interno, solo a Roma le richieste di sfratto sono state 52.699 (su 54.574 dell’intero Lazio) con un aumento rispetto al 2007 del 170%, quelli effettivamente eseguiti sono stati 2.209 praticamente uno ogni 220 famiglie. I provvedimenti di sfratto sono così tanti che per eseguirli tutti ci vorrebbe l’esercito.
Ma chiamare l’esercito per un così infame compito provocherebbe una reazione di fortissima opposizione mentre lo stillicidio quotidiano di gente che finisce per strada con bambini, anziani, disabili passa inosservato, nessuno ne parla, nessuno si indigna…

Uno sfratto può essere richiesto per due motivi: primo, lo sfratto per morosità, secondo lo sfratto per finita locazione.
Nel 2008 la maggior parte dei provvedimenti di sfratto emessi in Italia riguarda il Lazio (oltre il 16% del totale nazionale) con 8.434 provvedimenti, di questi oltre 5.500 sono per morosità (più del 64%). Ma perché tutta questa morosità… la risposta è semplice perché nel 1998 un governo ultraliberista di centro-sinistra decise che il mercato degli affitti doveva essere “libero” (bella parola) e decise di abolire l’equo canone. Ebbene il mercato ha fatto il suo dovere liberando l’avidità e la smania dei grandi speculatori da Caltagirone al Vaticano, da Gambetti a Pirelli Re… dal 1999 al 2008 i canoni di locazione nelle grandi città sono aumentati dal 130 al 145% (se prima per una casa si pagavano 500 euro al mese oggi per la stessa casa se ne pagano 1.300!!). E nel frattempo intorno ci sono il lavoro precario e la crisi, la cassa integrazione aumenta del 311% e i sussidi di disoccupazione o come li chiamano ora gli ammortizzatori sociali sono praticamente inesistenti, il bonus casa arriva con due anni di ritardo e con l’ultima finanziaria è stato anche diminuito.
Gli altri sfratti sono invece per finita locazione, quando arriva a scadenza un contratto d’affitto che magari durava da anni il proprietario invece di rinnovarlo e prorogarlo decide che sarebbe uno stupido a non cercare di alzare il prezzo e allora chiede al precedente inquilino di andarsene per lasciare il posto a più danarosi affittuari.
Per questo lo sfratto non può essere considerato come la vittoria del diritto di proprietà contro l’appropriazione indebita, non è la rivincita di un onesto cittadino contro l’usurpatore che gli si è piantato dentro casa. Lo sfratto è il trionfo dell’ipocrisia, dell’egoismo sociale, dell’assenza di diritti, alla fine dei conti è la guerra di tutti contro tutti, la guerra sociale contro i poveri… e allora moltiplichiamo i picchetti antisfratto, costringiamo le istituzioni a prendersi carico della questione abitativa, impediamo la tragedia di rimanere senza casa.

Appuntamenti:
Martedì 26 gennaio ore 7.30 tutti a via Cardano,12 (zona Marconi) per impedire lo sfratto di una famiglia con sei figli…
Se lo sfratto sarà esecutivo andremo direttamente in Campidoglio.
Martedì 26 gennaio ore 15.00 incontro con i movimenti di lotta per la casa e assessore alle politiche abitative. Invitiamo tutt* a partecipare e a sostenere la battaglia per il diritto all’abitare.
L’emergenza abitativa non si frena!

www.coordinamento.info
abitarenellacrisi.noblogs.org/

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