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Nuove iniziative per il decoro urbano: più multe e controlli per chi sporca

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Tre nuove ordinanze della Commissione Sicurezza del Comune di Roma inaspriscono i provvedimenti in tema di rifiuti, affissioni selvagge e writers.

Orsi: “Non esiste limitazione all’espressione artistica ma una forte repressione per chi vuole agire nel segno dell’imbrattamento e stiamo studiando delle soluzioni in accordo con le associazioni di writers per la gestione degli spazi”.


Ogni anno il Comune di Roma spende circa 5 milioni di euro per cancellare scritte, graffiti e disegni da muri o monumenti; al costo in denaro va aggiunto anche, nel solo 2009, un totale di 21.420 ore di lavoro per gli addetti Ama, Atac e Decoro Urbano per le attività anti vandali e, non ultimo, c’è da considerare il danno d’immagine – certamente più alto – che la città si trova a pagare. Pugno duro della Giunta Alemanno per tutti quei cittadini sorpresi a sporcare e danneggiare, con le nuove ordinanze anti degrado chi imbratta paga… davvero. Dall’8 febbraio 2010 fino al 30 gennaio 2011 saranno attive le tre ordinanze che inaspriscono seriamente le multe a chi si comporta da incivile, per le quali è previsto un impiego massiccio di controlli e del numero di agenti chiamati ad effettuarli.
La prima ordinanza andrà a colpire le violazioni al decoro urbano e l’abbandono dei rifiuti: da 206 a 250 euro (fino a 500) per chi abbandona rifiuti ingombranti (elettrodomestici, mobili) nei cassonetti o accanto ad essi e vale lo stesso anche per i rifiuti pericolosi (batterie di auto, oli esausti). Per chi non raccoglie deiezioni canine la multa sale da 100 a 250 euro ed una nuova sanzione è prevista per chi danneggia la superficie stradale in modo permanente(ad esempio rovesciando vernice).Anche i proprietari o i gestori di pubblici esercizi che non puliscono le aree occupate durante l’attività e dopo l’orario di chiusura potranno incorrere in sanzioni da 100 a 550 euro.
La seconda ordinanza riguarda i writers ed è quella che ha destato più proteste soprattutto tra i giovani. Il costo delle multe è pari al costo dei prodotti da impiegare per la pulizia del danno causato: 500 euro per gli edifici di interesse storico, artistico e luoghi di culto; 300 euro per edifici privati e mezzi pubblici e la condizione di ripristino dovrà avvenire entro 15 giorni altrimenti anche i costi dell’operazione sostenuti dall’Amministrazione saranno addebitati al trasgressore. L’altra novità riguarda anche il divieto di vendere bombolette spray che non siano biodegradabili ai minori di 18 anni, inoltre per la stessa ordinanza, vi è anche la proposta ancora al vaglio, del Presidente della Commissione Sicurezza per realizzare una banca dati delle tags che permetterebbe di perseguire senza flagranza di reato i colpevoli di imbrattamento del bene pubblico.  
La terza ordinanza è destinata ad abbattere il fenomeno delle affissioni selvagge, dei manifesti e dei volantini: 412 euro per i committenti della pubblicità e 50 euro per gli autori materiali, inoltre il divieto di lanciare manifesti (è consentito solo la distribuzione a persone) e la prescrizione di indicare sempre in modo visibile l’obbligo di usare cestini per lo smaltimento dei volantini.
In vista anche nuove iniziative che coinvolgano tutti i cittadini alla sensibilizzazione delle problematiche legate alle ordinanze sulla sicurezza tra le quali: il Patto per Roma pulita che insieme a diversi soggetti (associazioni, enti, istituti) consoliderà le azioni a tutela del decoro urbano; il Decoro Day per raccogliere partecipazione ed impegno dai cittadini e dalle scuole  in tema di pulizia della città; Patto Graffit’Art con associazioni di writers ed artisti per contemplare nuovi spazi ed occasioni da affidare all’arte di strada. Francesco Maria Orsi di Amore per Roma sostiene: “Il progetto sul ripristino del decoro urbano prende in considerazione tutti  i fenomeni, compreso quello dei writers. Abbiamo voluto incontrare molte associazioni  e gruppi di writers proprio perché ci rendiamo conto che la street art oggi rappresenta una delle migliori espressioni dell’arte contemporanea. Non esiste limitazione all’espressione artistica ma sicuramente, come dimostrano le nuove ordinanza sul decoro, una forte repressione per chi vuole agire nel segno dell’imbrattamento.” In riferimento a questa discussa ordinanza ci siamo confrontati anche con Simone Pallotta, vice presidente dell’Associazione Walls: “Il comune deve tutelare gli spazi pubblici ma parallelamente vanno fatti dei progetti. Si potrebbe stabilire una continuità e ripartire ad esempio, dal progetto del 2007 per i Muri legali, con 40 muri già individuati, permettendo di realizzare un progetto di arte urbana che coinvolga i giovani, cercando di stabilire nel contempo, una circolarità istituzionale in favore dell’arte pubblica. Non è necessario disporre di grandi spazi perché ad esempio la nostra Associazione ha realizzato grandi e piccole riqualificazioni in stazioni ferroviarie fino a grandi opere di riqualificazione pubblica come è stato per la ASL a L.go Preneste. Abbiamo stabilito molti contatti con writers ed artisti che abbiano come vocazione l’integrazione tra l’arte urbana e la città, non si tratta di imbrattare i muri pubblici con scritte o altro ma  riqualificare attraverso l’arte urbana spazi o strutture, per questo la partecipazione del Comune in questo progetto è fondamentale e incrementerebbe di molto la progettualità urbana. Lavorare in ambito urbano per l’arte non è solo possibile, è il futuro”.
“L’appello – conclude Francesco Maria Orsi – è di non strumentalizzare le nostre iniziative, che sono volte a stringere un patto con i rappresentanti dei writers, per concedere loro delle aree dove esprimersi liberamente, renderle legalizzate ed organizzare anche delle mostre di livello internazionale per diffondere questo tipo di arte. Le risposte che stiamo avendo dalle tante associazioni attive di writers, ci fanno capire che siamo sulla buona strada”.  

Michela Romoli