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Porta Maggiore: la scritta va, la scritta viene

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Porta maggiore 2

Nuovamente rimossa la scritta sul muro di Porta Maggiore

L’INTERVENTO DI AMA – È una nota dell’Ama che annuncia la rimozione della scritta ‘Né pubblico né privato comune’, riapparsa sul muro adiacente al tunnel di Porta Maggiore. La scritta era stata rimossa sabato 12 marzo in occasione dell’iniziativa Wake Up Roma, organizzata da Retake Roma assieme ad Ama e al Campidoglio. Il motto è però tornato al suo posto nella serata di ieri, quando un gruppo di attivisti si sono radunati nella zona e, a volto coperto armati di rulli e vernice, hanno riproposto lo stesso slogan presente sul muro dal 13 dicembre del 2014. “Quella scritta era uno di quei segni, lasciata al termine di un corteo che rivendicava, nelle bufere appena sollevatesi dello scandalo di Mafia Capitale, il diritto alla città come diritto a viverla e a costruirla assieme”, si legge in una nota degli attivisti. 

L’AZIONE DI RE-COMMONING – Il ritorno della scritta sul muro di porta maggiore è stato accompagnato anche da una nota in cui si spiegano le ragioni del gesto, criticando la cancellazione dello slogan: “A subire la loro furia antidegrado non sono infatti solo le distese di cicche per terra e le merde di cane, ma ogni sussulto di vita che la città è stata in grado di produrre sul suo stesso corpo, ogni segno lasciato sulla sua superficie da chi la abita, la attraversa e la ama – seguitano – È un’azione di re-commoning, perchè questo al contrario loro è quello che facciamo: rendere di tutti, e visibile a tutti, quello che altri vogliono recintare e saccheggiare, per poter vivere in una città più bella e più libera”.

LA MANIFESTAZIONE A PORTA MAGGIORE – Nella stessa mattinata di pulizia in Piazza di Porta Maggiore c’erano già stati alcuni momenti di tensione, con una pacifica manifestazione della Carovana delle periferie. I manifestanti in corteo, abbigliati in pettorina gialla e casco da lavoro, si sono mossi da via Casilina verso Porta Maggiore: “Non ci opponiamo a chi pulisce, ci mancherebbe altro – dicono i manifestanti – Però per noi il vero degrado è la mancanza di case, la disoccupazione, la privatizzazione dei servizi pubblici. Oltre ai grandi sponsor, il fatto che anche le municipalizzate si spendano per queste operazioni di facciata invece che su un investimento per un piano occupazionale la dice lunga. Per noi il vero decoro sono avere un lavoro e una casa”.

LeonardoMancini

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