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Preferenziale Marconi: nessuno stop, solo una sospensiva

La replica del consigliere Stèfano: “La gara non è stata annullata, ma i tempi saranno più dilatati”

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LA PREFERENZIALE DI VIALE MARCONI

Non sono tardati ad arrivare le repliche sulla vicenda della corsia preferenziale di Viale Marconi. Nella giornata di ieri infatti si era parlato di alcuni problemi sul progetto che un’ordinanza del Consiglio di Stato avrebbe addirittura bloccato. A dare questa notizia il consigliere del capitolino Zannola, che all’Agenzia Dire aveva riferito dello stop alla realizzazione del progetto.

NESSUNO STOP AL PROGETTO

La replica in mattinata è arrivata dal presidente della Commissione mobilità, Enrico Stèfano, in un video pubblicato su Facebook dove ha parlato di un comunicato “poco preciso da parte dell’opposizione. La gara non è stata annullata. C’è stato un rilievo del Consiglio di Stato che ha concesso la sospensiva ai ricorrenti sul quale il Tar del Lazio si dovrà esprimere nel merito”. Il ricorso a quanto si apprende sarebbe stato avanzato dai distributori di benzina del viale, certi della necessità di un passaggio in Assemblea Capitolina (e non solo con una Delibera di Giunta) perché con il progetto si andrebbe a stravolgere l’assetto urbanistico della zona. “Qualora il TAR confermasse basterà sanare il vizio e l’iter potrà andare avanti – ha quindi aggiunto Stèfano – Spiace che qualcuno stia speculando su un progetto rivoluzionario e coraggioso perché mette un punto fermo sulla visione di città a misura d’uomo. Sicuramente ci saranno dei tempi un po’ dilatati rispetto alla precedente visione di partire con i lavori a gennaio”.

LA SMENTITA DI ROMA SERVIZI PER LA MOBILITÀ

Nella serata di ieri anche l’Ad di Roma Servizi per la mobilità, Stefano Brinchi, aveva smentito la bocciatura: “In riferimento a quanto sostiene il consigliere Zannola – afferma Brinchi – la decisione dei giudici amministrativi si basa su un aspetto formale che potrà essere agevolmente sanato se verrà confermato dal Tar che dovrà pronunciarsi nel merito. La vicenda è arrivata al Consiglio di Stato dopo il rigetto, da parte dello stesso Tar, della domanda cautelare presentata per bloccare l’opera. La gara, contrariamente a quanto sostiene Zannola, non andava aggiudicata entro il 18 marzo 2019. Data che, nel bando, indicava solo il termine per la presentazione delle offerte. Da marzo alla fine dello scorso settembre – data a cui risale l’ordinanza – l’iter è andato avanti. Le buste sono state aperte per ciò che riguarda le offerte tecniche. La commissione ha completato il lavoro di valutazione. Manca solo la valutazione delle offerte economiche che non è stata effettuata proprio a causa dell’ordinanza del Consiglio di Stato”.

Leonardo Mancini