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Primarie centro-sinistra: Municipio VIII e IX a candidato unico

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Gli elettori del centro sinistra chiamati a votare solo per il candidato Sindaco

MUNICIPIO VIII –  Sono state molte le polemiche per le decisioni della coalizione Roma Bene Comune sull’approvazione delle candidature. Nel Municipio VIII (ex XI come da nuovo Statuto di Roma Capitale) non ci sono state primarie per il candidato presidente del centro sinistra: le consultazioni sono state annullate dopo la decisione della coalizione sulla candidata Valeria Baglio, già presidente del Consiglio municipale, che spiega: “Sono molto contenta e orgogliosa che circa 1700 persone mi abbiano dato il loro appoggio, ma questa non può essere una questione personalistica, bensì il ragionamento di una colazione. Quando Roma Bene Comune ha deciso per una continuità politica, ho accettato la decisione con amarezza, perché ritengo che le primarie siano prima di tutto uno strumento di partecipazione e confronto. Avrei preferito un percorso diverso, ma c’è bisogno di lealtà e di lavorare perché si vincano le elezioni – seguita Baglio in relazione ai problemi che potrebbero sorgere da questa mono-candidatura – Credo che l’affluenza nel Municipio sarebbe stata molto più alta se si fosse votato anche per il candidato presidente. Non essendoci stata questa competizione in molti potrebbero non essersi sentiti coinvolti. Spero solo che questo non si verifichi il giorno delle elezioni, quando bisognerà votare uniti per vincere a Roma e nell’VIII”.

LE REAZIONI – Molte le reazioni al ritiro della Baglio dalla competizione, in primis da parte dei consiglieri di maggioranza del Municipio VIII, che affermano come il bene della coalizione e la vittoria senza divisioni siano le priorità. Svanita la possibilità di arrivare alle primarie, considerate dallo stesso Presidente Catarci “un punto di forza della coalizione di centrosinistra”, è per non perdere questo spirito che nel Municipio VIII si sono tenute le ‘Primarie Municipali delle Idee’: “Strumento importante per mettere al centro i cittadini nella scelta delle politiche e delle priorità che lo riguardano. Tutti i gazebo sono stati animati dalle realtà del territorio, l’Enpaia, le associazioni fino ai centri sociali. Andiamo verso le 5000 schede, un risultato eccezionale di partecipazione – conclude Catarci – che ci dimostra quanto la cittadinanza sia attaccata al suo territorio. Abbiamo intenzione di utilizzare questo materiale per ragionare sulle tematiche e sui quadranti partendo dalle suggestioni dal basso. Prepareremo anche un piccolo dossier con tutti i suggerimenti da rendere disponibile online”. Una suggestione su queste primarie e sull’esclusione di Valeria Baglio è arrivata anche dall’opposizione municipale, con il capogruppo Pdl Simone Foglio che pur ritenendo “poco carino parlare in casa d’altri, questa situazione che si è andata delineando è imbarazzante. Il Presidente Catarci in questa caso sembra comportarsi come un bambino che, con aria di stizza, si allontana dal campo dicendo: il pallone è mio, decido io”.

MUNICIPIO IX – Più tesa la situazione nel centrosinistra del Municipio IX (ex XII come da nuovo Statuto di Roma Capitale), dove rimane aperta la vicenda dei candidati esclusi. Respinte le candidature di due dei quattro partecipanti, Federico Siracusa e Vincenzo Vecchio, nonché lo strano caso dell’abbandono del candidato Dante De Pasquale, vittima, sembrerebbe, di un refuso sulla documentazione. L’unico in corsa è quindi l’attuale coordinatore del Pd municipale, Andrea Santoro. “Sono stato escluso dalle primarie senza alcuna motivazione – spiega in una nota Siracusa – nonostante le 1700 firme raccolte tra gli elettori del centrosinistra”. Infondate e pretestuose sarebbero le motivazione dell’esclusione del candidato Vincenzo Vecchio, come lui stesso ha affermato: “Ho raccolto circa 1700 firme nei termini e nei modi previsti, ma mi è stata rifiutata la candidatura con motivazioni a mio giudizio infondate. Dopo – seguita Vecchio – per rispetto ai firmatari, ho presentato ricorso e il TAR mi ha dato ragione ordinando il reintegro, provvedimento al quale la coalizione si è sottratta”. Dopo le richieste di spiegazioni sul respingimento e i ricorsi presentati da Siracusa e da Vecchio, anche il candidato De Pasquale ha abbandonato la competizione, spiegando in una lettera aperta di non aver mai “chiesto né raccolto firme”. Federico Siracusa ha poi dichiarato di aver presentato ricorso solo otto ore dopo aver saputo dell’esclusione: “Mi è stato detto che ero in ritardo. Da allora – seguita Siracusa – non ho avuto più notizie, di fatto sono stato escluso in questo modo dalle primarie, io come altre circa 40 persone in tutta Roma. Questa situazione è grave perché impedisce ai cittadini di votare il loro candidato. Non sarà facile far capire alle 1700 persone che avrebbero espresso la preferenza per me, che dovranno in ogni caso votare per il centro sinistra. Questa situazione potrebbe essere controproducente”. Secondo Vincenzo Vecchio rimane in ogni caso controversa la vicenda del ‘candidato fantasma’ che, per qualche giorno, era stato inserito nelle liste: “Secondo me siamo all’arbitrio più assoluto. La coalizione si è data un regolamento fissando dei requisiti di cui sono in possesso. Prima hanno provato a farmi fuori violando le regole. Ad un certo punto è spuntato pure un candidato finto – seguita Vecchio – Mi piacerebbe sapere chi e perché lo aveva inserito e poi rimosso”. Il ragionamento sulla sua candidatura è stato molto semplice, spiega Vecchio, la volontà di utilizzare lo strumento delle primarie per decidere democraticamente il candidato: “Per questo motivo voglio andare avanti nell’interesse dei concittadini di centro sinistra – conclude Vecchio – Se esistono regole e competizioni democratiche si ha del valore aggiunto, in caso contrario le primarie sono una sconfitta per la democrazia che fa crescere l’antipolitica”.

LE REAZIONI – La maggioranza municipale ha voluto esprimere il suo sconcerto riguardo la gestione delle primarie, in particolare il Presidente del Consiglio del Municipio IX, Marco Cacciotti, ha dichiarato che: “Le primarie sono uno strumento non obbligatorio, ma se lo si utilizza non si può cadere nella contraddizione di escludere i candidati”. Nonostante le polemiche e i ricorsi le primarie municipali non ci sono state e il candidato presidente rimane Andrea Santoro: “Il centro destra municipale parla di vicende che non lo riguardano – esordisce – Al comitato di Roma Bene Comune sono arrivate una serie di candidature da tutti i municipi poi c’è stata una valutazione politica su chi dovesse partecipare alle primarie. Questo strumento non si deve trasformare in un autobus su cui salire e scendere quando lo si desidera. Ho annunciato la mia disponibilità a novembre mettendo in moto un percorso con tutto il Pd municipale e la sottoscrizione di Sel, le altre candidature invece sono sembrate estemporanee. Ci sono state polemiche sgradevoli – seguita Santoro – vorrei incontrare i firmatari degli esclusi e spiegare che la mia candidatura è alternativa al centro destra e non a Vecchio o a Siracusa – conclude Santoro – Non sono felice di aver ‘concorso’ da solo, ma questo strumento è valido solo se si costruisce un percorso”. Intanto nei giorni precedenti alle primarie non si è placata la polemica con Federico Siracusa, che richiama l’incandidabilità di Santoro. Secondo l’art. 25 comma 3, del Regolamento del Partito Democratico per l’elezione degli organi cittadini prevede testualmente che “Il Coordinatore municipale è incandidabile alla Presidenza del Municipio o alle primarie per la selezione dei candidati. Per candidarsi deve dimettersi dalla carica di coordinatore municipale”. Secondo Siracusa quindi: “Il candidato Santoro ha dichiarato ripetutamente di essere il coordinatore del Pd, così come risulta anche dal comunicato di Omniroma del 17 marzo 2013, in cui afferma che è in qualità di coordinatore del Pd del Municipio XII che ha consegnato le firme per partecipare alle primarie”. 

Leonardo Mancini