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Querelle Roma Pride-Fendi: chiarito l’equivoco

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La maison di moda approva la campagna pubblicitaria con l’immagine del Colosseo quadrato

È un comunicato congiunto del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” e di Fendi a smorzare le polemiche sorte nella giornata di ieri, sorte dopo la richiesta della maison di ritirare tutto il materiale della campagna ‘Chi non si accontenta lotta’. Motivo del contendere sarebbe la presenza del Colosseo quadrato nelle foto della campagna, nuova sede di Fendi della cui immagine sarebbe “licenziataria esclusiva”.

Dal Roma Pride e da Fendi parlano di ‘equivoco chiarito’: “Fendi ha chiarito l’equivoco con Roma Pride autorizzando l’utilizzo di Palazzo della Civiltà Italiana nella campagna sostenendo, quindi, la manifestazione del Roma Pride 2016 che si sta tenendo in questi giorni a partire dal 3 giugno fino al 12 giugno e che avrà come momento principe la Grande Parata dell’11 giugno”. Di rimando dagli organizzatori: “Il Roma Pride e il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” sono lieti di constatare l’impegno di FENDI con tutta la comunità LGBTQI e la rinnovata collaborazione che ha unito Fendi e il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” fin dagli anni ’90”.

La maison nella nota stampa replica anche alla, non troppo sottointesa, accusa di omofobia avanzata dal Circolo Mieli nella giornata di ieri: “Da sempre per FENDI la valorizzazione delle diversità professionali, culturali e di genere è parte integrante della cultura della società, la quale in nessuna attività, interna o esterna, discrimina in base orientamento sessuale, identità di genere, razza, colore, sesso, religione, opinioni politiche, nazionalità, origini sociali, etnia, invalidità, età, stato civile o altra condizione personale. L’ambizione e la volontà di FENDI sono sempre state quelle di creare team di lavoro eterogenei che riflettano e rispettino le diversità, ritenendole un’importante fonte di arricchimento culturale”.

LeMa