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Rifiuti: ancora rimandata la scelta del sito provvisorio

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Torna l’ipotesi di una discarica nella Valle di Galeria, ma rimane possibile Corcolle.

È ancora alta l’attenzione nei confronti del sistema dei rifiuti romani, alla cui crisi non sembra possibile trovare una soluzione condivisa. Nei giorni scorsi si sono alternate le voci su un possibile sito temporaneo in una cava in via Malnome nella zona Monte Carnevale sulle quali, ancora una volta, si sono susseguite le proteste dei comitati cittadini che non vogliono una nuova discarica nella Valle di Galeria. È stato lo stesso Sindaco Gianni Alemanno a cavalcare la protesta: “Sono pronto a mettermi la fascia tricolore e scendere in strada a protestare insieme a voi”. Dello stesso avviso è anche il Presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, che in una nota ha rassicurato Sindaco e cittadinanza della sua contrarietà ad una nuova discarica nel quadrante di Malagrotta. “Sembra positivo l’impegno del Presidente Zingaretti – dichiara Massimiliano Ortu, Vicepresidente del Consiglio e Capogruppo Sel del Municipio XVI – ha annunciato, oggi pomeriggio, che verranno utilizzati 3 milioni di euro per il monitoraggio dei livelli di inquinamento nella Valle Galeria e a Malagrotta. Un impegno concreto, non un auspicio – continua Ortu – Il nostro Municipio farà la sua parte. Aspettiamo ora che anche Alemanno faccia altrettanto, che smetta di ‘chiacchierare’ e produca atti concreti. Così come la Presidente Polverini che ha cancellato dal bilancio regionale 12 milioni di euro per il risanamento della Valle Galeria”. Nonostante le dichiarazioni di intenti, lo stop a quello che sembra essere il primo punto di contatto fra politica e cittadini in questa annosa vicenda, proviene proprio dal Ministro Clini, che in occasione della riunione sull’emergenza rifiuti del 27 aprile dichiarava: “Ci comportiamo tutti responsabilmente oppure, signori, io vi lascio le chiavi e vado via – continua Clini riferendosi al sito di Monte Carnevale – È il sito più idoneo. Può essere attivato in tempi brevi, è impermeabile e non è in un’area non contaminata”. Gli altri siti in “lista”, escludendo Monte Carnevale, sono Pizzo del Prete, Monti dell’Ortaccio e Pian dell’Olmo. Ma i problemi per questi siti sono molti: per il primo i soli lavori di costruzione delle vie d’accesso richiederebbero troppo tempo, mentre gli altri due richiederebbero anche lunghi e costosi interventi strutturali. Sembrano essere invece definitivamente scartati i siti di Quadro Alto, Riano e Allumiere, già indicati dal Prefetto (compreso Corcolle sul quale Pecoraro continua a insistere) e per i quali il Ministro non manca di sottolineare che l’eliminazione “forse si poteva fare prima visto che su Quadro Alto e su Corcolle, già dal 2010 si conoscevano i problemi idrogeologici”. Quello che il Ministro ha proposto, con il “Piano per Roma”, è un pacchetto di misure per risolvere questa crisi cercando di far comprendere che le discariche debbano essere interessate solo per il residuato, una piccola parte dei rifiuti se il ciclo funziona: “Se le amministrazioni ritengono di non poter condividere questa proposta ognuno si prenderà le sue responsabilità”, ha dichiarato il Ministro, ponendo la data termine del 4 maggio (poi spostata all’8) per ottenere il parere degli enti coinvolti. Un piano quello di Clini che prevede 10 milioni di euro di finanziamenti provenienti dal Ministero per tre annualità fino al 2014. Con questi fondi si dovranno incrementare le attività di raccolta differenziata e di monitoraggio di tutto il processo di filiera. Ma il dibattito su Monte Carnevale si è ampliato negli ultimi giorni, andando a coinvolgere anche il Ministero della Difesa, interessato alle problematiche che potrebbero insorgere per il nucleo dell’Intelligence sito poco distante. Dopo l’informativa del 17 aprile indirizzata a via XX Settembre, per ottenere “ogni eventuale considerazione”, il 23 aprile il generale Abrate fa presente che delle interferenze sussistono: l’aumento del traffico di mezzi pesanti con la conseguente variazione nel campo elettromagnetico, nonché la dispersione di contaminanti verso la base posta sottovento. Alla vigilia del vertice dell’8 maggio non sono mancate nemmeno le polemiche fra il Campidoglio e il Ministro Clini il quale, a detta del Sindaco, non conoscerebbe approfonditamente lo scenario romano: “Io tra l’altro lo sto cercando da alcuni giorni e non riesco a parlarci – continua il Sindaco – quindi francamente non so come possa dire che non ci siano disponibilità da parte nostra. Continuerò a cercarlo, faremo un incontro e mi auguro che il senso di responsabilità prevalga”. Intanto nel vertice si è arrivati alla conclusione che potrebbe essere stracciata dal Piano la questione del nuovo sito: “È troppo complesso vincolare al sito che sostituirà Malagrotta la sottoscrizione del documento che prevede un’accelerazione sulla differenziata – continua Clini – quella scelta spetta al Prefetto Pecoraro”. Quest’ultimo, non presente al vertice in quanto convocato a Bruxelles dalla commissione per le petizioni all’UE, ha però ribadito ancora una volta la scelta di Corcolle, affidando all’Università di Tor Vergata una valutazione ambientale: “Se si confermerà positivamente andremo avanti”, ha dichiarato Pecoraro. La replica del Ministro Clini è stata dura: “Quello che io pretendo dal prefetto è che si allinei alle leggi e alle direttive europee per trovare il sito della discarica di servizio – continua il Ministro – C’è il piano per il bacino del fiume Tevere approvato con Dpr del 2010. Se bisogna modificare il Dpr per fare una discarica a Corcolle e Quadro Alto staremo a vedere, ma non è una cosa così semplice. In ogni caso io e il Ministro per i Beni Culturali Ornaghi siamo contro la scelta di Corcolle, a poca distanza da Villa Adriana”. Nei prossimi giorni lo scontro sul sistema rifiuti si farà infuocato, con il Comitato per la difesa di Corcolle che annunciando battaglia dichiara: “Pecoraro è stato contestato a Bruxelles e la commissione europea ha aperto un’istruttoria e a ottobre farà un sopralluogo”. Una soluzione definitiva sembra sempre più difficile da raggiunge, tanto più una condivisa, i termini per la chiusura di Malagrotta si avvicinano, ma anche la pazienza dei cittadini ha una data di scadenza che questa volta sembra non coincidere con la strategia dell’attesa per la campagna elettorale.

Leonardo Mancini