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Rifiuti: botta e risposta tra Comune, Regione e Renzi

È scontro a tutti i livelli, mentre il M5s sembra guardare all’Abruzzo per il conferimento dei rifiuti

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RIFIUTI – “La città di Roma ha un problema con i rifiuti”. In questo modo il Segretario del Pd, Matteo Renzi, ha riaperto lo scontro istituzionale sulla gestione dei rifiuti nella Capitale. A cavallo delle Feste il dibattito sull’invio di materiale indifferenziato in Emilia-Romagna è arrivato quasi allo scontro, con il Governatore Bonaccini che ha ‘invitato’ la Raggi di limitare gli ‘atteggiamenti arroganti’. Con l’ok dell’Emilia all’invio dei rifiuti capitolini nei suoi impianti la situazione sembrava risolta, ma da Roma non è ancora partita nemmeno una tonnellata, mentre ad Ostia si è reso necessario accendere il tritovagliatore. “Prima di iniziare a trasferire i rifiuti in Emilia Romagna, la città di Roma ha cambiato idea – ha proseguito Matteo Renzi in un post – I giornali scrivono che da Milano (forse un’azienda privata? forse una società di sondaggi? forse un piccione viaggiatore?) qualcuno ha suggerito alla sindaca di non farsi aiutare da un amministratore del PD come Bonaccini. Allora la città di Roma ha chiesto una mano alla Regione Abruzzo che ha dato il via libera tramite il Presidente D’Alfonso. Temo che nelle ultime ore si siano accorti che anche D’Alfonso è iscritto al PD. E quindi si è bloccata anche questa soluzione. Nel frattempo a Roma i cassonetti sono pieni. I nostri amministratori non fanno polemiche di parte – ha poi concluso il Segretario dem – Siamo pronti a dare una mano alla Città di Roma. Perché per noi i cittadini vengono prima dei compagni di partito. E allora fatela finita con queste polemiche e ripulite la Capitale”.

DAL CAMPIDOGLIO – La replica sulla vicenda non è tardata. Attraverso un post pubblicato su Facebook l’Assessora capitolina all’Ambiente, Pinuccia Montanari, punta a ricostruire quanto avvenuto negli ultimi anni sul sistema rifiuti: “Facciamo chiarezza – apre Montanari – Tutti sanno che dal 2013, anno di chiusura della discarica di Malagrotta con il Pd che si dimenticò di pianificare una alternativa, il piano regionale del Lazio non è stato ancora aggiornato: di conseguenza, la Regione non riesce a trovare una alternativa per accogliere le tonnellate di indifferenziato prodotte da cittadini e imprese”. Quindi in questa ricostruzione sarebbe il Campidoglio ad essere corso ai ripari: “Al momento Roma raccoglie i rifiuti e prova a conferirli nelle poche strutture della Regione che, però, sono evidentemente insufficienti – seguita l’Assessora Montanari – Si tratta di un sistema fragile che stiamo rendendo forte e stabile con la richiesta di autorizzazioni per costruire impianti di compostaggio e di riciclo; con l’estensione della raccolta differenziata spinta a oltre 1 milione abitanti nel 2018”. Poi le misure utili a superare lo stato emergenziale di queste settimane: “Ci auguriamo che l’Abruzzo dia il via libera alla richiesta di accogliere rifiuti in impianti di Trattamento Meccanico Biologico: si tratta di una richiesta presentata da Ama alla Regione Lazio lo scorso 22 ottobre ma che Zingaretti ha sbloccato soltanto dopo un mese per un ‘mancato funzionamento del sistema informatico’. Noi, a differenza di Renzi e del Pd, non facciamo campagna elettorale ma pensiamo all’interesse delle persone. C’è il sospetto che qualcuno voglia speculare –aggiunge l’Assessora penta-stellata – sulle spalle dei cittadini e proponga tariffe fuori mercato per mettere in difficoltà le amministrazioni e gli abitanti di Roma”.

UNA QUESTIONE DI COSTI – L’analisi portata avanti dal Consigliere Penta-Stellato e presidente della Commissione Ambiente, Daniele Diaco, è tutta economica: “Portare i rifiuti di Roma in Regione Emilia Romagna costa molto di più: oltre 180 euro a tonnellata. Per questo, e non per ragioni politiche, ancora nessun camion è partito da Roma per gli impianti emiliano-romagnoli. Fino ad oggi – ha poi aggiunto Diaco – non c’è un documento ufficiale che fa venire meno l’opzione della Toscana, più conveniente per la collettività dal punto di vista economico e geografico”. L’attesa nell’invio dei rifiuti, stando a quanto riportato dal Consigliere Diaco, sarebbe stata possibile solo grazie  ad una ‘situazione in netto miglioramento’: “In tutto il periodo di festività l’azienda capitolina ha raccolto oltre 1.000 tonnellate di rifiuti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e Roma ha retto, nonostante le note fragilità del sistema che dal 2013, anno di chiusura della discarica di Malagrotta, non permettono il trattamento di tutti i rifiuti del Lazio all’interno del perimetro regionale”. Gli accordi tra regioni secondo Diaco rappresentano una valvola di sicurezza “per garantire che la città non vada mai in emergenza. Se sarà necessario utilizzarne uno o più di uno – conclude -lo si farà nella massima trasparenza e in base al principio di maggior convenienza ed economicità”.

LA REGIONE LAZIO – Anche la Regione Lazio non poteva lasciar correre. Il Piano Regionale sui rifiuti è il tema centrale della nota diramata dall’Assessore Regionale Mauro Buschini: “Il Piano Regionale di gestione dei rifiuti è in via di aggiornamento, ma fermo a causa delle mancate risposte di Roma Capitale e della sua Città Metropolitana, che dovevano arrivare entro il 30 settembre 2017. La legge impone ai Comuni e alle Province di scegliere i siti di smaltimento e alla Regione di includerli in un piano regionale. Se i Comuni e le Province non scelgono, la Regione non può pianificare”. Sulle richieste per l’invio dei rifiuti in Abruzzo, Buschini ha voluto chiarire la posizione della Regione Lazio: “L’accordo con la Regione Abruzzo il Lazio lo ha siglato il 16 ottobre 2014, valido per un anno. Poi rinnovato annualmente il 16 ottobre 2015 e pure nel 2016 e 2017. Il 22 ottobre scorso Roma Capitale ha chiesto alla Regione Lazio di concordare con l’Abruzzo maggiori quantità di rifiuti romani da portare in quella regione. Richiesta da noi inoltrata e in attesa di risposta – e ancora – In ogni incontro che ho convocato Roma Capitale ha sempre negato l’esigenza di una discarica, l’esigenza di impianti, per non fare scelte. E la si smetta di dire che si stanno progettando impianti di compostaggio, che indubbiamente servono per il rifiuto differenziato, ma oggi Roma ha esigenza di trattare rifiuto indifferenziato e l’assessore Montanari non può pretendere con arroganza di usare quelli degli altri, accusando di inerzia tutti coloro che cercano di darle una mano”.

Leonardo Mancini