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Rifiuti: per la Raggi la crisi è stabilita a tavolino

Ancora accumuli in strada e raccolta a rilento. Dopo il 'No' dell'Emilia Romagna si cercano impianti di trattamento disposti a ricevere i rifiuti della Capitale

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RIFIUTI ANCORA IN STRADA

La città resta invasa dai rifiuti. I mezzi e gli uomini di Ama stanno facendo il possibile, ma senza un sistema a pieno regime non è facile tornare alla normalità in tempi brevi. Le difficoltà causate dall’incendio dell’impianto di trattamento (TMB) di Salario, dal termine dell’utilizzo del sito di Ponte Malnome per la trasferenza (prevista per sabato 6 luglio), dai guasti dell’impianto di Rocca Cencia e dalla diminuzione della capacità di trattamento per le due linee TMB di Malagrotta (impegnate in interventi di manutenzione), stanno mettendo in ginocchio la Capitale. Una crisi prevista e prevedibile, soprattutto a fronte delle tante debolezze del sistema appena accennate.

UNA CRISI STABILITA A TAVOLINO

La Sindaca raggi, dopo aver parlato di ‘boicottaggio dei cassonetti’ in relazione agli incendi scoppiati nei mesi scorsi, quest’oggi è tornata ad indicare un ‘crisi stabilita a tavolino‘. Lo ha fatto in una lettera inviata al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Gli impianti regionali di smaltimento dei rifiuti devono essere obbligati a ricevere la spazzatura di Roma fino al massimo della loro capienza – riporta l’Ansa – Questo può farlo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con una apposita ordinanza”. Sulla questione il presidente Zingaretti ha dichiarato: “Il problema attuale che è sotto gli occhi di tutti, non è legato al conferimento ma più alla gestione del ciclo della raccolta, della gestione, dei centri di trasferenza e di come questi riescono a operare nel territorio comunale”.

L’EMILIA ROMAGNA NON ACCETTA I RIFIUTI DI ROMA

Questa nuova presa di posizione della prima cittadina arriva dopo il ‘No’ al trattamento dei rifiuti capitolini giunto dalla Regione Emilia Romagna. Questa ha chiaramente invitato la Capitale a bussare altrove. “Per quanto riguarda la Regione come istituzione, quello che posso dire è che possono tranquillamente rivolgersi ad altri – ha dichiarato il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – Noi fummo insultati due Natali fa per avere dato la nostra disponibilità a prendere dei rifiuti, dunque, ora, bussino altrove”.

PONTE MALNOME IN SCADENZA

Intanto non sono mancate nemmeno le polemiche per la richiesta avanzata dall’Ama di prolungare l’utilizzo del sito di Ponte Malnome per la trasferenza dei rifiuti. Su quest’area, nella già martoriata Valle Galeria, la Sindaca aveva ceduto solo in misura emergenziale dopo il rogo del Salario, e in ogni caso per soli 180 giorni che scadranno il prossimo sabato. “Si è perso chiaramente tempo in questi mesi di politica inconcludente alla ricerca di una soluzione che non si è trovata, e il risultato è sotto gli occhi di tutti”, ha commentato il consigliere leghista in Municipio XII, Giovanni Picone. In ogni caso a quanto si apprende la determina per bloccare la trasferenza a Ponte Malnome dovrebbe essere firmata nelle prossime ore, mettendo definitivamente a riparo il territorio della Valle Galeria. Ma con il nuovo sito di Saxa Rubra ancora non utilizzabile (mancherebbero degli interventi) una nuova crisi è dietro l’angolo.

IL RISCHIO SANITARIO

Resto alta l’attenzione anche da parte dell’Ordine dei Medici, con il Presidente Antonio Magi, che ha prospettato il rischio che dall’emergenza igienica si possa passare a quella sanitaria: “Roma – si legge in una lettera inviata alle istituzioni – è ormai presa nella morsa di rifiuti maleodoranti, montagne di sacchetti che fuoriescono da cassonetti sporchi che vengono abbandonati per terra, con una conseguente allarmante invasione di animali opportunistici quali mosche, blatte, topi, gabbiani che si alimentano di rifiuti”.

USCIRE DALL’EMERGENZA

Quest’oggi in commissione Trasparenza in Campidoglio il consigliere di amministrazione di Ama, Massimo Ranieri, ha affermano che “In questo momento avremmo bisogno di fare poca politica e molta emergenza. Abbiamo 1.800 tonnellate alla settimana di scarto dal trattamento di rifiuto e 1.000 tonnellate la settimana di cdr/css da mandare ai termovalorizzatori, se cominciamo a fare battaglie ideologiche tra il presidente dell’Emilia Romagna e altri i rifiuti restano in strada. Dobbiamo gestire l’emergenza trovando una collocazione lecita a queste quantità”. Longoni ha poi proseguito affermando: “Se facciamo battaglie ideologiche su inceneritori sì/inceneritori no, discariche sì/discariche non ne veniamo fuori e i rifiuti restano lì. Tutti dobbiamo lavorarci – conclude – le quantità sono talmente imponenti, che in un mese fanno montagna alta come il Vesuvio”.

Leonardo Mancini


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