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Riforma dei Municipi: approvato il ridimensionamento

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Da 19 passeranno a 15, con il conseguente cambio di nominazione. 

 

COSA CAMBIA – Da 19 a 15, come espresso dal I Decreto su Roma Capitale, con alcuni accorpamenti: il I Municipio (centro storico) con il XVII (Prati), il II (Salario-Parioli) con il III (San Lorenzo), il VI con il VII e il IX con il X, con la conseguente rinumerazione degli altri.

LA VOTAZIONE – Approvata ieri sera dall’Assemblea Capitolina con 32 voti a favore, 4 contrari e 4 astenuti la delibera che ridisegna la mappa dei Municipi di Roma Capitale. Quella dell’11 marzo rappresenta la seconda votazione, necessaria per un cambiamento dello statuto, mentre la prima votazione è stata espressa venerdì 8 marzo. 

IL RISCHIO DI COMMISSARIAMENTO – La mancata votazione in aula, arrivata in ogni caso a cavallo della scadenza del 10 marzo,  avrebbe provocato il commissariamento di Roma Capitale da parte del prefetto Pecoraro. “Oggi abbiamo compiuto un piccolo miracolo – dichiara il Sindaco Alemanno – approvare in tempi strettissimi il nuovo Statuto di Roma Capitale”. In ogni caso non si può ancora annunciare lo scampato pericolo, dato che la nuova mappa dei municipi dovrà essere approvata entro la prima decade di aprile, oppure si andrà nuovamente in contro al rischio di commissarimento.

LE REAZIONI – “Il taglio di quattro Municipi consentirà, secondo le prime elaborazioni, un risparmio annuale che giungerà, a pieno regime, fra gettoni di presenza dei Consiglieri e riorganizzazione degli uffici, a una cifra oscillante fra i 15 e i 20 milioni di euro” questa la posizione del Sindaco Alemanno, mentre esprime soddisfazione il Presidente dell’Assemblea Capitolina, Marco Pomarici, nel sottolineare che ”il nuovo assetto dei municipi tiene conto delle peculiarita’ dei territori senza stravolgerli, siamo riusciti a dare un nuovo volto a Roma”. Il presidente della Commissione Riforme Istituzionale, Francesco Smedile, ha commentato la votazione dichiarando ‘missione compiuta’, aggiungendo poi che il suo lavoro “termina qui. Ritengo di aver fatto tutto quello che potevo nel migliore dei modi per il bene e il futuro della città”. 

LE CRITICHE – Bipartisan le critiche alla nuova mappa delle municipalità. Federico Guidi e Lavinia Mennuni, consiglieri del Pdl, hanno considerato “Un errore non tener conto, nella nuova divisione dei municipi romani, di alcuni criteri base quali la composizione e l’omogeneità territoriale”, richiamata più volte dall’Amministrazione come elemento cardine della riforma. Forte anche la reazione del consigliere comunale Pd,  Athos De Luca, che nei giorni scorsi aveva proposto un emendamento per mantenere l’unità territoriale del Parco dell’Appia: “La delibera approvata è il frutto avvelenato del servilismo di Alemanno alla Lega al tempo della pajata”. Altro voto contrario al piano è quello di Gemma Azuni, consigliere capitolino di Sel, che ha voluto richiamare l’incostituzionalità dello statuto a causa della presunta violazione dell’Art. 114 della Costituzione, riguardante l’autonomia Comunale.

I PROBLEMI – Molte le criticità, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministratite. Per facilitare le operazioni di campagna elettorale è stato approvato un emendamento che permetterà di affiancare la vecchia numerazione alla nuova, in modo da ‘evitare’ confusioni negli elettori. Ma se il cambio di tutti i cartelli di passo carrabile, e delle varie targhe che riportano le numerazioni attuali, sembrano non preoccupare l’amministrazione Capitolina, il primo vero problema potrebbe arrivare dai Gruppi di Polizia Municipale accorpati dal nuovo statuto. Per questi non è stato ancora previsto nulla, soprattutto a livello dell’organigramma, dove si andranno a duplicare gerarchie e dirigenze. 

Leonardo Mancini

 

 

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