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Risarcimenti buche: per il Comune ci sono da sempre, bisogna evitarle

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ROMA – La notizia di pochi giorni fa, vede vincitore un automobilista che ha presentato ricorso contro il Comune di Roma a causa di una buca stradale impossibile da evitare, la quale ha provocato danni al cerchione ed al pneumatico. A dare la notizia è Codacons, la quale ha rappresentato il guidatore in via stragiudiziale, ottenendo un indennizzo pari a 760 euro per i danni riportati alla gomma ed al veicolo e per le conseguenti spese legali. L’associazione dei consumatori stabilisce così un precedente per tutti i cittadini romani, alle prese quotidianamente con il problema del manto stradale. Come avviene per la maggior parte delle buche di Roma, anche questa era completamente sprovvista della segnaletica necessaria ad indicare il tratto di strada danneggiato. Codacons, in una nota spiega come questo fatto, aggiunto alle condizioni meteo sfavorevoli e scarsa visibilità, abbiano reso impossibile evitare la voragine.

DAL COMUNE – Il comune di Roma Capitale, come è noto, ha ipotizzato negli anni, e soprattutto negli ultimi mesi, diverse teorie per tentare di risolvere questo problema, che nel frattempo è diventata una vera e propria “emergenza buche”. Per citarne alcune: ricordiamo l’ipotesi della task force di cento detenuti a bassa pericolosità e con pene ridotte che avrebbero potuto, dopo un corso di formazione, riparare le voragini, nel luglio 2018. Oppure all’emendamento per far sì che fosse incarico dell’esercito occuparsene, finanziato dal comune. Ad oggi, ancora nessuna soluzione, anzi nel caso specifico dell’automobilista rappresentato da Codacons, nel documento del Comune a firma dell’avvocato Andrea Camandra, si legge chiaramente: “La presenza su strade pubbliche di sconnessioni, avvallamenti e altre irregolarità non costituisce un evento straordinario ed eccezionale ma rappresenta, al contrario, una comune esperienza rientrante nell’Id quod plerumque accidit e, dunque, deve essere tenuta ben presente dagli utenti della strada, i quali hanno l’obbligo di comportarsi diligentemente per evitare pericoli a se o ad altri”. In poche parole, le buche sono ormai una caratteristica di Roma e per questo, dovrebbero essere i cittadini, ben a conoscenza del “fenomeno” a fare in modo di evitarle. Sembrerebbe quasi, come se il Comune di Roma, invece di essere dalla parte dei cittadini, preoccupandosi della loro incolumità e del disagio che devono affrontare ogni giorno, gli dica: “Stai attento cittadino: che tu sia un pedone, un ciclista o un automobilista, utilizzi il manto stradale tutti i giorni, ed è anche causa tua se è così dissestato”.

PERCHÈ TANTE BUCHE A ROMA – Come spiega l’ingegner Michele Moramarco, responsabile dell’ufficio tecnico del SITEB (Associazione Italiana Bitume e Asfalto stradale) in un’intervista ad Agi; il problema è da ricercarsi nel manto stradale spesso non realizzato in base alla corretta sequenza e sovrapposizione di strati legati. Le strade vengono aperte e richiuse con materiali scadenti ed in maniera frettolosa: con la pioggia si riempiono di acqua che accumulandosi, slega i materiali sottostanti, creando delle voragini. Si aggiunge il carico dei mezzi pesanti, che inizialmente interessa solo gli strati più profondi, ma con il passaggio ciclico di pullman e camion, si ramifica fino ad arrivare in superficie. Anche qui, con l’infiltrazione dell’acqua si creerà una crepatura del manto, chiamato “pelle di coccodrillo” ed in poco tempo si trasformerà in buca.

Alice Conti