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Roma: accolto l’appello dei volontari contro le autorizzazioni per le aree verdi

Il Consiglio di Stato sospende le autorizzazioni disposte dalla Capitale per i volontari che operano nelle aree verdi. Ora si riparte dal Tar

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cura del verde

ROMA – Sono il comitato Parco Giovannipoli e il Cdq Grotta Perfetta, che hanno capeggiato il ricorso, a dare la notizia della decisione del Consiglio di Stato. I giudici con la sentenza di questa mattina hanno accolto l’appello dei cittadini, accogliendo l’istanza di sospensiva già rigettata dal Tar del Lazio.

I MODULI SOTTO ACCUSA – La vicenda che ha visto contrapporsi i volontari e il Comune è complessa e parte dalla pubblicazione, avvenuta nell’agosto dello scorso anno sul sito del Comune, del modulo necessario alla richiesta di autorizzazione, per privati e associazioni, allo svolgimento di giornate di pulizia a manutenzione. Prima di questa normazione le singole realtà che su Roma si occupavano di aree verdi, su base totalmente volontaria, richiedevano autorizzazioni ai Dipartimenti di competenza oppure agli stessi Municipi. Se l’uniformazione di questi iter può sembrare utile a snellire le procedure, tutt’altra cosa sono i maggiori oneri, economici e burocratici, che sono ricaduti sulle realtà dell’associazionismo. In particolare la richiesta di un’assicurazione specifica che ha fatto crescere sensibilmente i costi di queste iniziative, ricaduti totalmente sulle spalle dei volontari.

IL RICORSO – Così i cittadini hanno deciso di contrastare questo iter burocratico contestando le prescrizioni contenute nel modulo per la richiesta di autorizzazione, che impedirebbero il proseguimento dell’attività dei volontari, aumentando i costi assicurativi e prevedendo un percorso troppo burocratico, con il risultato di limitare la libertà dei cittadini di prendersi cura della propria città. Inizialmente il Tar del Lazio non ha accettato la richiesta di sospensiva avanzata dai cittadini, non rilevando il carattere d’urgenza del provvedimento. Ma la decisione del Consiglio di Stato di questa mattina sembra ribaltare la situazione.

LA SOSPENSIONE – “Una sentenza che ribalta totalmente la scelta del Tar del Lazio di non riconoscere il danno grave ma soprattutto di non voler entrare subito nel merito del dibattimento sulle questioni di diritto sollevate dai due comitati”, fanno sapere i cittadini.  Nel primo grado il TAR ha negato la sospensiva ritenendo che non sussistesse un danno grave ed irreparabile causato dall’atto, ritenendo inutile esprimersi sulla fondatezza del ricorso.  Ora il CdS ha ribaltato questa sentenza che inizialmente aveva negato la sospensiva. Quindi fin quando non sarà il TAR del Lazio ad esprimersi (entro due mesi) “la determina è sospesa – spiegano – i cittadini romani, realtà romane e comitati non dovranno, per ora, sottostare a inutili e dispendiosi percorsi burocratici”.

Leonardo Mancini