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Roma Capitale incontra l’OMS: una città a misura di anziano

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Il Sindaco, Ignazio Marino, questa mattina ha incontrato una delegazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per studiare le possibilità di adesione della Capitale alla rete mondiale delle Age Friendly Cities, i centri amici degli over 65

 

LA RETE – dell’OMS è attiva dal 2005 e ad oggi conta ben 35 città in 22 paesi. I parametri che l’OMS prende in esame per misurare quanto una città è a misura di over 65 sono tra i più svariati: dalla partecipazione all’accessibilità, passando per i servizi socio-sanitari e l’inclusione sociale.

LE ASPETTATIVE – Città come New York, Londra, Ginevra , Shanghai e Città del Messico, si sono già assicurate un posto fra le Age Friendly Cities. Quello che l’amministrazione Marino intende fare è portare al più presto la Capitale allo stesso livello delle grandi capitali mondiali. “Si tratta – spiega il sindaco, Ignazio Marino – di un progetto di grande valore sociale e di notevole lungimiranza, in grado di migliorare la qualità di vita di una importantissima fetta della popolazione mondiale e cittadina. Non dimentichiamoci, infatti, che l’Italia è il secondo Paese al mondo per longevità, dopo il Giappone, e che in base ai dati epidemiologici il 50% delle bambine che nasceranno quest’anno a Roma ha la possibilità di spegnere le 100 candeline. Disegnare servizi, edifici, mobilità con un occhio particolare alla fascia di popolazione over 65 è dunque un dovere non soltanto morale, ma strategico. Per rendere più vivibile Roma per tutti i cittadini”.

MOLTO IL LAVORO DA FARE – La delegazione dell’Oms è già al lavoro, con l’Assessore al Sostegno sociale e Sussidiarietà, Rita Cutini, per delineare un percorso in grado di far rientrare quanto prima Roma nella rete di città a misura di anziani. “Non nascondo- dichiara Rita Cutini – la mia soddisfazione per quella che considero una priorità del mio incarico di Assessore: Roma Amica degli anziani. Sono certa che questo lavoro comune della nostra Amministrazione Capitolina con la delegazione OMS potrà portare buoni risultati non solo per i nostri anziani romani ma per tutte le generazioni perché, una città a misura di anziano, è una città migliore per tutti”.

LE CRITICITA’ – Sulla base degli indicatori sopracitati, e con il sostegno di dati demografici, statistici ed epidemiologici, oltre che delle informazioni dettagliate di ogni singola città, l’Oms suggerisce alle amministrazioni locali le indicazioni strategiche su come indirizzare alcuni interventi, e parte delle risorse destinate ai settori più interessati dalle azioni a favore di una maggiore inclusione della popolazione anziana. Purtroppo tra le linee guida da seguire, inserite nella documentazione sulle Age Friendly Cities, ci sono molte vecchie criticità che allontanano la nostra città da questo traguardo. Basti pensare che uno fra gli aspetti da tenere in considerazione riguarda le aree pubbliche, che devono essere pulite e piacevoli. Come se non bastasse i marciapiedi devono essere antiscivolo, sufficientemente ampi per il passaggio delle sedie a rotelle e devono essere corredati dagli scivoli a livello stradale. Gli elementi da tenere in considerazione per essere ammessi in questo club esclusivo sono molti, talmente tanti da far sperare in un reale miglioramento della città per tutti, qualora ci si impegnasse veramente per raggiungere questo obiettivo.

Leonardo Mancini