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Roma: la Sindaca è stata assolta, ma dai vertici del M5s parte l’attacco ai cronisti

Assoluzione perchè il fatto non sussiste. La Sindaca ringrazia quanti le sono stati vicino, mentre i vertici del M5s attaccano i giornalisti

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ROMA – La Sindaca Raggi è stata assolta nella giornata di sabato perchè il fatto di cui era accusata non costituisce reato. La sentenza è stata letta in aula dal giudice Roberto Randazzi e mette fine alla vicenda delle assunzioni che ha visto coinvolta la Sindaca. “Assolta – ha detto la prima cittadina – Con questa parola il Tribunale di Roma, che ringrazio e rispetto per il lavoro svolto, ha messo fine a due anni in cui sono stata mediaticamente e politicamente colpita con una violenza inaudita e con una ferocia ingiustificata. Due anni durante i quali, però, non ho mai smesso di lavorare a testa alta per i miei cittadini. Li ringrazio per il sostegno e l’affetto che mi hanno dimostrato”.

I COMMENTI DEL M5S – Anche dai vertici del M5s non sono mancate le dimostrazioni di vicinanza alla Sindaca e gli attacchi ai giornalisti. In primis il vicepremier Si Maio: “Due anni di attacchi alla Sindaca più massacrata di Italia – ha detto – Il peggio in questa vicenda lo hanno dato invece la stragrande maggioranza di quelli che si autodefinsicono ancora giornalisti, ma che sono solo degli infimi sciacalli, che ogni giorno per due anni, con le loro ridicole insinuazioni, hanno provato a convincere il Movimento a scaricare la Raggi. Pagine e pagine di fakenews, giornalisti di inchiesta diventati cani da riporto di mafia capitale, direttori di testata sull’orlo di una crisi di nervi, scrittori di libri contro “la casta” diventati inviati speciali del potere costituito. La vera piaga di questo Paese è la stragrande maggioranza dei media corrotti intellettualmente e moralmente. Gli stessi che ci stanno facendo la guerra al Governo provando a farlo cadere con un metodo ben preciso: esaltare la Lega e massacrare il Movimento sempre e comunque. Presto faremo una legge sugli editori puri, per ora buon Malox a tutti”. Di rimando Alessandro Di Battista ha commentato: “Oggi la verità giudiziaria ha dimostrato solo una cosa: che le uniche puttane qui sono proprio loro, questi pennivendoli che non si prostituiscono neppure per necessità, ma solo per viltà. Ma i colpevoli ci sono e vanno temuti. I colpevoli sono quei pennivendoli che da più di due anni le hanno lanciato addosso tonnellate di fango con una violenza inaudita. Sono pennivendoli, soltanto pennivendoli, i giornalisti sono altra cosa”.

LE REPLICHE – I commenti sull’assoluzione della prima cittadina sono arrivate anche dagli esponenti romani della Lega, con l’ex consigliere regionale, Fabrizio Santori, che non risparmia critiche alla gestione della Capitale: “Le vicende giudiziarie non ci hanno mai appassionato, le nostre valutazioni sono basate su quello che ci dicono i cittadini. E da loro provengono solo richieste di una città pulita, sicura ed efficiente. Su questo basiamo la nostra azione politica, per questo combattiamo ogni giorno. Finita questa storia, non ci sono più alibi su Roma”. Si dice contento per l’assoluzione il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, pur rimarcando la gravità degli attacchi nei confronti dei cronisti: “Sono contento che Virginia Raggi sia stata assolta. Lo sono dal punto di vista personale e umano. E lo sono politicamente perché ho sempre sostenuto nella mia vita il rifiuto totale di scorciatoie giudiziarie per affrontare nodi e battaglie che sono politiche. Ora tutti si aspettano che, comunque, a Roma si volti pagina perché così non si può andare avanti. Noi siamo pronti a dare una mano. Ma, per cortesia, vergognatevi per la vostra aggressività questa volta verso i giornalisti – seguita Zingaretti – Siete stati voi che, anche a Roma, in occasione dell’avvio di qualsiasi indagine giudiziaria, vi siete comportati come delle iene feroci calpestando la normale dialettica politica e aggredendo con una violenza inaudita tutti coloro che erano anche solo oggetto di inchieste, con squallide conferenze stampa e sceneggiate. Addirittura utilizzando le arance per mortificare e umiliare le persone in carcere. E si era solo a un livello di indagine e non di processo. Danneggiando in questo modo anche la tranquillità con la quale le indagini giudiziarie devono giustamente svolgersi. Lo avete fatto calpestando quella dignità di relazioni che ora, in maniera sfacciata, pretendete per voi stessi. Quindi da voi attendiamo l’unica cosa seria che ancora non avete fatto: chiedete scusa”.

Red