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Spiaggia Tiberis: il Ministero chiede il ripristino dell’argine del Tevere

La spiaggia in zona Marconi secondo la Soprintendenza non avrebbe tutte le autorizzazioni in regola

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MARCONI – E se la spiaggia fortemente voluta dall’Amministrazione Raggi non fosse del tutto conforme alle norme e ai regolamenti? Se non avesse tutte le carte in regola? È questa la situazione che sembra profilarsi sul futuro di Tiberis, la spiaggia lungo l’argine del Tevere, all’altezza di Ponte Marconi, aperta la scorsa estate su spinta dell’amministrazione comunale.

IL RIPRISTINO DEI LUOGHI – Stando a quanto anticipato dal Messaggero in un articolo di oggi, la spiaggia (che secondo alcune ricostruzioni sarebbe costata circa 240mila euro) non avrebbe ricevuto l’ok da parte della Soprintendenza del ministero dei Beni culturali, alla quale non sarebbe nemmeno stato richiesto un parere. Un documento arrivata in Campidoglio dal Ministero chiederebbe di ripristinare i luoghi, per evitare che si creino danni all’ambiente e all’ecosistema del fiume. Riflettendo sull’abbandono dell’argine la prospettiva di ripristinare i luoghi fa sorridere, ma Roma Capitale non avrebbe richiesto le autorizzazioni previste dal Codice dei Beni Culturali, un ‘fattore di rischio per il paesaggio’.

LA COMMISSIONE TRASPARENZA – Intanto su questo nuovo capitolo della complessa vicenda è intervenuto il presidente della Commissione capitolina Trasparenza, il consigliere Marco Palumbo: “Già a settembre nel corso di una commissione appositamente convocata sulla spiaggia Tiberis, erano emersi molti dubbi relativamente al bilancio di questa iniziativa i cui contorni erano apparsi fin da subito poco chiari. Sia in considerazione dell’organizzazione approntata in fretta e furia e senza un dettaglio esaustivo dei costi sostenuti, sia relativamente ad alcuni corsi di educazione ambientale che dovevano tenersi nello spazio in base a una scelta arbitraria e discrezionale dell’amministrazione, senza alcuna selezione pubblica. Ora arriva – seguita il consigliere Palumbo – la conferma: l’arenile allestito dall’amministrazione comunale non è mai stato autorizzato dalla Soprintendenza del ministero dei Beni culturali, che chiede il ripristino dello stato dei luoghi. Nel merito, il Campidoglio aveva taciuto, salvo poi vantarsi impropriamente di un’iniziativa del tutto abusiva, che peraltro non aveva neanche riscosso il tanto decantato successo di pubblico. In pratica – conclude – oltre al danno, la beffa: manderemo tutto alla Corte dei conti perché si profila un palese danno erariale in questa vicenda”.

LeMa